{"id":11734,"date":"2018-07-12T08:44:01","date_gmt":"2018-07-12T06:44:01","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2018\/07\/12\/metti-linglese-a-tavola-dallhamburger-al-cupcake-linvasione-della-lingua-di-shakespeare-in-cucina\/"},"modified":"2021-06-14T00:54:38","modified_gmt":"2021-06-13T22:54:38","slug":"metti-linglese-a-tavola-dallhamburger-al-cupcake-linvasione-della-lingua-di-shakespeare-in-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2018\/07\/12\/metti-linglese-a-tavola-dallhamburger-al-cupcake-linvasione-della-lingua-di-shakespeare-in-cucina\/","title":{"rendered":"Metti l\u2019inglese a tavola! Dall\u2019hamburger al cupcake: l\u2019invasione della lingua di Shakespeare in cucina"},"content":{"rendered":"<p>Un periodaccio per la lingua italiana in ambito gastronomico. Ebbene s\u00ec, la cucina italiana, come la moda e il costume, subisce sempre pi\u00f9 l\u2019utilizzo di termini anglosassoni per indicare preparazioni, procedure, dolci e pietanze di ogni sorta. Una vera inversione di tendenza se si pensa che la cucina \u00e8 sempre stata uno dei settori in cui la lingua francese ha avuto la meglio, dalla met\u00e0 del 1600 fino ai giorni nostri. Pellegrino Artusi, autore agli inizi del Novecento del celebre libro\/ricettario <strong>La scienza in cucina e l\u2019arte di mangiar bene<\/strong>, aveva cercato di opporsi ai francesismi troppo diffusi nell\u2019arte culinaria cercando di privilegiare termini italiani. Ma purtroppo \u00e8 stato solo un tentativo. Il francese ha avuto la meglio nella pasticceria e nella \u201c<em>nouvelle cuisine<\/em>\u201d; fino a quando non \u00e8 arrivato l\u2019inglese, che negli ultimi anni \u00e8 giunto senza troppi ostacoli al podio.<\/p>\n<p><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-19572 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"Rainbow-Cupcakes6\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAALsAAAEsAQMAAAChSlBmAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAB5JREFUWMPtwTEBAAAAwqD1T+1vBqAAAAAAAAAAeAMdTAABR\/k+\/wAAAABJRU5ErkJggg==\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Rainbow-Cupcakes6.jpg\" ><\/p>\n<p>Secondo un recente studio condotto in Italia dalla <strong>ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana)<\/strong>, che ha raccolto <strong>423 testi pubblicati online tra il 2012 e il 2016 su testate generaliste o specializzate che si occupano di gastronomia, gli anglicismi risultano circa tre volte pi\u00f9 numerosi dei francesismi (3.484 occorrenze contro 1.121) e distanziano di molto tutte le altre lingue legate alla cucina etnica: spagnolo (276), portoghese (142), turco (107) arabo (75) e giapponese (161)<\/strong>. I ristoratori cinesi, invece, tendono a tradurre i loro men\u00f9 e contribuiscono poco al lessico italiano. In generale, fra le parole inglesi che invece riguardano la gastronomia, non sono poi cos\u00ec frequenti gli ingredienti (curry, ketchup e kiwi), i piatti (hamburger, sandwich) e gli oggetti da cucina (freezer, mixer), almeno nel confronto con i francesismi, che invece continuano a dominare nella descrizione della preparazione delle pietanze (<em>bris\u00e9, flamb\u00e9, fum\u00e9, glac\u00e9, gratin e gratin\u00e9, julienne, saut\u00e9, sabl\u00e9\u2026)<\/em> e negli ingredienti e piatti tipici: l\u2019affettato di <em>Aveyron<\/em>, i vini di<em> Bordeaux<\/em>, la bourguignonne, il formaggio <em>Brie<\/em>, il vino <em>Chablis<\/em>; e ci fermiamo, naturalmente, con lo <em>Champagne.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/hambu.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-full wp-image-19574 pk-lazyload\"  alt=\"hambu\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"275\"  height=\"183\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/hambu.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Emergono due eccezioni: le bevande alcoliche, soprattutto i cocktail (<em>apricot brandy, barley wine, bloody mary, tequila sunrise<\/em>) e la pasticceria (riscontriamo, ad esempio, molti composti con <em><strong>cake: mini cheesecake, cake design, rainbow cake, raindrop cake, upside down cake<\/strong><\/em>). Per il resto, a parte qualche riferimento ai pi\u00f9 recenti sviluppi salutistici (<em>gluten free<\/em>) ed etici (cruelty free), l\u2019inglese \u00e8 utilizzato soprattutto per descrivere, pi\u00f9 che i vari cibi, tutte le innovazioni socio-economiche che ruotano attorno al cibo in generale, come dimostrano gli svariati composti con la parola <strong>food: <em>fast food, junk food, comfort food, street food, super food, food blogger, food delivery, food lovers, food porn, food truck<\/em><\/strong><em>. <\/em><\/p>\n<p>La domanda nasce spontanea: come mai l\u2019inglese predomina anche in settori non tradizionalmente dominati dalla cultura angloamericana?<\/p>\n<p><strong>La risposta \u00e8 semplice: l\u2019inglese sar\u00e0 anche meno necessario del francese per descrivere gli aspetti propriamente tecnici dell\u2019arte culinaria, ma oggi \u00e8 indubbiamente la lingua pi\u00f9 di tendenza<\/strong>, soprattutto per parlare di tutte le attivit\u00e0 sociali, economiche e culturali legate alla produzione e al consumo di cibi e bevande. Insomma, andare a scuola o in ufficio con il <em>lunch box<\/em> \u00e8 pi\u00f9 elegante che portarsi dietro il cestino del pranzo o, se siamo a Milano, la \u201cschiscetta\u201d; assaporiamo il <em>finger food<\/em> con ospiti pi\u00f9 distinti di quando facciamo un semplice spuntino in piedi; lo <em>street food<\/em> ci fa pensare a un evento internazionale, mentre le bancarelle di sagre e fiere sono adatte solo a un contesto paesano. Poi magari il cibo \u00e8 pessimo, ma pazienza! <em>Enjoy your meal!<\/em><\/p>\n<p><strong>Amelia Conte<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un periodaccio per la lingua italiana in ambito gastronomico. Ebbene s\u00ec, la cucina italiana, come la moda e il costume, subisce sempre pi\u00f9 l\u2019utilizzo di termini anglosassoni per indicare preparazioni, procedure, dolci e pietanze di ogni sorta. 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