{"id":11934,"date":"2019-03-02T08:10:29","date_gmt":"2019-03-02T07:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2019\/03\/02\/ferrente-si-racconta-e-ci-racconta-selfie-film-in-concorso-al-luxfilmfestival\/"},"modified":"2021-06-14T00:55:18","modified_gmt":"2021-06-13T22:55:18","slug":"ferrente-si-racconta-e-ci-racconta-selfie-film-in-concorso-al-luxfilmfestival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2019\/03\/02\/ferrente-si-racconta-e-ci-racconta-selfie-film-in-concorso-al-luxfilmfestival\/","title":{"rendered":"Ferrente si racconta e ci racconta Selfie, film in concorso al #LuxFilmFestival"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AGO-A-PEDALI.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-21841 pk-lazyload\"  alt=\"AGO A PEDALI\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"245\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AGO-A-PEDALI.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dal 7 al 17 marzo torna per la sua nona edizione #LuxFilmFestival,\u00a0uno dei pi\u00f9 importanti festival cinematografici in Europa che premia\u00a0il meglio del cinema internazionale nella categoria fiction, documentario e pubblico giovane. <strong>Quest&#8217;anno a rappresentare l&#8217;Italia ci sono\u00a0<em>Notti magiche<\/em>\u00a0di Paolo Virz\u00ec e\u00a0<em>Selfie<\/em>\u00a0di Agostino Ferrente, intervistato da PassaParola.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Agostino, a 5 anni da &#8220;Le cose belle&#8221;, torni con Selfie in un altro quartiere difficile di Napoli, il Rione Traiano, mettendo in evidenza tutti i limiti delle istituzioni. Napoli \u00e8 questo o \u00e8 anche questo?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alessandro e Pietro sognano una vita semplice,\u00a0&#8220;normale&#8221;\u00a0in un contesto sociale dove la normalit\u00e0 implica quasi automaticamente l&#8217;arruolamento nella criminalit\u00e0 organizzata. Tirarsene fuori \u00e8 un po&#8217; come disertare.\u00a0<strong>Il rione Traiano \u00e8 un quartiere come tanti nelle periferie di Napoli ma anche in quelle di altre metropoli nel mondo: senza scuole adeguate, teatri, cinema, biblioteche<\/strong>. I ragazzi hanno solo motorini e sale da biliardo, come quella di fronte alla quale \u00e8 stato ucciso Davide, e la presenza dello Stato \u00e8 testimoniata quasi esclusivamente dalle camionette blindate delle forze dell&#8217;ordine, mentre la politica sottobanco flirta con i capi zona per racimolare voti alle elezioni.\u00a0Se le forze dell&#8217;ordine individuano dei ragazzi che girano in motorino senza casco in un rione borghese della citt\u00e0, pensano alla bravata di qualche ragazzino figlio di pap\u00e0 e certo non gli sparano&#8230; Se succede nei quartieri come Traiano pensano subito a dei criminali. Anche se Davide e i suoi amici lo fossero stati, certo questo non giustificherebbe che gli si possa sparare alle spalle: per qualsiasi infrazione o presunto reato esiste (ancora, per fortuna) <strong>un codice penale che prevede e garantisce un processo equo e con\u00a0possibilit\u00e0\u00a0di difendersi e non la licenza di giustiziare un minorenne seduta stante.\u00a0<\/strong> Tragedia \u00a0che sembra la copia delle tante che avvengono non mondo soprattutto ai danni di ragazzini\u00a0Black.\u00a0Ma Davide non era neanche un delinquente, ma un ragazzo incensurato e onesto. Eppure, a poche ore dalla notizia il tritacarne del pregiudizio sociale aveva gi\u00e0 sentenziato che si trattava di un potenziale delinquente e che quindi, in fondo, era solo &#8220;uno in meno&#8230; &#8221; .\u00a0Se ne era parlato molto tra giornali e talk show e mi aveva colpito la facilit\u00e0 con cui un bambino colpevole solo di avere l&#8217;et\u00e0 sbagliata nel momento e nel posto sbagliati, per molti era diventato il colpevole e non la vittima.<strong>\u00a0Certo che Napoli non \u00e8 solo questo.<\/strong> Ogni volta che \u00a0presentavamo in giro per il mondo il nostro film &#8220;Le cose belle&#8221;, ambientato in vari quartieri popolari di Napoli, c&#8217;era sistematicamente qualcuno dal pubblico \u00a0che interveniva precisando che <em>&#8220;Napoli non \u00e8 solo questo<\/em>&#8220;. &#8220;<em>Ovviamente<\/em>&#8220;, rispondevamo noi&#8230; <em>C&#8217;\u00e8 anche la Napoli meravigliosa del centro storico, quella che il Comune cerca di curare perch\u00e9 ovviamente \u00e8 quella pi\u00f9 attrae maggiormente i turisti e che \u00e8 anche ben rappresentata su i media. E se non non\u00a0dovessero bastare quelle rappresentazioni &#8211; aggiungevo io per scherzare &#8211; c&#8217;\u00e8 Trip Advisor.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Chi faceva tali interventi tra il pubblico era spesso un ragazzo di buona famiglia inviato a \u00a0studiare in qualche universit\u00e0 prestigiosa, che magari nella sua vita a Napoli non ha mai messo piede in uno di questi quartieri periferici nei quali tra l&#8217;altro vive il 70%\u00a0della\u00a0popolazione complessiva (di cui spesso, purtroppo, il restante 30% si vergogna e tende a rimuove\u00a0freudianamente).\u00a0Oppure si trattava di qualche buon padre di famiglia che \u00e8 emigrato per cercare una vita migliore, \u00a0a cui dispiace che nel mondo venga mostrata un&#8217;immagine meno edulcorata della propria terra\u00a0d&#8217;origine\u00a0(che certo non avrebbe abbandonato se gli\u00a0avesse\u00a0fornito le possibilit\u00e0 di\u00a0sopravvivenza\u00a0che \u00e8 stato costretto a cercare altrove).\u00a0S<strong>i, le istituzioni dovrebbero prevenire, investendo sul recupero dei ragazzi a rischio, aiutandoli.<\/strong> Alla minima difficolt\u00e0 questi ragazzi abbandonano la scuola perch\u00e9 non hanno aiuto. I genitori non hanno \u00a0la cultura necessaria per aiutarli per i compiti a casa e\u00a0neanche\u00a0le possibilit\u00e0 economiche per pagare loro delle ripetizioni private. Se poi un ragazzino cerca di imparare un mestiere, come succede a Pietro, il nostro\u00a0protagonista\u00a0che sogna di fare il barbiere, nessuno si prende il rischio di fargli fare un apprendistato, a causa dei gravosi \u00a0vincoli\u00a0burocratici\u00a0che ci\u00f2 comporta. E alla fine se questo ragazzo prender\u00e0 altre strade davvero la colpa \u00e8 da attribuire solo a lui?\u00a0Del resto poi le retate delle forze dell&#8217;ordine saranno inutili, perch\u00e9 sar\u00e0 come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. E una ragazzino portato in carcere, non diventa onesto, perch\u00e9 le prigioni italiano non redimono, anzi, come si suol dire, sono le universit\u00e0 del crimine. Entri perch\u00e9 hai rubato una bicicletta ed esci, arruolato dalla criminalit\u00e0 organizzata, pronto a commettere reati ben pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/selfie.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-full wp-image-21850 pk-lazyload\"  alt=\"selfie\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"168\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/selfie.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Con un iPhone in mano in modalit\u00e0 selfie, i due attori sono anche operatori, sempre sotto la tua regia. Non solo scegli il punto di vista dei protagonisti ma lo porti all&#8217;estremo della tecnica. Ci racconti come nasce questa idea di narrazione?<\/strong><\/p>\n<p>Dopo &#8220;L&#8217;Orchestra di Piazza Vittorio&#8221; e &#8220;Le cose belle&#8221;, avevo giurato di non realizzare pi\u00f9 documentari. Avevo sofferto troppo entrando nelle vite delle persone coinvolte: non so fare documentari diversamente, ho bisogno di immergermi a fondo nella realt\u00e0 che voglio raccontare, fino a diventarne parte. <strong>Non so realizzare documentari &#8220;d&#8217;osservazione&#8221;, raccontare in maniera &#8220;neutra&#8221;. No: io sprofondo nella realt\u00e0 di cui mi innamoro e non voglio pi\u00f9 &#8220;raccontarla&#8221;,\u00a0 voglio modificarla, &#8220;ripararla&#8221;.\u00a0<\/strong>Poi sono venuto a conoscenza della storia di Davide, sedicenne innocente del Rione Traiano a Napoli, ucciso da un carabiniere mentre era in motorino perch\u00e9 scambiato per un ricercato. A poche ore dalla notizia il tritacarne del pregiudizio sociale aveva gi\u00e0 sentenziato che si trattava di un potenziale delinquente e che quindi, in fondo, era solo &#8220;uno in meno&#8230; &#8221;\u00a0Accettai questa nuova sfida. Ma non volevo realizzare un&#8217;inchiesta sulla dinamica dell&#8217;accaduto, Anche volendo non ne sarei stato capace, preferivo raccontare il contesto nel quale quel dramma si era consumato. Per questo ho cercato i ragazzi del rione che avevano la stessa et\u00e0 di Davide quando era stato ucciso. Era capitato a lui, ma poteva succedere a loro. Tra i tanti incontrati, ho scelto Alessandro, garzone nel bar, e Pietro, aspirante barbiere.\u00a0Partendo dalla storia di Davide, volevo che raccontassero s\u00e9 stessi e il loro universo; e per farlo al meglio, gli ho chiesto di usare lo\u00a0 strumento a loro pi\u00f9 congeniale: il cellulare.\u00a0Volevo dare la parola a ragazzi che solitamente non ce l&#8217;hanno, invitandoli a filmare se stessi attraverso la protesi tecnologica con cui hanno pi\u00f9\u00a0dimestichezza\u00a0di quanto possa averne un cameraman professionista.\u00a0\u00a0Ma, appunto, \u00a0non avevo intenzione di subappaltare, anche solo in parte, la regia del film, non cercavo un documentario &#8220;partecipato&#8221;: <strong>volevo che i miei protagonisti fossero al tempo stesso anche cameraman, col compito di auto-inquadrarsi, da me guidati, guardandosi sempre nel display del cellulare come se fosse uno specchio: in cui rispecchiare s\u00e9 stessi e il mondo alle loro spalle.<\/strong><\/p>\n<p>Questo anche perch\u00e9 i quartieri popolari di Napoli sono stati raccontati in lungo e in largo. Anch&#8217;io nel mio piccolo l&#8217;ho fatto, cercando &#8220;le cose belle&#8221; nascoste tra le rovine, i fiori che resistono, nonostante tutto. La mia nuova ossessione era raccontare gli sguardi di questi ragazzi, concentrandomi non su quello che vedono, che oramai tutti conosciamo, ma sui loro occhi che guardano.<\/p>\n<p><strong>E contrariamente a quello che si insegna nelle scuole di cinema, ho chiesto ai ragazzi di guardare (guardarsi) sempre in macchina<\/strong>. Volevo un film fatto interamente di sguardi, per raccontare un mondo in cui la criminalit\u00e0 non \u00e8 una scelta, ma un destino che ti cade addosso appena nato, dove i ragazzi hanno solo motorini e sale biliardo, dove lo Stato \u00e8 presente solo con le retate delle forze dell&#8217;ordine, dove vivere una vita normale \u00e8 la cosa meno normale che ci sia.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Il film sar\u00e0 proiettato domenica 10 marzo alle ore 10 presso il\u00a0Kinepolis Kirchberg, luned\u00ec 11 marzo ore 21 al Cin\u00e8 Utopia e marted\u00ec 12 marzo alle ore 16 al\u00a0Cin\u00e9math\u00e8que.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.luxfilmfest.lu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.luxfilmfest.lu\/<\/a><\/p>\n<p><strong>Stella Emolo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div role=\"main\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal 7 al 17 marzo torna per la sua nona edizione #LuxFilmFestival,\u00a0uno dei pi\u00f9 importanti festival cinematografici in Europa che premia\u00a0il meglio del cinema internazionale nella categoria fiction, documentario e pubblico giovane. 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