{"id":11136,"date":"2015-09-27T21:05:54","date_gmt":"2015-09-27T19:05:54","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/09\/27\/lo-sport-deve-educare-non-discriminare-il-messaggio-forte-del-primo-meeting-nazionale-dello-sport-femminile\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:19","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:19","slug":"lo-sport-deve-educare-non-discriminare-il-messaggio-forte-del-primo-meeting-nazionale-dello-sport-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/09\/27\/lo-sport-deve-educare-non-discriminare-il-messaggio-forte-del-primo-meeting-nazionale-dello-sport-femminile\/","title":{"rendered":"Lo sport deve educare, non discriminare. Il messaggio forte del primo meeting Nazionale dello Sport Femminile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/meetind.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-11986 pk-lazyload\"  alt=\"meetind\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"160\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/meetind.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Un parterre di regine dello sport per parlare di diritti, tutele e futuro dello sport italiano.<\/p>\n<p>Nessuna disciplina sportiva femminile \u00e8 qualificata come professionale. Nessuna tutela sanitaria, previdenziale, assicurativa, retributiva adeguata all\u2019effettiva professionalit\u00e0 del lavoro svolto. Premi riconosciuti alle atlete circa 50% pi\u00f9 bassi di quelli degli uomini. Nessun rappresentante femminile al Coni, nessun presidente federale su 45 Federazioni.<\/p>\n<p>Parlano i numeri, ma ancora di pi\u00f9 parlano i volti emozionati e determinati insieme mentre raccontano le loro esperienze nel <b><i>primo Meeting Nazionale dello Sport Femminile<\/i><\/b> che si \u00e8 tenuto a <b>Roma sabato 26 settembre<\/b>. Storie di donne, di atlete, di campionesse che a diversi livelli e in vari sport\u00a0 hanno dovuto e devono sperimentare la discriminazione di genere.<\/p>\n<p>Organizzato da<b><i> Assist-Associazione Nazionale Atlete <\/i><\/b>insieme al comitato promotore composto dai principali sindacati italiani degli atleti, <b><i>Associazione Italiana Calciatori A.I.C., Giocatori Italiani Basket Associati G.I.B.A., Associazione Italiana Pallavolisti A.I.P.A.V., Associazione Italiana Rugbisti A.I.R., Associazione Italiana Giocatori di Pallanuoto A.G.P., Associazione Italiana Allenatori di Calcio A.I.A.C.<\/i><\/b>, e con il patrocinio del <b><i>Senato della Repubblica<\/i><\/b> l\u2019evento ha richiamato grandi personalit\u00e0 del mondo dello sport mentre, c\u2019\u00e8 da sottolinearlo, non era presente neppure un rappresentante del Coni.<\/p>\n<p>\u201cLa vita di uno sportivo \u00e8 fatta di rinunce e io ho scelto di rinunciare \u2013 dice con voce rotta dall\u2019emozione <b>Tania Di Mario<\/b>, oro olimpico ad Atene con il Setterosa, 327 volte nazionale, 13 scudetti \u2013 ma molte volte ho dovuto rinunciare, come nell\u2019avere un figlio, e quando attaccher\u00f2 la calottina al chiodo dovr\u00f2 ricominciare da zero\u201d. La stessa amara denuncia di <b>Lavinia Santucci,\u00a0<\/b>\u00a0dieci anni di serie A nel basket: \u201cSapete quali sono le cause di rottura di un contratto con le nostre societ\u00e0? Se vai in carcere o se rimani incinta\u2026\u201d che non \u00e8 esattamente la stessa cosa!<\/p>\n<p>E a proposito di contratti discriminatori colpisce il racconto, inedito, di <b>Manu Benelli<\/b>, campionessa di pallavolo, 325 volte azzurra, 6 coppe Italia, 2 coppe Campioni, 11 scudetti di fila in bacheca che in qualit\u00e0 di tecnico ha dovuto accettare la clausola per cui \u201cin caso avessi dato fastidio alle mie giocatrici sarei stata allontanata. Una clausola \u2013 continua \u2013 che mi dispiace aver accettato e che \u00e8 figlia di una mentalit\u00e0 omofoba, e poi non dobbiamo dimenticare che spesso all\u2019allenatore che ci prova con qualche sua giocatrice gli si d\u00e0 pure una pacca sulla spalla\u201d.<\/p>\n<p><b>Elisa Trecastagne<\/b>, arbitro e atleta diversamente abile rapisce la platea con i suoi racconti \u201csul campo\u201d, di un\u2019altra forma di discriminazione, di come il rispetto ricevuto dagli atleti si scontri spesso con la maleducazione e la derisione che arrivano dagli spalti quando si percepiscono frasi che feriscono come \u201coggi abbiamo l\u2019arbitro zoppo\u201d. Ma il suo incitamento finale, pieno di entusiasmo, di orgoglio e di speranza \u201cSiamo tutti uguali e allora non dobbiamo mollare e non molliano!\u201d \u00e8 uno stimolo forte ad andare avanti, nonostante tutto e tutti.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 giusto battagliare per qualcosa che dovrebbe essere naturale\u201d \u2013 afferma decisa dall\u2019alto della sua esperienza <b>Josefa Idem<\/b> \u2013 39 medaglie tra Olimpiadi, Europei e Mondiali, aspetto sostenuto anche da Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato della Repubblica che ha affermato: \u201cIn Italia c\u2019\u00e8 un vergognoso ritardo normativo e culturale\u201d, mentre <b>Luisa Rizzitelli,<\/b> presidente di Assist ha ricordato che \u201csi tratta di una battaglia di diritti e non di privilegi, prima del professionismo c\u2019\u00e8 il rispetto\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 una battaglia di civilt\u00e0, che deve passare attraverso norme che non devono essere frammentarie, appannaggio di pochi uomini o poche donne illuminati nello sport, ma devono essere valide per tutti affinch\u00e9 il nostro Paese si allinei a quelli europei che sono molto avanti. Le atlete italiane, le donne italiane non possono davvero attendere oltre.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Gilda Luzzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 Un parterre di regine dello sport per parlare di diritti, tutele e futuro dello sport italiano. Nessuna disciplina sportiva femminile \u00e8 qualificata come professionale. Nessuna tutela sanitaria, previdenziale, assicurativa, retributiva adeguata all\u2019effettiva professionalit\u00e0 del lavoro svolto. 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