{"id":11037,"date":"2015-04-29T09:27:50","date_gmt":"2015-04-29T07:27:50","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/04\/29\/un-brad-meldhau-irripetibile-allauditorium-di-roma-resoconto\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:05","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:05","slug":"un-brad-meldhau-irripetibile-allauditorium-di-roma-resoconto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/04\/29\/un-brad-meldhau-irripetibile-allauditorium-di-roma-resoconto\/","title":{"rendered":"Un Brad Meldhau irripetibile all&#8217;Auditorium di Roma. Resoconto"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Brad-Mehldau-Tour.png\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10845 pk-lazyload\"  alt=\"Brad+Mehldau+Tour\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"256\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Brad-Mehldau-Tour.png\" ><\/a><\/p>\n<p>Assistere ad un concerto di Brad Meldhau non \u00e8 cosa che duri strettamente il tempo della sua esibizione. Sembrer\u00e0 di\u00a0 ascoltarlo per un paio di ore, ma la sua musica non si consuma nel tempo in cui la udiamo.<br \/>\nSi resta in bilico nel suo disegno\u00a0 ammaliante di rigore ed abbandono per diverso tempo oltre quello della esibizione.<\/p>\n<p>Pianista newyorkese originario di Jacksonville (Florida), tra i pi\u00f9 innovativi e importanti della scena jazz mondiale, partendo da una\u00a0 formazione classica si \u00e8 presto convertito al jazz. \u00a0<strong>Brad Mehldau \u00e8 arrivato sul palco dell&#8217;Auditorium martedi 21 aprile con il suo straordinario trio<\/strong>, che \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi sezioni ritmiche in circolazione:\u00a0<strong>Larry Grenadier<\/strong>\u00a0al contrabbasso e\u00a0<strong>Jeff Ballard<\/strong>\u00a0alla batteria.<br \/>\nPiombato nel panorama internazionale alla fine degli Anni Novanta come un fulmine a ciel sereno, Brad Meldhau fu la \u201cscoperta\u201d della edizione 1997 di Umbria Jazz. \u00a0Scritturato per una serie di concerti serali in un club perugino, pass\u00f2 dai pochi ascoltatori al palco principale e da qui ai maggiori palcoscenici mondiali diventando, in poco tempo, una stella del firmamento jazzistico mondiale.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 per lui ben prima di Umbria Jazz, infatti fu nel 1994 che Brad Mehldau forma un trio sulle orme e sotto l&#8217;influenza dichiarata di Bill Evans.<br \/>\nIncide il primo album intitolato \u201cIntroducing\u201d nel 1995, un manifesto dei suoi prossimi lavori in trio. \u00a0Nel 1999 concepisce \u201cElegiac Cycle\u201d, album solista, diverso dal solito, vagamente impressionista.<br \/>\nNel 2000 arriva il disco \u201cPlaces\u201d, sempre in trio. Incide nel 2002 \u201cLargo\u201d non pi\u00f9 con il suo abituale trio ma con gruppi diversi: altri spazi si stanno aprendo alla musica di Mehldau. Il suo percorso artistico \u00e8 stato tanto intenso quanto prolifico, anche discograficamente parlando. Tappe bruciate con caparbiet\u00e0 ed applicazione, ma anche con una sua straordinaria apertura mentale rispetto ai generi che lo hanno portato ad essere amato dalla critica pi\u00f9 esigente tanto quanto dal\u00a0 grande pubblico.<br \/>\nIl pubblico pi\u00f9 esteso che non proveniva necessariamente dal jazz in senso stretto e \u00a0che lo aveva notato inizialmente perch\u00e9 Brad suona composizioni originali e standard jazz \u00a0con una personalit\u00e0 sbalorditiva ma anche\u00a0 per i suoi\u00a0 arrangiamenti jazz di canzoni famose e la preferenza per la musica di Radiohead di Nick Drake e dei Beatles.<br \/>\nIl live iniziato poco dopo le 21 nella Sala Sinopoli dell&#8217;Auditorium di Roma ha attraversato\u00a0 temi popolari, citazioni classiche e ripiegamenti acidi in ogni direzione espressiva, standard magnifiche, \u00a0 momenti di ritmica saturi di tensione straordinari, proprio come in un viaggio ben strutturato si\u00a0 \u00e8 fatta qualche sosta anche nella musica brasiliana con una buffa notazione di Meldhau che raccontava di\u00a0 Cicho Barque che amava l&#8217;italia ma non \u00e8 venuto mai nel suo Paese.<br \/>\nSplendidi bis: una preziosissima &#8221; I love her&#8221; dei Beatles per chiudere con\u00a0 l&#8217;incanto felice di West Coast\u00a0 Blues di Wes Montgomery.<\/p>\n<p>Meldhau\u00a0 \u00e8 fautore di un jazz creativo, sincretico e visionario. Autenticamente\u00a0 aperto alle suggestioni del pop e del rock come pure alle sonorit\u00e0 e alle strumentazioni elettroniche: distante come lo \u00e8 la musica pi\u00f9 importante, dalle sconclusionate &#8220;spaccature &#8220;che impegnano le &#8220;comunit\u00e0&#8221; del jazz attuale. Se \u00e8 considerato il pianista di maggior talento della sua generazione, Brad Mehldau lo deve anche al fatto di aver aperto le porte del jazz club per un pubblico di neofiti.<\/p>\n<p>Per chi vive una scena provinciale come \u00e8 orami irrimediabilmente quella di Roma, sempre pi\u00f9 impegnata a discettare su cosa sia jazz e cosa non meriti la classificazione aurea \u00a0piuttosto che ad arginare una miseria culturale senza precedenti,\u00a0 <strong>\u00e8 fondamentale aver accesso a questo livello di espressione musicale.<\/strong> Non \u00e8 utile esprimere a parole cosa accade quando si coltiva una idea internazionale e di avanguardia della musica, \u00e8 utile ed auspicabile ascoltarlo direttamente dal palco di musicisti quali Brad Meldhau.<\/p>\n<p>A suo tempo questo pianista fu un talento affermatosi senza bisogno di enormi \u00a0sforzi promozionali od\u00a0 astuzie da marketing: non ricevette sponsorizzazioni da parte di grossi festival o patrocini di \u00a0musicisti dai nomi altisonanti. <strong>Non \u00e8 cosa da tacersi per chi, come noi, \u00a0conosce una idea del \u00a0talento oggi profondamente alterata.\u00a0 La parola si \u00e8\u00a0 svuotata di senso; un \u00a0vocabolo brutalizzato nei \u00a0format televisivi, o\u00a0 che peggio con una\u00a0 controparte vagamente romantica e altrettanto fasulla, fiocca sul musicista miracolo del momento, quasi sempre una stravagante figura di inconsistenza\u00a0 costruita a tavolino dal marketing musicale.<\/strong><\/p>\n<p>Meldhau \u00e8 limpido com&#8217; \u00e8 la musica di grande qualit\u00e0, piena di trovate\u00a0 espressive\u00a0 mai finalizzate ad una spettacolarit\u00e0 fine a se stessa. Meldhau \u00e8 \u00a0\u00a0prima di tutto un improvvisatore, che impugna una visione musicale e che riesce a rendere un&#8217;idea libera in tempo reale. Non di meno si sente nella sua visione\u00a0 sonora tutto il fascino che ha su di lui\u00a0 la architettura formale imprescindibile della musica.\u00a0Ogni pezzo ha una forte costruzione narrativa, che si esprime in qualcosa che \u00e8 spontaneamente lasciato spalancato.<\/p>\n<p>Il Trio con\u00a0<strong>Larry Grenadier<\/strong>\u00a0 al contrabbasso ed un fenomenale <strong>Jeff Ballard<\/strong>\u00a0alla batteria lascia addosso una certa idea di irripetibilit\u00e0.<br \/>\nIrripetibilit\u00e0 di cui si ha un gran bisogno.<\/p>\n<p><strong>Valentina Pettinelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; \u00a0 Assistere ad un concerto di Brad Meldhau non \u00e8 cosa che duri strettamente il tempo della sua esibizione. 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