{"id":11535,"date":"2017-10-02T16:41:17","date_gmt":"2017-10-02T14:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2017\/10\/02\/a-matera-per-il-festival-internazionale-di-narrativa-femminile-reportage-per-assonanze-e-sincronie\/"},"modified":"2021-06-14T00:53:59","modified_gmt":"2021-06-13T22:53:59","slug":"a-matera-per-il-festival-internazionale-di-narrativa-femminile-reportage-per-assonanze-e-sincronie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2017\/10\/02\/a-matera-per-il-festival-internazionale-di-narrativa-femminile-reportage-per-assonanze-e-sincronie\/","title":{"rendered":"A Matera per il Festival Internazionale di narrativa femminile. Reportage per assonanze e sincronie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/matrera.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-16878 pk-lazyload\"  alt=\"matrera\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/matrera.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Matera<\/strong> mi accoglie nel suo abbaglio di pietre lucenti: una sovrapposizione mi prende mentre mi affaccio sul primo panorama sui<i> sassi <\/i>che mi si apre improvviso mentre raggiungo l\u2019hotel che cita la pietra nel suo nome. Mi pare di vedere un paesaggio gi\u00e0 conosciuto, provo a ricordare: Matera allora mi appare come un luogo interiore, quello antico, atavico che \u00e8 dentro di noi, negli strati pi\u00f9 profondi e nascosti, \u00e8 in ognuno di noi quando guarda quella parte di s\u00e9, quella granitica che nessuno e niente pu\u00f2 scalfire. Ha il colore cangiante Matera, cambia abito ma sempre nelle tonalit\u00e0 cremisi che virano verso il giallo paglierino o verso una tonalit\u00e0 che le contempla entrambi, <strong>un colore che \u00e8 lo stesso anche all\u2019interno delle case, fatte pietra su pietra con quelle scavate nei sassi cavernosi<\/strong>. Allora sono appena arrivata e ho la sensazione di esserci sempre stata fra sassi e pietre, luci riflesse e incastri di case, terrazzini di varie forme, comignoli decorati \u00a0e fiori presenti in ogni casa anch\u2019essi di pietra a forma di stelle forate che lasciano entrare aria e riflessi di luce, come piccole aperture che mettono il dentro e il fuori sempre in contatto. Le stradine che la percorrono sono lastricate di pietre lisce e usurate dai passi, ti dicono chiaramente che qui il passo deve rallentare, <strong>qui devi scoprire o riscoprire la lentezza del cammino e la sua semplicit\u00e0, passo dopo passo guardando il percorso pietroso e osservando ci\u00f2 che ti vibra intorno<\/strong>. User\u00f2 solo scarpe da ginnastica, i tacchi restano nel trolly!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/WFF.png\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-16877 pk-lazyload\"  alt=\"WFF\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAASwAAAC4AQMAAABjM0PXAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAB1JREFUWMPtwQENAAAAwqD3T20PBxQAAAAAAADwZhwIAAEFBZ3hAAAAAElFTkSuQmCC\"  width=\"300\"  height=\"225\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/WFF.png\" ><\/a><\/p>\n<p><b>Sono stata a Matera per il\u00a0 WFF\u00a0<i>Woman Fiction Festival 2017 -Festival Internazionale di narrativa femminile &#8211;\u00a0<\/i><\/b>giunto\u00a0alla sua 13a edizione &#8211;\u00a0 che si \u00e8 svolto dal 27 al 30 settembre. Un Festival sui generis, unico nelle sue proposte e nel suo tema portante. Ho incrociato il Festival incontrando con mail, whatsapp e poi telefonate <b>Mariateresa Cascino, una delle tre ideatrici della kermesse letteraria che si concretizza nel 2004<\/b>. L\u2019incipit &#8211; e ci deve essere un incipit alla maniera delle storie\/fiction celebrate proprio nel titolo e nella pratica del Festival &#8211; viene dall\u2019americana <b>Elizabeth Jennings<\/b>, in Italia dall\u2019et\u00e0 di diciotto anni, traduttrice dall\u2019italiano all\u2019inglese per Harmony Mondadori e dall\u2019incontro (anche qui prima telefonate, mail\u2026 ) con <b>Maria Paola Romeo, agente letterario<\/b>, allora capo editor per la Harlequin Mondadori. La Jennings conosceva bene la realt\u00e0 degli autori americani che si incontravano in congressi annuali per scrittori, per cui agli inizi Elizabeth e Maria Paola pensano a una sorta di ritiro per scrittori a Matera, citt\u00e0 del silenzio, quello che agevola e stimola l\u2019atto creativo e narrativo. Questa idea si sviluppa e si concretizza sempre nel 2004 come congresso con un\u2019impronta anglofona che voleva attrarre anche editori e scrittori italiani (che sono arrivati poi da alcuni anni &#8211; dalle pi\u00f9 grandi case editrici a scrittori che hanno avuto l\u2019opportunit\u00e0 di essere pubblicati -) intorno a un <i>concept <\/i>ben preciso: <strong>la scrittura come mestiere.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mariateresa \u00a0Cascino<\/strong>, materana che ben conosceva la realt\u00e0 del luogo nelle sue varie sfaccettature- era da poco rientrata dagli Usa, dove aveva maturato valide esperienze nel campo della comunicazione &#8211; \u00a0\u00e8 il terzo tassello della triade che d\u00e0 vita al Festival, ognuna con competenze diverse ma con un incastro collaborativo azzeccato. L\u2019idea \u00e8 vincente e nuova in assoluto nel panorama europeo, perch\u00e9 focalizza l\u2019attenzione su scrittori e case editrici che potevano ritrovarsi in un luogo, Matera, e per alcuni giorni <strong>\u201c<i>con uno spirito inclusivo, senza gerarchie<\/i><\/strong> &#8211; come mi racconta Elisabeth Jennings nella sala stampa approntata negli ambienti della Fondazione Monacelle &#8211; <strong>\u00a0<i>qui al WFF gli scrittori incontrano la loro trib\u00f9 di appartenenza in un\u2019atmosfera intima e alla pari in un\u2019aura vivace, creativa. Abbiamo scavato questa idea nella roccia e poi l\u2019abbiamo costruita come si fa con le pietre<\/i>\u201d<\/strong>. Ne ho conferma diretta sin dal mio arrivo al cocktail di benvenuto organizzato presso \u201cLa gatta buia\u201d dove appena varco la soglia \u00a0trovo un brusio, un fermento vivo e spontaneo tra persone che si re-incontrano annualmente e fra chi vi arriva per la prima volta. \u00a0La doppia lingua inglese e italiano risuona nelle stanze di questa gatta buia, scoprir\u00f2 poi nel mio soggiorno materano che nomi, titoli, vie, locali sono un\u2019antologia di termini creativi che si ispirano al luogo ma anche agli animali (cos\u00ec ripenso al ristorante Pico dove pure un\u2019intollerante come me mangia piatti gustosi preparati da Enza e alla maniera proustiana mi tornano in mente sapori della mia terra e quelli di questa terra cos\u00ec\u00a0 consonanti) e alle piante, ai palpiti della pietra che ne \u00e8 il leitmotiv e\u00a0 mi indicano che questo luogo \u00e8 votato per sua intima anima al racconto, o meglio alle parole che raccontano. Del Festival e dei numerosi incontri e occasioni culturali in programma dico solo in sintesi &#8211; troppo si dovrebbe scrivere, allora lascio il campo a ci\u00f2 che il lettore immagina e pu\u00f2 scoprire &#8211; <b>dalla Borsa del libro, incontro diretto tra scrittori e case editrici e agenti &#8211; tra i pi\u00f9 noti e apprezzati in Italia e nel mondo &#8211; alle presentazioni di libri, convegni, performance, al <i>Premio La Baccante<\/i> (chi lo vince si aggiudica pure la collana d\u2019oro ideata da Lella Campitelli) alla mostra fotografica che quest\u2019anno lo accompagna, tutto scorre fluido, sintonico e sincronico<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/logo-wff.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-16880 pk-lazyload\"  alt=\"logo-wff\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAASwAAADIAQMAAABoEU4WAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAB5JREFUWMPtwTEBAAAAwqD1T20Hb6AAAAAAAAAA4DceeAABFyjdmQAAAABJRU5ErkJggg==\"  width=\"300\"  height=\"182\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/logo-wff.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Elizabeth, Mariateresa, Maria Paola con la collaborazione di Giuditta Casale, Silvia Palumbo, Tiziana D\u2019Oppido, Rebecca Riches<\/strong> (e di tutti quelli che vi lavorano a vario titolo) muovono fili che non si vedono ma che ci devono pur essere se tutto va e scorre senza intoppo o contrattempi, allora di questi quattro giorni &#8211; in cui ognuno poi scrive la propria storia intessuta con persone e luoghi &#8211; tiro fuori solo qualche elemento che non vuol dimenticare tutti gli altri, solo cos\u00ec per fare qualche breve esempio.<\/p>\n<p><strong>Annalisa Monfreda mi appare come una fata contemporanea, direttore di Donna Moderna<\/strong> con amate origini pugliesi, leggera &#8211; direi ludica &#8211; e profonda, con un suo personale piglio giocoso e agile, presenta e parla di libri cogliendo quel tratto distintivo su cui focalizzare l\u2019attenzione e poi lo scrittore <b>Lorenzo Marone, anche per la dedica che mi scrive sul suo libro \u201cMagari domani resto\u201d <\/b>(che cita le \u201c piccole vite\u201d), mentre parlo di rondini &#8211; quelle della copertina e quelle che io provo a salvare con un mio prossimo progetto con la Lipu- e di <b>Elio Germano attore ne &#8220;La tenerezza&#8221;\u00a0<\/b>&#8211; tratta da un suo romanzo- molisano\/ sannita come me, anzi pure ambasciatore del Molise nel Mondo, con tanto di medaglia da appendere al collo! Colgo poi una caratteristica, una sorta di <i>fil rouge<\/i> che deve essere una faccenda del luogo e delle persone che lo vivono, il Festival si sposta continuamente, tocca luoghi e angoli della citt\u00e0 in una continua itinerante scoperta della stessa da parte della trib\u00f9 &#8211; a detta di Elizabeth &#8211; che si riconosce anche dalla <em>bag<\/em> appesa alla spalla con logo del WFF- un volume\/ caravella con dietro\/ sopra &#8211; se lo si vede come caravella &#8211; quattro tipi di donne allineate e graziosamente ammiccanti. Cos\u00ec fa pure la giovane stilista <strong>Arianna Laterza<\/strong> che casualmente incontro, fa posizionare le modelle con i suoi splendidi abiti (ma sono lucenti e hanno il colore delle pietre di Matera?) prima in Piazza\u2026sulle scalinate della Chiesa di San Francesco e poi proprio alla Fondazione Monacelle (le indossatrici sono sedute su un divanetto che prima aveva accolto trepidanti scrittrici con sinossi, romanzi e racconti nelle mani). Quando vado via, non saluto Matera (porto con me sensazioni e pensieri, amicizie tracciate e anche il noto pane a gobbette e mollica &#8211; ma ha la stessa sfumatura giallina delle pietre?). So bene che \u00e8 solo un arrivederci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maria Stella Rossi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Matera mi accoglie nel suo abbaglio di pietre lucenti: una sovrapposizione mi prende mentre mi affaccio sul primo panorama sui sassi che mi si apre improvviso mentre raggiungo l\u2019hotel che cita la pietra nel suo nome. 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