{"id":11805,"date":"2018-10-01T09:24:16","date_gmt":"2018-10-01T07:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2018\/10\/01\/perche-e-importante-conoscere-marx-oggi-intervista-a-gianni-damo\/"},"modified":"2021-06-14T00:54:50","modified_gmt":"2021-06-13T22:54:50","slug":"perche-e-importante-conoscere-marx-oggi-intervista-a-gianni-damo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2018\/10\/01\/perche-e-importante-conoscere-marx-oggi-intervista-a-gianni-damo\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 \u00e8 importante conoscere Marx oggi? Intervista a Gianni D&#8217;Amo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/marx1.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-20287 pk-lazyload\"  alt=\"marx\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"213\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/marx1.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><b>A duecento anni dalla nascita del Moro di Treviri il <a href=\"https:\/\/www.curiel.lu\/db\/1\/1439899045219\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #993366;\">Circolo &#8220;E. Curiel&#8221;<\/span><\/a> organizza un dibattito pubblico <b>\u00a0libero venerd\u00ec 5 ottobre (ore 19)\u00a0<\/b>sull&#8217;attualit\u00e0 del pensiero di Marx con\u00a0<\/b><b>Gianni D\u2019Amo*, docente di filosofia e studioso del pensiero marxista.<\/b><\/p>\n<p><b>Intervista in anteprima.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Perch\u00e9\u00a0\u00e8\u00a0importante oggi\u00a0conoscere Marx? E p<\/b><b>arafrasando Benedetto Croce,\u00a0&#8220;<em>cosa \u00e8 morto e cosa \u00e8 vivo di Marx oggi?&#8221;<\/em><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se un alieno sbarcasse sulla terra e noi dovessimo indicargli dieci libri che contengono le conoscenze essenziali per orientarsi nel nostro mondo, uno di questi sarebbe senz\u2019altro\u00a0<strong><i>Il Capitale<\/i>\u00a0di Marx,<\/strong> edito per la prima volta centocinquanta anni fa e che nelle primissime righe descrive la situazione com\u2019\u00e8 oggi: \u201c<i>il mondo \u00e8 un\u2019immane distesa di merci<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gli riconosce il suo amico Engels nell\u2019orazione funebre al cimitero di Highgate a Londra nel 1883, &#8220;<i>Marx sapeva vedere pi\u00f9 in profondit\u00e0 e pi\u00f9 lontano di ognuno di noi<\/i>&#8220;.\u00a0Naturalmente non era &#8211; e non voleva essere &#8211; un indovino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 stato un intellettuale rivoluzionario che, in decenni di eccezionale impegno nello studio, ha messo a fuoco un metodo di ricerca che vede le cose non in superficie ma nei loro nessi essenziali.\u00a0<\/strong>Ha scoperto sistemi di relazioni che non si colgono coi cinque sensi, non si vedono a occhio nudo, ma sono\u00a0determinanti per il nostro modo di vivere,\u00a0cio\u00e8 reali: il mercato mondiale, l\u2019incessante e impersonale valorizzazione del capitale, l\u2019affermarsi di relazioni tra donne e uomini come relazioni tra merci e funzioni piuttosto che tra persone ognuna dotata della sua irriducibile individualit\u00e0.\u00a0Marx ha scoperto \u2013 e lo si \u00e8 chiamato materialismo storico &#8211; che il\u00a0modo in cui \u00e8 organizzata, la produzione e riproduzione materiale della nostra vita incide anche sul nostro modo di pensare, di provare sentimenti, di essere ci\u00f2 che siamo. E viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La sua proposta\u00a0comunista: visto che non\u00a0\u00e8\u00a0mai\u00a0stata compiutamente realizzata, dobbiamo giudicarla\u00a0irrealizzabile?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua proposta comunista poggia sulla sua analisi del modo di produzione capitalistico. Come Adam Smith, grande economista scozzese di fine Settecento, Marx sa che l\u2019accumulazione e la concentrazione di grandi capitali finalizzati alla perenne valorizzazione genera ricchezza materiale diffusa, sviluppa le forze produttive. Andando oltre Smith, sa che insieme alla\u00a0ricchezza, un tale modo di produzione genera anche povert\u00e0, che in\u00a0ogni latitudine il Nord produce il suo Sud: non \u00e8 un problema geografico, ma di divisione internazionale del lavoro nel mercato mondiale, che pretende che si lavori sempre pi\u00f9 a\u00a0salari pi\u00f9 bassi possibile: credo basti guardarsi intorno, vicino e lontano, per cogliere tale situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modo di produzione capitalistico si basa sulla divisione del lavoro, che da allora ad oggi si \u00e8 venuta sviluppando sempre pi\u00f9, producendo il fenomeno per cui le macchine sono non pi\u00f9 strumenti degli uomini, ma gli uomini diventano prolungamento delle macchine: dettano i modi e i tempi della nostra vita. Si tenga presente che Marx ci ha lasciato migliaia di pagine di analisi critica dei modi di produzione nella storia e in particolare di quello capitalistico, e non pi\u00f9 di qualche decine di pagine sul comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dovessi sintetizzare due sue formulazioni, proporrei le seguenti: \u201c<i>il comunismo \u00e8 l\u2019autogoverno dei produttori<\/i>\u201d e \u201c<i>il comunismo \u00e8 il superamento della divisione tra lavoro manuale e intellettuale, tra lavoro ideativo e meramente esecutivo<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo dell\u2019Ottobre sovietico, per molti e complessi motivi, si \u00e8 del tutto allontanato da questo tipo di orizzonte, adottando sostanzialmente i modelli industriali\u00a0tayloristi e\u00a0fordisti, accompagnati da tutta l\u2019inefficienza tipica delle scelte iperstataliste, in un contesto storico di sostanziale assenza di una cultura del dibattito libero e pubblico, gi\u00e0 pochi mesi dopo la rivoluzione. Ne sono seguire epopee come la resistenza all\u2019invasione nazista da una parte, e il gulag dall\u2019altra. Quel comunismo \u00e8 certamente fallito, producendo anche esiti tragici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me pare di poter dire che\u00a0un\u2019ipotesi di tipo\u00a0comunista certo non pu\u00f2 ripartire da quel tentativo, \u00a0dal partito di rivoluzionari di professione e dalla dittatura del proletariato, espressione che pure \u00e8 presente in qualche secondario passaggio di Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno degli ultimi scritti marxiani, che \u00e8 un commento al programma della nascente socialdemocrazia tedesca a Gotha nel 1875, <strong>Marx scrive che il motto del comunismo \u00e8:\u00a0\u201c<i>da ciascuno secondo le sue possibilit\u00e0, a ciascuno secondo i suoi bisogni<\/i>\u201d<\/strong>. Per un secolo e mezzo ci si \u00e8 concentrati troppo sulla seconda parte della frase, troppo poco sulla prima. Penso sia all\u2019ordine del giorno il problema di un diverso ordine mondiale, assolutamente urgente e che non si possa fare alcun passo in avanti se non pensando e praticando situazioni &#8211; dalle pi\u00f9 piccole alle pi\u00f9 estese &#8211; in cui ognuno di noi d\u00e0 il meglio di\u00a0s\u00e9 e di certo ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire se la regola\u00a0fondamentale \u00e8 l\u2019impersonale valorizzazione del capitale che intreccia oggi arricchimenti\u00a0incommensurabili e velocit\u00e0 digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dante Alighieri paventava sette secoli fa l\u2019avarizia come la\u00a0\u201c<i>bestia<\/i>\u201d pi\u00f9 pericolosa,\u00a0\u201c<i>\u2026la lupa, che dopo il pasto ha pi\u00f9 fam che\u00a0pria<\/i>\u201d: trangugia\u00a0ricchezze e risorse che sarebbero in grado di sfamare il mondo, e senza avere neppure fame. \u00c8 come se fossimo dominati da un moderno Leviatano, un mostro biblico che crediamo di controllare mentre \u00e8 lui che controlla noi. Qualcosa bisogna fare, non saprei se chiamarlo comunismo, che pure \u00e8 una parola importante, come comunit\u00e0 e altre, che rinviano al fatto che nessun uomo pu\u00f2 essere felice in mezzo all\u2019infelicit\u00e0 altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Quale lettura semplice ma significativa\u00a0consigli per avvicinarsi a Marx e conoscere il suo pensiero<\/b><b>?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partirei dal\u00a0<i>Manifesto dei comunisti<\/i>\u00a0del 1848, soprattutto le prime due parti, tenendo presente quando \u00e8 stato scritto. Le pagine dell\u2019<i>Ideologia tedesca\u00a0<\/i>sulla formazione delle comunit\u00e0 degli uomini &#8211; le prime di materialismo storico &#8211; sono molto belle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Il Capitale<\/i>\u00a0&#8211; mi riferisco al I libro &#8211; \u00e8 un testo lungo e anche difficile: ma se uno lo prendesse in mano e cominciasse con le pagine cosiddette sul\u00a0\u201c<i>plusvalore relativo<\/i>\u201d, cio\u00e8 la descrizione anche storica delle trasformazioni nel modo di lavorare e produrre degli uomini fino alla grande industria meccanizzata, forse gli verrebbe voglia di impegnarsi e provare a leggerlo tutto. U<strong>n libro che consiglio con assoluta\u00a0convinzione e senza riserve \u00e8\u00a0<i>La situazione della classe operaia in Inghilterra\u00a0<\/i>di Friedrich Engels, l\u2019amico di Marx di tutta la vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andrea Tirelli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<strong>Chi \u00e8 Gianni D&#8217;Amo<\/strong><\/p>\n<p>tudioso del pensiero marxista e della storia del Movimento operaio, ha approfondito le ricerche sulla Resistenza in collaborazione con Anpi, Istituti Storici della Resistenza e dell&#8217;Et\u00e0 Contemporanea (ISREC) e le Fondazioni ISEC di Milano e Luigi Micheletti di Brescia. Redattore e poi direttore alla fine degli anni Ottanta del settimanale politico &#8220;Interstampa&#8221;, nel 1991 ha contribuito alla nascita di &#8220;Kamen&#8217;, rivista di poesia e filosofia del cui Comitato di redazione fa tuttora parte. Lettore interessato a quanto dicono i libri, saltuariamente anche ne scrive: nel 2008, per la collana &#8220;In Dieci libri. Letteratura e critica dell&#8217;anno 07\/08&#8221; della Libri Scheiwiller, ha pubblicato &#8220;Il saggismo morale di Bellocchio&#8221; e &#8220;L&#8217;ombra lunga della guerra. Intervista a Guido Crainz&#8221;. Nel 2011 \u00e8 stata edita la trascrizione della sua conferenza &#8220;Fatta l&#8217;Italia, fatti gli Italiani? I nodi irrisolti della storia della nazione&#8221; e nel 2012 ha scritto &#8220;La societ\u00e0 dello spettacolo. Il libro e la cosa&#8221; pubblicato in &#8220;Citt\u00e0 in controluce&#8221; n. 21-22. Nel 2006 \u00e8 stato, con Piergiorgio Bellocchio e altri, tra i fondatori dell&#8217;associazione politico-culturale Citt\u00e0comune (www.cittacomune.it\/primapagina.html), di cui \u00e8 attualmente presidente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; A duecento anni dalla nascita del Moro di Treviri il Circolo &#8220;E. 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