{"id":12317,"date":"2020-04-17T09:28:32","date_gmt":"2020-04-17T07:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2020\/04\/17\/riaprono-le-librerie-profumo-di-libri-e-candeggina\/"},"modified":"2021-06-14T00:56:26","modified_gmt":"2021-06-13T22:56:26","slug":"riaprono-le-librerie-profumo-di-libri-e-candeggina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2020\/04\/17\/riaprono-le-librerie-profumo-di-libri-e-candeggina\/","title":{"rendered":"Riaprono le librerie. Profumo di libri e candeggina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In questo tempo \u201csospeso\u201d di quarantena forzata per l\u2019emergenza coronavirus abbiamo spesso parlato di eroi. Eroi i medici che si sfiancano in ospedali che trasudano dolore e morte. Eroi gli infermieri dai turni inesauribili e gli stipendi ridicoli. Eroi gli operatori socio-sanitari che il pi\u00f9 delle volte si sostituiscono alle famiglie lontane in un abbraccio di conforto. Eroi i pochi, ma fondamentali volontari, che continuano a portare cibo ai senzatetto. E poi eroi i camionisti che riforniscono le nostre tavole, le cassiere dei supermercati che affrontano la paura del contagio tutti i giorni, il personale addetto alle pulizie, gli uomini e le donne della Protezione Civile e della Croce Rossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tuttavia, prima, molto prima della pandemia, c\u2019erano gi\u00e0 degli eroi, silenziosi e poco avvezzi alla ribalta, che tutte le mattine alzando la loro serranda sapevano di essere proprio come i personaggi raccontati nei libri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi eroi sconosciuti e poco valorizzati sono<strong> i titolari delle librerie indipendenti.<\/strong> Quelli che hanno resistito, proprio come i loro beniamini, a burrasche economiche e ai tentativi di spazzare via tutto che le grandi catene hanno messo in atto negli ultimi decenni. E loro l\u00ec, sulla piccola scialuppa di salvataggio, remano e faticano per arrivare alla riva e per resistere ai danni provocati da correnti impervie, che mettono ogni giorno a repentaglio la loro capacit\u00e0 di sopravvivenza. Anche chi scrive ha cullato il sogno di rilevare una libreria, sogno svanito dall\u2019analisi di freddi numeri che decretavano un bilancio irrimediabilmente in passivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni fa il presidente del Consiglio dei ministri <strong>Giuseppe Conte<\/strong>, forse ritenendo che davvero i librai siano degli eroi, ha decretato, inaspettatamente, la riapertura delle librerie. A parer nostro, considerare il libraio alla stregua di un qualsiasi altro imprenditore \u00e8 stato un grande errore di valutazione. <strong>La libreria non \u00e8 un luogo che si pu\u00f2 visitare come fosse un supermercato. I libri curano l\u2019anima e per farsi curare bisogna anche avere tempo da condividere e non da regolamentare.<\/strong> Bisogna poter \u201csentire\u201d il profumo della carta stampata e non quello della candeggina o dell\u2019amuchina. La libreria non \u00e8 fatta per il distanziamento sociale ma per l\u2019incontro, il confronto, l\u2019anima che non pu\u00f2 avere distanze misurabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di queste considerazioni su una decisione che ci sembrava un po\u2019 \u201cfuori sinc\u201d, anche perch\u00e9 gli italiani saranno barricati in casa almeno fino al 3 maggio, abbiamo deciso di sentire alcuni librai che ci hanno raccontato la loro quarantena e le prospettive per domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/10vetrina6-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-26360 pk-lazyload\"  alt=\"10vetrina6\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"149\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/10vetrina6-scaled.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Uno dei primi effetti della pandemia<\/i> \u2013 ci dicono le <strong>titolari di una libreria per bambini<\/strong> &#8211; <i>\u00e8 stata certamente la chiusura improvvisa delle attivit\u00e0, che ha comportato non solo una perdita economica dovuta al mancato incasso, ma anche un&#8217;esposizione nei confronti dei fornitori. A ci\u00f2 si aggiunga che non c&#8217;\u00e8 stata alcuna sospensione degli affitti (di cui si riesce a recuperare solo 60 % come credito di imposta) n\u00e9 delle utenze che abbiamo sostenuto nonostante la chiusura della libreria.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>La ripresa, \u00e8 vero, sar\u00e0 molto lenta e bench\u00e9 si possano attuare delle strategie per riuscire a &#8220;sopravvivere&#8221;, il distanziamento sociale mina alla base la possibilit\u00e0 di vivere la libreria come un luogo in cui perdersi e restare, ma soprattutto di esercitare a pieno il suo ruolo di presidio culturale.\u00a0 Non sappiamo quando sar\u00e0 possibile tornare a fare presentazioni con gli autori, laboratori didattici, progetti con le scuole o partecipare a festival culturali di promozione alla lettura. Queste attivit\u00e0, che per noi rappresentano la linfa vitale della libreria, vanno oltre la vendita del libro e ci saranno precluse per chiss\u00e0 quanto tempo<\/i>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 pi\u00f9 ottimista per il futuro \u00e8 <b>Alessio<\/b> della libreria <b>Il Mattone<\/b> di Roma che sostiene: \u201c<i>Le librerie subiranno certo un contraccolpo sociale alla riapertura, perch\u00e9 per un periodo, non lungo ma neanche tanto breve, saranno totalmente diverse da come sono sempre state. Io vivo di chiacchiere, strette di mano, abbracci, caff\u00e8, condivisioni di idee, di pareri e di tutto ci\u00f2 che ruota attorno ai libri. Per un po&#8217; non sar\u00e0 cos\u00ec e mi sembrer\u00e0 di lavorare in un altro luogo. <strong>Il distanziamento sociale, per chi vive di avvicinamento sociale, \u00e8 la cosa peggiore che possa capitare<\/strong>. Ci\u00f2 che aiuta \u00e8 la percezione che sia una situazione momentanea e che l&#8217;uscita del tunnel arriva, anche se lontana. Sono favorevole alla riapertura anticipata rispetto ad altre attivit\u00e0. La cosiddetta fase 2 va fatta s\u00ec lentamente, ma dobbiamo ricominciare ad alzare le serrande. Le direttive sono chiare: l&#8217;ambiente deve essere sano e pulito, mascherine e guanti obbligatori e ingresso regolamentato. Io sono pronto. E per chi non se la sente monto in bicicletta e porto io i libri a casa. Ripartiamo!\u00a0<\/i>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/10VETRINA2-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-26359 pk-lazyload\"  alt=\"10VETRINA2\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"200\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/10VETRINA2-scaled.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Paola<\/b> della libreria <b>Arethusa<\/b> di Roma parla dei mutamenti a livello sociale che tutto questo provocher\u00e0 e su come \u00e8 cambiato il loro rapporto col territorio: <i>\u201cRitengo che nel prossimo futuro dovremmo seriamente pensare a reinventare il nostro stile di vita e di socializzazione. La tipologia della nostra attivit\u00e0 culturale ed anche commerciale, rappresenta un polo importante per la vita di quartiere, la nostra presenza sul territorio da decenni, ha visto costituire e rinnovarsi intere generazioni, da qui si pu\u00f2 capire quanto sia forte il significato di un attivit\u00e0 come la nostra che si \u00e8 evoluta sulle esigenze non solo di mercato ma soprattutto su quelle che sono state le richieste culturali del territorio in cui operiamo. Noi siamo abbastanza convinti che proprio per la particolarit\u00e0 di questo rapporto pluridecennale\u00a0 riusciremo a modulare\u00a0 una condizione che ci riavviciner\u00e0 a quella che sar\u00e0 da adesso in poi <b>una nuova normalit\u00e0<\/b>. Per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di riapertura anticipata al 20 di aprile, siamo consapevoli della necessit\u00e0 di adottare tutte le\u00a0 misure della messa in sicurezza di addetti ai lavori\u00a0 e dei clienti; ne siamo lieti\u00a0 e siamo altrettanto desiderosi di riappropriarci del nostro lavoro e di restituire alla clientela un luogo sicuro e piacevole che \u00e8 di prima necessit\u00e0, non sar\u00e0 pane ma \u00e8 comunque cibo per l\u2019anima!\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti all\u2019unisono hanno ribadito che a fronte di una mancanza di aiuti specifici per il settore della cultura, e l&#8217;impossibilit\u00e0 di prevedere l&#8217;andamento economico delle librerie, dalla riapertura in poi, la possibilit\u00e0 di perdere quelle poche agevolazioni che sono state messe in campo fa abbastanza paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i librai e le libraie hanno un temperamento forte e sono abituati a combattere. Pronti di nuovo ad imbracciare i remi e ripartire, nonostante il vento forte e l\u2019acqua increspata. In bocca al lupo, paladini del sapere e del sogno!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gilda Luzzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In questo tempo \u201csospeso\u201d di quarantena forzata per l\u2019emergenza coronavirus abbiamo spesso parlato di eroi. Eroi i medici che si sfiancano in ospedali che trasudano dolore e morte. Eroi gli infermieri dai turni inesauribili e gli stipendi ridicoli. 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