{"id":11074,"date":"2015-06-08T08:57:57","date_gmt":"2015-06-08T06:57:57","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/06\/08\/dove-finita-la-sinistra-europea\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:09","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:09","slug":"dove-finita-la-sinistra-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/06\/08\/dove-finita-la-sinistra-europea\/","title":{"rendered":"Dov\u00b4\u00e8 finita la sinistra europea?"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/sinistra_europea_2004_400x173.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-11201 pk-lazyload\"  alt=\"sinistra_europea_2004_400x173\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"129\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/sinistra_europea_2004_400x173.jpg\" ><\/a><\/b><\/p>\n<p>Che cosa succede alle sinistre europee? Il <i>trend<\/i> elettorale dei vari Paesi europei nell\u00b4ultimo anno, fino alla vittoria di David Cameron in Inghilterra lo scorso 7 maggio \u00e8 chiaro. Laddove la sinistra \u00e8 al potere, l\u00b4emorragia di voti \u00e8 pressoch\u00e8 scontata. Nei Paesi in cui \u00e8 all\u00b4opposizione, la sinistra non solo non riesce a diventare partito di governo, ma diviene spesso terza o quarta forza politica. Ad oggi, sussiste un\u00b4unica eccezione a questo <i>trend<\/i> catastrofico: l\u00b4Italia.<\/p>\n<p>La <b>Francia<\/b>, governata dalla sinistra e con Fran\u00e7ois Hollande come capo di Stato, sta vivendo uno dei momenti politico-sociali tra pi\u00f9 delicati della storia recente. Frequenti cambi di governo, proclami elettorali delle presidenziali del 2012 ad oggi disattesi hanno lacerato la sinistra francese (PS), spianando la strada ad un potenziale ritorno all\u00b4Eliseo nel 2017 del redivivo Sarkozy. L\u00b4attuale primo ministro socialista francese, Manuel Valls, \u00e8 spesso accusato dal suo partito di attuare politiche \u201cdi destra\u201d, soprattuttto in tema di giustizia. La politica francese sta pagando l\u00b4assenza di una figura presidenziale carismatica, dato abbastanza inusuale nella storia dell\u00b4<i>H<\/i>e<i>xagone<\/i>, a tutto vantaggio di forze populiste, quale il Front National di Marine Le Pen.<\/p>\n<p>In <b>Germania<\/b> nel 2014, Angela Merkel &#8211; centro-destra (CDU) &#8211; si \u00e8 largamente riconfermata al governo, nonostante sia accusata dai Paesi europei di eccessivo rigore fiscale e in casa propria di un certo immobilismo nell\u00b4attuare le riforme. Nessun segno di ripresa da parte della sinistra tedesca, orfana dagli anni Gerard Schr\u00f6der (ultimo cancelliere socialista) di un leader carismatico.<\/p>\n<p>La <b>Finlandia<\/b> ha visto qualche settimana fa la vittoria della coalizione di centro-destra relegando il partito socialista al quarto posto. Nell\u00b4ultimo governo in carica, i socialisti erano al governo con i conservatori del National Coalition Party. Entrambi hanno perso le elezioni, a vantaggio del partito di centro e, soprattutto, del partito populista, nazionalista ed euroscettico (Finns) arrivato secondo alle elezioni.<\/p>\n<p>In <b>Spagna<\/b> ed in <b>Grecia<\/b> le rispettive compagini di sinistra sono sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 dinanzi all\u00b4avanzare di quei movimenti inizialmente di protesta ed oggi sempre pi\u00f9 politicamente influenti (Syriza, partito di estrema sinistra in Grecia &#8211; oggi al governo &#8211; e Podemos e Ciudadanos in Spagna). La <b>Spagna<\/b>, in particolare, vive un momento politico molto delicato e pieno di insidie: un Paese abituato a un bipolarismo perfetto (partito popolare (PP) e pasrtito socialista (PSOE)) si ritrova ad avere un panorama politico composto da quattro partiti: ai tradizionali PP e PSOE si sono uniti Podemos (di estrema sinistra, che sfrutta le debolezze e la sfiducia dell\u00b4elettorato nei confronti del PSOE) e Ciudadanos (di stampo liberale) che hanno ufficializzato il loro peso politico alle ultime elezioni amministrative tenutesi in Spagna nel mese di maggio.<\/p>\n<p>Il successo di Cameron in <b>Inghilterra<\/b> ha dimostrato la debolezza strutturale e le contraddizioni interne dei <i>Labour<\/i> britannici. Anche qui, la sinistra ha pagato dazio per due motivi: la forte ascesa del partito nazionalista scozzese (SNP) che ha drenato quasi per intero il bacino elettorale <i>labour <\/i>in Scozia e l\u00b4assenza di un leader carismatico dopo gli anni di governo di Tony Blair.<\/p>\n<p>La <b>Polonia<\/b>, alle presidenziali tenutesi a fine maggio, ha visto un inaspettato successo di Andrzej\u00a0Duda, candidato appartenente al partito nazionalpopulista, russofobo, euroscettico e clericale denominato Diritto e Giustizia (PiS). Affermazione ancora pi\u00f9 sorprendente se si considera che il partito di centro-destra, al governo da anni, ha portato la Polonia ad avere un peso considerevole in ambito europeo (si pensi alla nomina di Donald Tusk, ex premier polacco, a presidente del Consiglio Europeo dallo scorso dicembre) ed ha sensibilmente migliorato le <i>performances<\/i> economiche polacche, seppur a danno di notevoli costi sociali (in termini di disoccupazione giovanile soprattutto). Anche in Polonia la sinistra latita, e questo vuoto \u00e8 stato colmanto al primo turno delle presidenziali non solo dal PiS, ma anche da un locale cantante rock nazionalista (Pawel Kukiz) che si e\u00b4affermato come terza forza politica (dietro il centro-destra) con il 20% di voti.<\/p>\n<p>Il <i>trend<\/i> sopra analizzato trova conferma \u2013 infine &#8211; nell\u00b4attuale composizione del <b>Parlamento Europeo<\/b>, rieletto il 2014, lagamente in mano Partito Popolare Europeo.<\/p>\n<p>La <i>debacle<\/i> politica della sinistra europea \u00e8 dovuta anche ad una strategia dei partiti di centro-destra, vittoriosi nei vari Paesi, di far proprie argomentazioni care ai partiti pi\u00f9 radicali di estrema destra. Cameron in Inghlterra ha fondato parte della sua campagna elettorale promettendo di lanciare un referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito in Europa, argomento sponsorizzato sopratttutto dal partito di estrema destra inglese UKIP. In <b>Ungheria<\/b>, il premier Orban, gi\u00e0 conosciuto in Europa per le sue politiche illiberali a danno di stampa ed informazione, ha paventato nelle ultime settimane la reintroduzione della pena di morte in Ungheria (la cui attuazione porterebbe ad un\u00b4automatica uscita dell\u00b4Ungheria dall\u00b4Unione Europea), cavalcando l\u00b4onda del malcontento popolare nei confronti del flusso migratorio, utilizzando gli argomenti che hanno portato a un trionfo elettorale lo scorso febbraio il partito di estrema destra xenofobo ungherese Jobbik. In Francia, Sarkozy ha avuto una larghissima affermazione alle recenti elezioni municipali, anche utilizzando tematiche proprie del Front National di Marine Le Pen (in campagna elettorale, Sarkozy si \u00e8 detto contrario ai pasti differenziati nelle mense scolastiche ed ha proposto l\u00b4interdizione dell\u00b4uso del velo nelle universit\u00e0).<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 dei parititi di centro-destra di far proprie e tradurre in voti alcune tematiche di estrema destra va a braccetto con la crisi identitaria della sinistra. Quest\u00b4ultima non riesce pi\u00f9 a parlare al proprio popolo. La crisi economica, le dinamiche del mondo del lavoro irrimediabilmente cambiate, un\u00b4economia sempre piu globalizzata ed \u201caggressiva\u201d, nuove nazioni emergenti che stanno cambiando la visione del lavoro e della produzione, il flusso migratorio sempre pi\u00f9 intenso e drammatico in Europa stanno mettendo a dura prova la capacit\u00e0 di adattamento delle classe dirigente delle sinistre europee dinanzi a questi cambiamenti epocali.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che nell\u00b4unica nazione in cui la sinistra governa con una larga maggioranza, l\u00b4<b>Italia<\/b>, il partito (PD) \u00e8 lacerato al suo interno da frequenti discussioni di natura identitaria. Il premier in carica, Matteo Renzi, \u00e8 accusato da buona parte del partito e da una larga fetta del popolo di sinistra di appartenere al PD solo formalmente, predisponendo o attuando riforme considerate lontane dal mondo della sinistra. A seguito delle elezioni regionali di fine maggio, il PD ha subito un vistoso calo di preferenze rispetto alle ultime elezioni europee (dal 40% al circa 31%), ma si conferma, in ogni caso, prima forza del Paese. Il caso italiano dimostra il malessere, il disagio e la difficolt\u00e0 della sinistra di leggere il mondo di oggi ed i suoi cambiamenti.<\/p>\n<p>E\u00b4 in atto dunque una profonda crisi identitaria in seno alla sinistra europea. Questo determina uno scompenso dell\u00b4intero sistema democratico di ciascuno dei Paesi europei coinvolti; infatti tale vuoto lascia ampi spazi per l\u00b4inserimento di proclami populisti, se non anche xenofobi e razzisti.<\/p>\n<p>Dinanzi a questa <i>debacle<\/i>, bisogna forse ritornare alle radici storiche della sinistra europea, affinch\u00e8 diventino fonte di idee e progresso, vengano utilizzate come un grimaldello per scardinare le complesse serrature di un mondo in continuo cambiamento e non come uno strumento desueto che impedisce di leggere le sfide di oggi.<\/p>\n<p><strong>Gaetano Vittoria<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cosa succede alle sinistre europee? Il trend elettorale dei vari Paesi europei nell\u00b4ultimo anno, fino alla vittoria di David Cameron in Inghilterra lo scorso 7 maggio \u00e8 chiaro. 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