{"id":11363,"date":"2016-11-09T09:39:21","date_gmt":"2016-11-09T08:39:21","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2016\/11\/09\/cose-bellissime-nascono-in-posti-che-bellissimi-non-sono-premio-letterario-goliarda-sapienza\/"},"modified":"2021-06-14T00:53:26","modified_gmt":"2021-06-13T22:53:26","slug":"cose-bellissime-nascono-in-posti-che-bellissimi-non-sono-premio-letterario-goliarda-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2016\/11\/09\/cose-bellissime-nascono-in-posti-che-bellissimi-non-sono-premio-letterario-goliarda-sapienza\/","title":{"rendered":"Cose bellissime nascono in posti che bellissimi non sono: Premio Letterario Goliarda Sapienza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u201cMamma non mi voleva bene e spesso permetteva a mio fratello di picchiarmi. Mi diceva \u201cDiventerai donna, preparati a soffrire\u201d. \u00a0Lui ha continuato a picchiarmi fino a sedici anni e mentre lo faceva io gli dicevo: \u201cNon mi fai male\u201d e allora si arrabbiava ancora di pi\u00f9. Dentro di me, per\u00f2, cresceva tanta rabbia per quell\u2019ingiustizia\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Piange <b>Olga Amosova<\/b>, autrice del racconto <b><i>\u201cIl cerchietto di soffioni, confessioni di un\u2019assassina\u201d <\/i><\/b>mentre rivela di aver affidato il suo dolore alla penna e alla carta. <i>\u201cIl giorno in cui mia madre, sorridente, mi disse che mi avrebbe rimandato in psichiatria e che i bambini sarebbero stati affidati a un assistente sociale e poi dati in adozione mi sono ribellata \u00a0\u2013 <\/i>continua il racconto<i> &#8211; Volevo mandare lei in psichiatria, cos\u00ec ho provato a stordirla con una pietra. Invece di stordirla, l\u2019ho ammazzata. Non sapevo di averlo fatto. Ho chiamato il 118 per salvarle la vita\u2026\u201d.<\/i><\/p>\n<p>La <b>VI Edizione del Premio Goliarda Sapienza \u201cRacconti dal Carcere\u201d<\/b> si \u00e8 tenuta <b>il 7 novembre<\/b> nella suggestiva cornice della Rotonda di Regina Coeli, nel ventennale della scomparsa della scrittrice a cui il riconoscimento \u00e8 dedicato. Ideato da <b>Antonella Bolelli Ferrera<\/b> e promosso da <i>inVerso Onlus<\/i>, dal Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e da Siae, il premio \u00e8 stato presentato con la consueta ironia e spontaneit\u00e0 da una instancabile <b>Serena Dandini.<\/b><\/p>\n<p>Per la prima volta gli oltre 500 elaborati presentati dai adulti e minori carcerati, avevano un tema conduttore da affrontare: <b><i>il perdono<\/i><\/b>. Un tema non facile, forse anche provocatorio, per chi si trova privato della propria libert\u00e0 e fa fatica, spesso, non solo a perdonare e a perdonarsi ma anche a lavorare su se stesso per costruire \u201cl\u2019adesso\u201d oltre che il domani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14643\" aria-describedby=\"caption-attachment-14643\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/luzzi1-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-14643 pk-lazyload\"  alt=\"Il vincitore Michele Maggio con il tutor Sandro Ruotolo e Serena Dandini. Foto: Gilda Luzzi\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/luzzi1-scaled.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14643\" class=\"wp-caption-text\">Il vincitore Michele Maggio con il tutor Sandro Ruotolo e Serena Dandini. Foto: Gilda Luzzi<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201c<b>L\u2019ultima cella<\/b> \u2013 <i>Il peso morale da sostenere spesso \u00e8 stato insopportabile. In qualche modo anche per me, in misura minore, il tempo quel giorno si \u00e8 fermato. E non per la galera che sto scontando. E\u2019 solo la conseguenza logica del mio gesto. (\u2026) Dissi a chi avrei dovuto chiedere perdono di sentirsi libero di odiarmi, era giusto cos\u00ec. Mi sembrava un modo di risparmiare a entrambi umiliazione e imbarazzo. (\u2026) Sono ancora lontano da quell\u2019apertura mentale e spirituale necessaria ad affrontare un\u2019esperienza totale come quella della riconciliazione e del rinnovamento. Non sono ancora in grado di chiedere perdono, il cammino \u00e8 molto lungo. Ma a chi sa dico: abbiate fede ed attendetemi. Non arriver\u00f2 correndo, ma arriver\u00f2\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>Michele Maggio<\/b> con il suo <b><i>Cemento Urlante<\/i><\/b> , tutor Sandro Ruotolo, \u00e8 davvero arrivato. Arrivato all\u2019anima dei personaggi. Arrivato, attraverso uno stile maturo e un \u201ctaglio\u201d quasi cinematografico, primo classificato nella <i><span style=\"text-decoration: underline;\">sezione Adulti.<\/span><\/i> Particolarmente toccante la dedica finale di Michele alla mamma <i>\u201cche, come tante altre persone, in questo momento sta lottando contro il cancro\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b><i>\u201cSono cresciuto incolpando mia madre di avermi abbandonato. Sono cresciuto coltivando il dolore\u201d.<\/i><\/b> Inizia cos\u00ec <b>Stefano Lemma<\/b> il suo racconto, secondo classificato, <b><i>L\u2019orto delle Fate<\/i> <\/b>&#8211; tutor Simona Izzo e Ricky Tognazzi &#8211; , la storia di un uomo che riesce ad aprire il suo cuore attraverso il rapporto ritrovato con la figlia. <i>\u201cSe ho potuto abbattere i\u00a0 miei demoni, lo devo a mia figlia Martina che mi ha accompagnato in questo percorso \u2013 <\/i>\u00e8 la frase finale della storia <i>\u2013 Avrei dovuto farlo prima. Questa storia mi ha fatto trovare il seme del perdono e da quello ho scoperto l\u2019amore per la vita, quell\u2019amore che non avevo mai avuto\u201d. <\/i><\/p>\n<p><i>\u201cNon avevo smesso di odiare chi aveva ucciso mio padre, nonostante non fossi mai riuscito a scoprire con certezza chi fosse stato. Semplicemente, odiavo tutti coloro che potevano averlo fatto. Nei sogni giungevo ogni volta quasi a un passo dal guardare l\u2019assassino in volto, ma mi svegliavo sempre prima di riuscirci\u201d. <\/i><\/p>\n<p><i>\u201c<b>Parafrasi di un lutto diversamente elaborato\u201d \u00a0<\/b><\/i>\u00e8 il racconto terzo classificato scritto da <b>Salvatore Torre<\/b> con tutor Alessandro D\u2019Alatri. Una storia dal forte impatto emozionale che elabora le ragioni della vendetta per sviluppare in modo profondo e personale il tema del perdono.<\/p>\n<p>Nella <i><span style=\"text-decoration: underline;\">sezione Minori<\/span><\/i> primo classificato <b>Antonio<\/b> con <b><i>\u201cIl biglietto di Rosa Parks\u201d, <\/i><\/b>un progetto condiviso e costruito \u201c<i>tutti insieme, abbiamo scritto queste pagine confuse, seduti sui banchi disordinati di una scuola carceraria: qualcuno ha perso un incontro, qualcun altro \u00e8 andato via subito. Molti si sono stancati perch\u00e9 \u201ctanto \u00e8 tutto inutile, \u00e8 solo tempo sprecato.\u201d <\/i>Il tutor pluripremiato Erri De Luca nel suo intervento per premiare i ragazzi ha parlato di un aspetto importante della pena detentiva, la mutilazione dell\u2019affettivit\u00e0 carceraria e ha recitato una poesia <i>\u201cBenvenuta donna mia, benvenuta\u201d<\/i> che ha strappato applausi e brividi a noi che lo abbiamo ascoltato declamare in religioso silenzio.<\/p>\n<p><i>\u201cIn un attimo puoi distruggere la vita e forse non ne baster\u00e0 una intera per<\/i> ripararla \u2013 scrive <b>Raffaele Amabile<\/b> \u2013 terzo classificato con \u201c<b><i>C\u2019\u00e8 Anna\u201d,<\/i><\/b> tutor Federico Moccia, quando racconta la sua storia sentimentale sullo sfondo di Scampia.<\/p>\n<p><i>\u201c13 novembre 2014 &#8211; Oggi \u00e8 la mia finale, un racconto, Regina Coeli, quello che dovevo perdonarmi, quello che dovevo perdonare. Il tramonto, gli sguardi persi, dovevo recitare, qualcosa che ancora non mi apparteneva,\u00a0 ma io non lo sapevo, mi chiedevo quale fosse il bene per poi trovargli un luogo, e non il vuoto, Dissi tutto ci\u00f2 che avevo per poi bruciare ogni parola con il fuoco, cos\u00ec lasciavo il mio passato, con l\u2019ombra che seguiva guidai il mio pubblico spietato, chi era alla montagna e chi alla riva, e proprio qui che dovevo essere perdonato. Mi lascio cadere in quella sabbia mentre tutto ci\u00f2 che c\u2019era, per la prima volta insieme, mi applaudiva\u201d.<\/i><\/p>\n<figure id=\"attachment_14644\" aria-describedby=\"caption-attachment-14644\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/luzzi-2-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-14644 pk-lazyload\"  alt=\"Federico secondo classificato minori Unknown con il tutor luca Barbarossa\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/luzzi-2-scaled.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14644\" class=\"wp-caption-text\">Federico secondo classificato minori Unknown con il tutor Luca Barbarossa Foto: Gilda Luzzi<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso era Unknown, e vinse per la seconda volta consecutiva il premio Goliarda Sapienza nella sezione Minori. Quest\u2019anno \u00e8 ancora <b>Unknown <\/b>come autore di <b><i>\u201cPerdonate l\u2019emozione\u201d,<\/i><\/b> racconto secondo classificato con tutor Luca Barbarossa. Ma oggi possiamo finalmente chiamarlo Federico. Giovane, intelligente, determinato, umile, libero e scrittore vero.<\/p>\n<p>Tutti i racconti finalisti e le introduzioni di tutti i tutor sono raccolti nel volume \u201c<strong>Cos\u00ec vicino alla felicit\u00e0 \u2013 Racconti dal Carcere<\/strong>\u201d , curato da Antonella Bolelli Ferrera e con la prefazione di Dario Edoardo Vigan\u00f2, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, edizioni RaiEri.<\/p>\n<p><strong>Gilda Luzzi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; \u201cMamma non mi voleva bene e spesso permetteva a mio fratello di picchiarmi. Mi diceva \u201cDiventerai donna, preparati a soffrire\u201d. \u00a0Lui ha continuato a picchiarmi fino a sedici anni e mentre lo faceva io gli dicevo: \u201cNon mi fai&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3392,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8487,29,41,38],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11363"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11363"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14668,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11363\/revisions\/14668"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}