{"id":11492,"date":"2017-06-17T19:30:29","date_gmt":"2017-06-17T17:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2017\/06\/17\/il-cane-che-mori-aspettando-il-ritorno-del-padrone\/"},"modified":"2021-06-14T00:53:51","modified_gmt":"2021-06-13T22:53:51","slug":"il-cane-che-mori-aspettando-il-ritorno-del-padrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2017\/06\/17\/il-cane-che-mori-aspettando-il-ritorno-del-padrone\/","title":{"rendered":"Il cane che mor\u00ec aspettando il ritorno del padrone"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0Accadde il 9 giugno 1958 a Borgo San Lorenzo (Fi). Fido, ogni\u00a0giorno per 14 anni, ha atteso la corriera con la speranza di\u00a0poter rivedere il suo proprietario.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/FIDO-DUE.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-16347 pk-lazyload\"  alt=\"FIDO-DUE\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"185\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/FIDO-DUE.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\">Un emozionante esempio di fedelt\u00e0 e incondizionata amicizia. Questa \u00e8 la storia di un cane che aspett\u00f2, invano, il ritorno del suo amato padrone per 14, lunghissimi, anni.<strong> Ci troviamo in Toscana, 30 dicembre del 1943, a Luco del Mugello frazione del comune di Borgo San Lorenzo (Fi); la guerra imperversa, gli alleati\u00a0bombardano Firenze e, come ogni giorno, Fido accompagna il suo padrone alla fermata della corriera.<\/strong> Nella piazza centrale del paese lo aspetter\u00e0, come al solito, nel pomeriggio al ritorno dallavoro per rincasare insieme.<\/p>\n<p>Carlo Soriani, un operaio della Brunori laterizi, che due anni prima aveva trovato il cucciolo abbandonato in un fosso e lo aveva salvato da morte sicura, quel giorno di fine dicembre non far\u00e0 ritorno a casa. Rimarr\u00e0 vittima, insieme ad altre 108 persone, di un bombardamento inglese nella fabbrica in cui lavorava. Da quel momento, e per altri 5000 giorni di seguito, gli abitanti della cittadina toscana saranno testimoni di quello che diventer\u00e0 un rito quotidiano. Pioggia, grandine e neve non impediranno al meticcio mezzo pointer di essere sempre presente all\u2019arrivo del pullman, dal quale per\u00f2 non vedr\u00e0 mai scendere l\u2019adorato padrone. Un racconto strappalacrime che, tra gli abitanti di Borgo San Lorenzo, si tramanda di generazione in generazione.<\/p>\n<p><strong>Premio alla fedelt\u00e0 e all\u2019amicizia.\u00a0<\/strong>La commovente storia di Fido fu raccontata per la prima volta in un articolo di Amilcare Giovannini su <i>La Nazione<\/i>. Il cane attir\u00f2 l\u2019attenzionedell\u2019Italia intera e, quando apparve in un filmato dell\u2019istituto Luce, ben\u00a0presto la sua fama varc\u00f2 anche i confini nazionali. In Olanda lo scrittore<em> Peter Van Steel<\/em> lo ricorder\u00e0 sulle pagine del pi\u00f9 importante quotidiano di Amsterdam, lo stesso far\u00e0 il giornalista parigino<em> Jean Marie Colaudes<\/em>.<br \/>\nIn Giappone due decenni prima si era verificata una storia del tutto simile.In quel caso il protagonista era <strong>Hachiko<\/strong>, un cane di razza Akitainu, che per dieci anni si recher\u00e0 ogni giorno in stazione ad aspettare il suo padrone, Hidesaburo Ueno, professore all\u2019Universit\u00e0 di Tokyo, morto di infarto nel1925. Ad Hachiko dedicheranno anche un film dal titolo \u201cHachiko, il miglior amico dell\u2019uomo\u201d con Richard Gere. Proprio nel paese del Sol Levante le gesta del nostro Fido troveranno ampio spazio sia sulla carta stampata che in televisione.<\/p>\n<p><strong>Nel 1957 il sindaco di Borgo San Lorenzo, Giuseppe Graziani, conferisce a Fido la medaglia d\u2019oro al valore e da incarico allo scultore Salvatore Cipolla di realizzare un monumento in suo onore<\/strong>. La statua verr\u00e0 costruita in ceramica e, dopo la sua distruzione ad opera di vandali, sostituita con una in bronzo. Il 9 giugno 1958, indebolito dall\u2019et\u00e0 ma sempre con la speranza nel cuore di rivedere il suo padrone, si reca per l\u2019ultima volta alla fermata della corriera. Poche centinaia di metri prima per\u00f2 si accascia, ormai sfinito, al suolo e muore.<\/p>\n<p>Quel giorno fu lutto cittadino e per Fido venne organizzato un solenne funerale, a cui vollero partecipare anche gli abitanti dei paesi vicini. Nel suo ultimo viaggio una folla visibilmente commossa lo ha accompagnato al cimitero cittadino, dove si \u00e8 finalmente potuto ricongiungere con il suo amico Carlo. <strong>Sulla lapide in marmo furono scolpite le seguenti parole:- \u201c Sotto questa terra la piet\u00e0 mugellana ha raccolto le povere ossa del cane Fido, il cui nome vol\u00f2 per il mondo a simboleggiare una cieca fedelt\u00e0 non troppo comune fra gli uomini\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Mino\u00a0Piane\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0Accadde il 9 giugno 1958 a Borgo San Lorenzo (Fi). Fido, ogni\u00a0giorno per 14 anni, ha atteso la corriera con la speranza di\u00a0poter rivedere il suo proprietario. Un emozionante esempio di fedelt\u00e0 e incondizionata amicizia. 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