{"id":11381,"date":"2016-12-01T22:31:05","date_gmt":"2016-12-01T21:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2016\/12\/01\/laura-silvia-battaglia-ci-racconta-liraq-e-lo-yemen-unoccasione-da-non-perdere-al-circolo-curiel-intervista\/"},"modified":"2023-06-27T15:38:20","modified_gmt":"2023-06-27T13:38:20","slug":"laura-silvia-battaglia-ci-racconta-liraq-e-lo-yemen-unoccasione-da-non-perdere-al-circolo-curiel-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2016\/12\/01\/laura-silvia-battaglia-ci-racconta-liraq-e-lo-yemen-unoccasione-da-non-perdere-al-circolo-curiel-intervista\/","title":{"rendered":"Laura Silvia Battaglia ci racconta l&#8217;Iraq e lo Yemen. Un&#8217;occasione da non perdere al &#8220;Circolo Curiel&#8221;. Intervista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&nbsp;Mercoled\u00ec 7 dicembre (ore 19) &nbsp;e gioved\u00ec 8 dicembre (ore 19) il Circolo ricreativo e culturale &#8220;E. Curiel&#8221; ospita la giornalista freelance Laura Silvia Battaglia, esperta in esteri. Due i temi affrontati attraverso i documentari che la Battaglia ha girato e prodotto in questi anni. Il primo &#8220;Le voci del Tigri. Viaggio nella terra dei fiumi&#8221; sulla situazione in Iraq. Il secondo &#8220;Stop traffic in the city&#8221; sul traffico di bambini in Yemen. Dopo le proiezioni seguiranno due conferenze e, l&#8217;ultima sera, una cena yemenita*. &nbsp;La Battaglia, che \u00e8 gi\u00e0 venuta in Lussemburgo nel 2012 in occasione dell&#8217;evento <em>Maria Grazia Cutuli. Dove la terra brucia<\/em>, ha risposto alle nostre domande.<\/strong><\/p>\n<h3 id=\"\"><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lausi-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-14831 alignleft pk-lazyload\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"lausi\"  width=\"199\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/lausi-scaled.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><b>Quando \u00e8 nata la tua passione per gli esteri? Quali sono i Paesi che hai visitato negli ultimi anni?&nbsp;<\/b><\/p>\n<p>Credo sia nata nel lontanissimo 1991, durante il mio primo viaggio in Oriente, Turchia. Avevo 17 anni. Poi ho aspettato altri 15 anni per raccontarlo. Il primo Paese del Medio Oriente in guerra che ho raccontato era il Libano e ho lavorato in tutti i Paesi del Maghreb, Mashrek e Golfo, esclusi Algeria, Bahrein e Oman, compresi alcuni Paesi di area indo-iranica (Iran, Afghanistan). Negli ultimi cinque anni ho deciso di raccontare soprattutto i Paesi che gi\u00e0 conoscevo di pi\u00f9: l\u2019Iraq sunnita e sciita (non il Kurdistan iracheno) e lo Yemen. Ho fatto una rara eccezione per l\u2019Egitto, visitato per l\u2019ultima volta durante i funesti episodi del massacro di Rabaa al Addawyia, nell\u2019agosto 2013.<\/p>\n<p><b>&nbsp;<\/b><b>Perch\u00e9 hai scelto la scrittura ma anche i video per raccontare il mondo?<\/b><\/p>\n<p>Perch\u00e9 il linguaggio del documentario \u00e8 splendido ed \u00e8 un linguaggio del nostro tempo. E poi&nbsp;perch\u00e9, come San Tommaso, la gente se non vede non crede. Specie in tempi di informazione drogata, falsa, raffazzonata.<\/p>\n<p><b>&nbsp;<\/b><b>Nel 2015 hai girato e prodotto il documentario &#8220;Le voci del Tigri. Viaggio nella terra dei fiumi&#8221;,&nbsp;diario di viaggio di una navigazione eccezionale sui fiumi della Mesopotamia. Cosa ci puoi raccontare di questa terra e di questo popolo?<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 la culla dell\u2019umanit\u00e0, un crocevia di etnie unico al mondo. E\u2019 il luogo dove sono state inventate la ruota, la scrittura cuneiforme, le tavole della legge. E\u2019 un luogo di incredibile bellezza, proprio grazie all\u2019ecosistema fluviale che, nelle paludi del Sud, raggiunge picchi di poesia incredibili. Ma nessuno lo sa o se ne ricorda. L\u2019Iraq \u00e8 diventato il buco nero del Medio Oriente, la terra infuocata che vomita terroristi, il banco di prova di ogni vendetta tra Medio Oriente e Occidente e tra potenze regionali emergenti; tra sunniti e sciiti. E\u2019 un luogo che amo la cui maledizione \u00e8 stata, ed \u00e8 ancora, il suo immenso patrimonio petrolifero e l\u2019altrettanto straordinario sistema fluviale.<\/p>\n<p><b>&nbsp;<\/b><b>Il tuo ultimo <\/b><b>documentario \u00e8&nbsp; &#8220;Stop traffic in the city&#8221;. Puoi dirci che tipo di traffico hai raccontato?&nbsp;La guerra in Yemen \u00e8 stata sottovalutata, dimenticata, incompresa. Perch\u00e8?&nbsp;<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 un lavoro investigativo sui bambini yemeniti trafficati tra lo Yemen e l\u2019Arabia Saudita, principalmente per lavoro minorile e per spaccio di droga. Un fenomeno ingente, che ho documentato al 2014. La guerra ha peggiorato la situazione a causa, paradossalmente, della chiusura dei confini di terra. Sembrerebbe che i bambini continuino ad essere trafficati via mare, dal porto di Mukalla, seguendo anche una rotta che porta a Djibuti. Ma non sono in grado attualmente di darne conferma con evidenze chiare. La guerra impedisce di portare a fondo altri tipi di investigazioni e le condizioni di sicurezza sul territorio sono pessime. Questo \u00e8 anche uno dei motivi per cui la copertura della guerra \u00e8 inferiore in quantit\u00e0 ad altre, come la Siria, ad esempio: difficile per giornalisti stranieri raggiungere il posto e per i locali fare reporting senza incorrere in pericoli gravissimi. Inoltre, \u00e8 una guerra in sordina: su questo territorio, senza tanti clamori, viene permesso all\u2019Arabia saudita di mostrare i muscoli, facendone il suo sfogatoio, e all\u2019Iran di approvare non troppo nascostamente l\u2019azione dei ribelli houti che si ispirano ad Hezbollah e che fanno parecchio comodo all\u2019Iran.<\/p>\n<p><b><\/b><b>Poich\u00e9 ci sar\u00e0 anche un&#8217;introduzione alla cucina yemenita ti chiedo: che valore ha la cultura culinaria per popolo? E per un popolo in guerra?<\/b><\/p>\n<p>Ha un valore grande, come in tutte le culture. Il cibo \u00e8 condivisione e accoglienza. Nel caso specifico, assaporando i gusti della cucina yemenita, ci si rende bene conto come riassuma in modo assolutamente personale il suo essere crocevia tra il Corno d\u2019Africa, l\u2019India e il Golfo, dunque la sua posizione geografica estremamente strategica che favor\u00ec il commercio delle spezie, del caff\u00e8, degli argenti. Per un popolo in guerra ha un valore doppio: il cibo \u00e8 vita e quando c\u2019\u00e8 guerra \u00e8 una delle poche cose che restano, se restano.<\/p>\n<p><strong>Sei una delle poche giornaliste che conosco ad aver costruito pezzo per pezzo la sua professione da indipendente. Ci puoi dire 2 vantaggi e 2 svantaggi della vita da&nbsp;<strong>&nbsp;freelance<\/strong>?<\/strong><\/p>\n<p>Vantaggi: libert\u00e0 e versatilit\u00e0. Vale a dire che non ho nessun padrone ma molti clienti e a nessuno do l\u2019esclusiva. Decido io cosa fare, come e per chi, interagendo con i clienti e con le loro esigenze. Svantaggi: incertezza e vulnerabilit\u00e0. Nel caso di una malattia, di una situazione eccezionale ma anche di un lieto evento che assorbe quasi completamente, come una gravidanza, non c\u2019\u00e8 alcuna rete di protezione alla propria sopravvivenza. E\u2019 come vivere costantemente su un autobus che si muove in citt\u00e0 e potrebbe sbattere contro qualche auto parcheggiata male in una traversa.<\/p>\n<p><b>Cosa diresti a chi si affaccia alla professione oggi? E ai colleghi che hanno difficolt\u00e0 a vivere di giornalismo?<\/b><\/p>\n<p>Dico sempre di preoccuparsi di avere una formazione di altissimo livello e se hanno denaro e disponibilit\u00e0 di andare a formarsi in Inghilterra e\/o negli Stati Uniti o in Canada. Dico di parlare e scrivere in almeno 4 lingue, di cui una non europea e di pensare in lingua inglese, perch\u00e9 i media pi\u00f9 seri sono in questa lingua e si riferiscono a un mercato globale. Dico di avere una competenza in verticale su un tema specifico inappuntabile, ma di essere pronti e disposti a lavorare con tutte le tecniche a disposizione, di essere molto versatili nelle competenze orizzontali.<\/p>\n<p>Ai colleghi che hanno difficolt\u00e0, e intendo soprattutto i colleghi italiani, dico di affiancare al lavoro giornalistico un altro lavoro, magari nel settore della comunicazione o dell\u2019istruzione e farlo diventare la base della propria sussistenza. E\u2019 un dato di fatto che oggi, chi soffre di pi\u00f9 il giornalismo fatto male, sono i redattori stessi, stretti tra tempistiche impossibili e richieste aberranti da parte degli editori. Si fanno il fegato marcio e guardano chi \u00e8 fuori, invidiandone la sua libert\u00e0 da non impiegato, nonostante siano consapevoli di godere di alcuni privilegi economici residuali. Invece, il giornalismo ha bisogno soprattutto di gente che ci crede, energica, motivata, attiva, convinta che il giornalismo abbia una funzione sociale e che possa essere ancora il cane da guardia, e non il cane da compagnia del potere.<\/p>\n<p><b>Sei venuta in Lussemburgo nel 2012 per l&#8217;evento dedicato a Maria Grazia Cutuli &#8220;<a href=\"http:\/\/www.passaparola.info\/2012\/05\/05\/omaggio-a-maria-grazia-cutuli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #339966;\">Dove la terra brucia<\/span><\/a>&#8220;. Che ricordo hai del Paese che ci ospita?&nbsp;<\/b><\/p>\n<p>Ricordo bene la stazione, le campagne, l\u2019universit\u00e0, il ponte, l\u2019atmosfera del centro. Mantengo il ricordo di una gemma placida incastonata nel verde.<\/p>\n<p>Leggi anche <strong><em>Omaggio a Maria Grazia Cutuli (1). Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, <\/em><a href=\"http:\/\/www.passaparola.info\/2012\/04\/22\/mmariagrazia-cutuli-ricordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #993300;\">qui<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p>*Balilla e Break, Kabsa e Yemeni kebab, Kunafa. Prezzo 28 euro. prenotazioni: 491750<\/p>\n<p>(A cura di Paola Cairo)<\/p>\n<p><strong>&nbsp;Chi \u00e8 Laura Silvia Battaglia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Biografia di Laura Silvia Battaglia (1974) Giornalista professionista freelance e documentarista, \u00e8 nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). Corrisponde da Sanaa per l&#8217;agenzia video-giornalistica americano-libanese &#8220;Transterra media&#8221;, e per gli americani &#8220;The Fair Observer&#8221;, &#8220;Guernica magazine&#8221;, &#8220;The dialogue chronicle&#8221;. Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani di carta stampata (Avvenire, La Stampa), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Svizzera Italiana, Radio Popolare, Radio Radicale, Radio In Blu), televisione (Rai Tre Agenda del mondo, Rainews24), magazine (D Repubblica delle Donne, Popoli, Lookout, Longitude#33, Eastmagazine), agenzie (Redattore Sociale), siti web (Tgcom, Lettera43). Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano &#8220;La Sicilia&#8221; di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto cinque video documentari. Il primo, &#8220;Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verit\u00e0&#8221;, ha vinto il premio &#8220;Giancarlo Siani&#8221; 2010. Sono seguiti i premi &#8220;Maria Grazia Cutuli&#8221; e &#8220;Giornalista del Mediterraneo&#8221; nel 2013. Dal 2007 insegna al Master in Giornalismo dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano.<\/p>\n<p>(Fonte:&nbsp;Ufficio stampa &#8211; Associazione Culturale Caff\u00e8 dei Giornalisti Elisa Gallo &#8211; t. 328.7355957 \u2013 press@caffedeigiornalisti.it www.caffedeigiornalisti.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp;Mercoled\u00ec 7 dicembre (ore 19) &nbsp;e gioved\u00ec 8 dicembre (ore 19) il Circolo ricreativo e culturale &#8220;E. Curiel&#8221; ospita la giornalista freelance Laura Silvia Battaglia, esperta in esteri. 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