{"id":12021,"date":"2019-06-13T10:38:58","date_gmt":"2019-06-13T08:38:58","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2019\/06\/13\/graziella-proto-non-ho-scelto-di-fare-la-giornalista-ho-scelto-la-lotta\/"},"modified":"2021-06-14T00:55:32","modified_gmt":"2021-06-13T22:55:32","slug":"graziella-proto-non-ho-scelto-di-fare-la-giornalista-ho-scelto-la-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2019\/06\/13\/graziella-proto-non-ho-scelto-di-fare-la-giornalista-ho-scelto-la-lotta\/","title":{"rendered":"Graziella Proto: Non ho scelto di fare la giornalista, ho scelto la lotta."},"content":{"rendered":"<p><b>Incontro con la fondatrice e direttrice della rivista che si batte contro la mafia. E dove le donne sono protagoniste<\/b><\/p>\n<p><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-22825 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"proto\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/proto.jpg\" ><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b>Una storia di giornalismo militante, di editoria e imprenditoria al femminile e femminista. Un\u2019impresa quasi unica nel suo genere che nasce nella Catania di Ciancio e del pluralismo dell\u2019informazione negato. Nel capoluogo etneo, come in buona parte della Sicilia orientale, la pagina siciliana del quotidiano <i>La Repubblica<\/i> manca da sempre. Il quotidiano, stampato negli stabilimenti grafici catanesi dell\u2019editore Mario Ciancio, proprietario de <i>La Sicilia<\/i>, arriva nelle edicole di Ragusa e Catania senza la cronaca siciliana. Per averla bisogna recarsi a Messina o a Palermo, oppure comprare <i>La Sicilia<\/i> o affidarsi alle emittenti tv locali, anch\u2019esse nell\u2019impero Ciancio. Il \u201ccavaliere\u201d &#8211; oggi sotto processo per vari reati, non ultimo concorso esterno in associazione mafiosa &#8211; faceva il bello e il cattivo tempo. Era l\u2019incarnazione del potere e la sua \u201cinformazione\u201d era una specie di cappa di piombo che teneva in ostaggio la citt\u00e0. In questo clima, nel maggio 2006, nasce una casa editrice (<i>Le Siciliane<\/i>) e una rivista controcorrente con una connotazione d\u2019intenti chiara e definita gi\u00e0 nel nome: <i>Casablanca. Rivista antimafia. <\/i>\u00abLe origini sono strettamente legate alla rivista <i>I Siciliani<\/i> fondata e diretta da Pippo Fava, il giornalista assassinato dalla mafia a Catania il 4 gennaio del 1984\u00bb racconta <b>Graziella Proto, <\/b><em><b>fondatrice<\/b><\/em><b> e direttrice<\/b> del mensile <i>Casablanca<\/i>. Che prosegue cos\u00ec: \u00abLe intenzioni sono sempre state chiare: fare la lotta alle mafie continuando a camminare nel solco della storica rivista, ma cambiando pagina da quella vicenda dolorosissima. \u201cCASABLANCA\u201d voleva indicare proprio questo, che eravamo altro anche se nello stesso solco\u00bb. Nata come mensile cartaceo distribuito nelle edicole, oggi \u00e8 distribuito soltanto online in pdf e si presenta come \u201cun&#8217;iniziativa editoriale al femminile, non preclusa alla collaborazione degli uomini, che possono anche svolgere incarichi di rilievo all&#8217;interno della struttura, ma caratterizzata da una partecipazione maggioritaria di donne, con l&#8217;inclinazione e la sensibilit\u00e0 che ne consegue\u201d. \u00abAll\u2019assassinio di Fava &#8211; continua \u2013 seguirono anni di grandi sacrifici, delusioni e umiliazioni. Serviva un momento di riscatto. Collaborai con Enzo Biagi, Sandro Curzi, <i>Antimafia duemila<\/i>, <i>Avvenimenti<\/i>, <i>Isola Possibile<\/i>, ma da pi\u00f9 parti mi si chiedeva di fare un giornale mio. Cos\u00ec nascono <i>Le Siciliane<\/i>. Per ricordare da dove venivamo e perch\u00e9 ogni mese in ogni numero c\u2019era il ritratto di una siciliana che meritava di essere ricordata e aggiunta alla storia. Un mio appuntamento, impegno e ricerca\u00bb. <b>Dare voce alle siciliane e alla Sicilia, anch\u2019essa femmina.<\/b> \u00abLo spazio sicuramente \u00e8 troppo poco e le storie da raccontare sarebbero tantissime. Oggi, devono essere le donne a raccontare le donne. Gli uomini ci hanno gi\u00e0 provato e a dire la verit\u00e0 ci tentano ancora. Non \u00e8 un giudizio negativo, <b>ci sono esempi di buon giornalismo e anche di belle canzoni sulle donne realizzate da uomini.<\/b> Mosche bianche. Solo un\u2019altra donna pu\u00f2 percepire le emozioni interne di una donna che si racconta o una donna che ha bisogno di essere raccontata. <b>Gli spazi sono pochi, l\u2019editoria delle donne, per le donne, sulle donne, quasi inesistente.<\/b> Non sono solo gli uomini che non credono nelle capacit\u00e0 delle donne (perch\u00e9 abbiamo capacit\u00e0 poliedriche, sfaccettate, complesse), sono le donne che non credono nelle donne. \u00c8 l\u00ec che bisogna insistere. Questa nuova ventata di femminismo \u00e8 una manna caduta dal cielo\u00bb.\u00a0Accolta con non poco scetticismo anche nell\u2019ambiente dell\u2019antimafia in cui &#8211; purtroppo ancora oggi &#8211; per alcuni sono \u201ccose da maschi\u201d, nella legalit\u00e0 come nell\u2019illegalit\u00e0. \u00abUna donna che dirige una rivista contro le mafie? \u201cPerch\u00e9 no?\u201d, mi sono detta e urlato contro chi bonariamente mi sconsigliava. Ma \u00e8 stato difficile. Per molti anni ho usato la forma \u201cdirettore Graziella Proto\u201d perch\u00e9 volevo sfidare gli uomini sul loro territorio, non so se \u00e8 stata una sciocchezza. Ho sempre dovuto dimostrare. All\u2019inizio nello stesso numero c\u2019erano anche due inchieste realizzate da me, a volte scrivevo con pseudonimi. Non bastava, per tanti non era il mio giornale. Ma non era importante, bisognava portare avanti la memoria e l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019esperienza editoriale e formativa di Giuseppe Fava. Un marchio indelebile per tutti coloro che lo hanno incontrato sulla loro strada e lo hanno avuto come maestro\u00bb. <b>La ricetta per la resistenza? Passione, cautela nel cercare una verit\u00e0 che non sar\u00e0 mai davvero completa, dedizione nello studio, pazienza e umilt\u00e0.<\/b> Crederci e crearsi gli strumenti e le opportunit\u00e0. Un maschio non glieli offrir\u00e0 mai. L\u2019ho sperimentato sulla mia pelle, la strada \u00e8 in salita e piena di ostacoli. <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/laragazzinadaicapellirossi\">Da donna molto politicizzata non l\u2019ho mai sopportato. Non ho scelto di fare la giornalista, ho scelto la lotta: lottare contro le mafie e ogni tipo di patriarcato. Schierarmi dalla parte di chi non ha diritti n\u00e9 voce. Avere la possibilit\u00e0 di dire qualcosa di tutto ci\u00f2 che gli altri e soprattutto il quotidiano locale non diceva o taceva o nascondeva. Il mio \u00e8 un giornalismo militante\u00bb.<\/a><\/p>\n<p><b>Graziella Rapisarda Proto\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Biologa col sogno di diventare oncologa, intraprende la carriera universitaria. Lavora per undici anni come ricercatrice precaria all\u2019universit\u00e0 di Catania non rinunciando all\u2019impegno politico e sociale nel PCI, in particolare sui temi della criminalit\u00e0. Prima donna eletta in consiglio comunale a Patern\u00f2.\u00a0\u00a0 Ad un convegno l\u2019incontro che le cambier\u00e0 la vita:\u00a0 Giuseppe Fava. Inizia a collaborare con\u00a0 <i>I Siciliani\u00a0<\/i>da esterna fino a quando il 5 gennaio 1984 Fava viene ucciso dalla mafia. Quel giorno abbandon\u00f2 la carriera universitaria per quella giornalistica nella redazione de <i>I Siciliani<\/i>. Eletta presidente della cooperativa, al fallimento del giornale nel 1990 ne eredit\u00f2 debiti e oneri. Nel 2001, insieme a Riccardo Orioles e a un gruppo di cronisti impegnati, fonda la rivista <i>Casablanca &#8211; Storie dalle citt\u00e0 di frontiera<\/i>.<\/p>\n<p><strong>di<\/strong>\u00a0<b>Valentina Ersilia Matrascia<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Incontro con la fondatrice e direttrice della rivista che si batte contro la mafia. E dove le donne sono protagoniste \u00a0Una storia di giornalismo militante, di editoria e imprenditoria al femminile e femminista. 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