{"id":11634,"date":"2018-02-14T14:12:39","date_gmt":"2018-02-14T13:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2018\/02\/14\/lussemburgo-il-patrimonio-industriale-e-in-pericolo\/"},"modified":"2021-06-14T00:54:20","modified_gmt":"2021-06-13T22:54:20","slug":"lussemburgo-il-patrimonio-industriale-e-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2018\/02\/14\/lussemburgo-il-patrimonio-industriale-e-in-pericolo\/","title":{"rendered":"Lussemburgo: il patrimonio industriale \u00e8 in pericolo?"},"content":{"rendered":"<p>Al <i>Cercle Cit\u00e9<\/i>, nel centro della citt\u00e0 di Lussemburgo, si \u00e8 svolta la sera dello scorso 5 febbraio la conferenza dal titolo <i>Le patrimoine industriel: objet de nostalgie ou sujet de recherche?<\/i> (Il patrimonio industriale: un oggetto di nostalgia o un soggetto di ricerca?, ndr)<\/p>\n<p>Questo evento fa parte di un pi\u00f9 ampio programma di conferenze intitolato\u00a0<i>Les rendez-vous de l\u2019Unesco,\u00a0<\/i>organizzato dalla <i>Commission luxembourgeoise pour la coop\u00e9ration avec l\u2019UNESCO<\/i> e che continuer\u00e0 fino a giugno<i>. <\/i>Un ciclo nato nel quadro del <strong>2018 Anno europeo del Patrimonio<\/strong>, che ha tutte le carte per attirare un pubblico interessato a conoscere il patrimonio storico-culturale lussemburghese attraverso riflessioni di taglio tecnico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unesco.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-18180 pk-lazyload\"  alt=\"unesco\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"203\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/unesco.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Il tema del patrimonio industriale \u00e8 stato affrontato da <strong>Denis Scuto<\/strong>, assistente professore di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Lussemburgo. Scuto ha esposto, a favore della ricostruzione storica, il lungo percorso della nozione di <i>patrimonio industriale<\/i> in Lussemburgo. Un percorso che se oggi appare quasi scontato &#8211; <strong>basti pensare alla forza della candidatura di Esch 2022 a Capitale europea della cultura<\/strong> &#8211; ha in realt\u00e0 faticato ad affermarsi. In Lussemburgo, terra di rapidi cambiamenti, le terre rosse e la siderurgia sono rimaste per anni ai margini dello sviluppo del Paese e della sua identit\u00e0 culturale, come un passato ormai dimenticato. Mentre sono solo pochi i decenni che separano la piazza finanziaria dall\u2019epoca dell\u2019ARBED. Al centro della narrazione, quindi, il graduale (ri)conoscimento del patrimonio industriale e le sue sfaccettature: le piccole industrie del centro e del nord del Paese, il mondo della <i>mine<\/i> (miniera, ndr)\u00a0e la siderurgia al sud.<\/p>\n<p>In ultimo l\u2019analisi si \u00e8 centrata sull\u2019attualit\u00e0 e in particolar modo sulla <strong>necessit\u00e0 di affrontare il tema della fragilit\u00e0 del patrimonio industriale di fronte all\u2019avanzata della speculazione immobiliare.<\/strong> Da qui l\u2019appello a leggi pi\u00f9 coerenti e incisive. E\u2019 stato citato, ad esempio virtuoso, il modello italiano dove, per legge, gli immobili di propriet\u00e0 pubblica accedono automaticamente ad un primo livello di tutela dopo settanta anni dalla loro costruzione.<\/p>\n<p>Nel corso della sua presentazione Denis Scuto ha richiamato alcuni versi di <strong>Anne Blanchot-Philippi<\/strong>, poetessa francese che con le sue parole ha raccontato il bacino delle terre rosse.<\/p>\n<p><strong>Alberto Manzini<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al Cercle Cit\u00e9, nel centro della citt\u00e0 di Lussemburgo, si \u00e8 svolta la sera dello scorso 5 febbraio la conferenza dal titolo Le patrimoine industriel: objet de nostalgie ou sujet de recherche? (Il patrimonio industriale: un oggetto di nostalgia o&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4044,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7648,8487,29],"tags":[4651,3967,4652,1158,1336,4653,2271,4654,4655,4656],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11634"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11634"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14931,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11634\/revisions\/14931"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}