{"id":11022,"date":"2015-04-11T14:36:06","date_gmt":"2015-04-11T12:36:06","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/04\/11\/la-storia-nascosta\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:03","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:03","slug":"la-storia-nascosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/04\/11\/la-storia-nascosta\/","title":{"rendered":"La storia nascosta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/sandrine-mansour-merien4large.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-10626 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"sandrine-mansour-merien4,large\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"199\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/sandrine-mansour-merien4large.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><b>\u00c8 stata una tavola conviviale quella che ci ha accolto al CITIM (Centre d&#8217;Information Tiers Monde) gioved\u00ec 2 aprile \u00a0scorso, in occasione del <i>lunch-d\u00e8bat<\/i> presieduto da Sandrine Mansour-M\u00e9rien. La discussione fa parte di un pi\u00f9 ampio programma di incontri artistici, culturali, musicali e cinematografici, parte del progetto \u201c<i>Palestine-<a title=\"Traduzione inglese di Isra\u00ebl negli Oxford Dictionaries (Francese-Inglese)\" href=\"http:\/\/www.oxforddictionaries.com\/it\/traduci\/francese-inglese\/Isra%C3%ABl\">Isra\u00ebl<\/a>, regard de l\u2019autre\/regarde l\u2019autre\u201d.<\/i> \u00c8 la questione palestinese, quindi, la causa comune che unisce diversi autori, artisti e cineasti in Lussemburgo per i mesi di marzo ed aprile 2015. <\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sandrine Mansour-M\u00e9rien<\/strong> \u00e8 docente di Storia e Ricercatrice presso il CRHIA <i>(Centre de recherches en histoire internationale et Atlantique) <\/i>dell\u2019Universit\u00e0 di Nantes che, in occasione dell\u2019incontro, ha presenta il suo libro edito da <i>Privat<\/i> nel 2013: <i>L\u2019Histoire occult\u00e9e des Palestiniens 1947-1953<\/i>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/palestina.png\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10625 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"palestina\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"193\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/palestina.png\" ><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fare una sintesi dei principali argomenti trattati non \u00e8 semplice dal momento che la polemica fra gli storici \u00e8 tutt\u2019altro che vicina ad un punto di svolta. Lo studio della professoressa Mansour-M\u00e8rien prende le mosse dal <i>al-Nakba<\/i>: letteralmente in arabo significa disastro o catastrofe ed \u00e8 il termine per mezzo del quale si identifica l\u2019esodo palestinese del 1948. Le cause della diaspora del popolo palestinese \u00e8 materia di scontro tra i ricercatori e i politici: questo in ragione del fatto che ad esse si fa riferimento per chiarire e risolvere i conflitti arabo-israeliani ad oggi ancora in armi. Bisogna fare un excursus storico per inquadrare la questione e tornare alla fine della Grande Guerra, quando l\u2019Impero Ottomano (La Sublime Porta), sebbene avesse inflitto numerose sconfitte agli eserciti francesi, inglesi ed australiani, perse la guerra insieme ai suoi alleati (la coalizione con gli Imperi Centrali Germania, Austria-Ungheria, Regno di Bulgaria). L\u2019esito della Prima Guerra Mondiale comport\u00f2 la disgregazione della Sublime Porta per mano dei regni vincitori: proprio dalla disfatta ottomana molti studiosi rintracciano le radici storiche della questione palestinese. Nello specifico la professoressa ci parla dell\u2019<b>Accordo Sykes-Picot<\/b> (ufficialmente\u00a0conosciuto come <b>Accordo sull\u2019Asia Minore<\/b>): un patto segreto tra i governi del Regno Unito e della Francia i cui negoziati furono condotti, con l&#8217;assenso della Russia, tra il Novembre del 1915 e il mese di Marzo del 1916. Questo documento riguarda la divisione delle rispettive sfere di influenza nel\u00a0<a title=\"Medio oriente\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medio_oriente\">Medio Oriente<\/a>: approssimativamente al Regno Unito spettava il controllo sulle zone comprendenti la Giordania, l\u2019Iraq ed un\u2019area piuttosto piccola intorno ad Haifa, mentre la Francia assumeva in controllo della zone sud-est della Turchia, la parte settentrionale dell\u2019Iraq, il Libano e la Siria. La Palestina, secondo l\u2019accordo<b> Sykes-Picot, <\/b>doveva essere affidata ad un\u2019amministrazione internazionale che coinvolgeva l\u2019Impero russo ed altre potenze. L\u2019Impero Britannico sin dal 1914 aveva incitato e veicolato le rivolte contro l\u2019Impero Ottomano promettendo l\u2019indipendenza araba allo Sharif Hussein della Mecca. Fu la stessa Gran Bretagna nel Novembre del 1917 a siglare la <b>Dichiarazione Balfour<\/b> che rappresenta il primo passo di una contraddizione politica lunga 95 anni. Questa dichiarazione, infatti, rappresenta il primo successo del movimento sionista il quale inizier\u00e0 un programmatica colonizzazione verso la Palestina. L\u2019obiettivo dei britannici, secondo queste analisi, sembra essere proprio quello di avere una base stabile in Palestina per poter sfruttare le grandi risorse economiche dell\u2019area (giacimenti petroliferi e la vicinanza al canale di Suez quale principale via di commercio con l\u2019Asia).<\/p>\n<p>Sandrine ci mostra la lettera scritta da Arthur James Balfour, l\u2019allora ministro degli esteri, indirizzata a Lord Rothschild, erede di una dinastia di banchieri, rappresentante della comunit\u00e0 ebraica inglese e referente per il movimento sionista.<\/p>\n<p>Il lavoro dello storico deve, per\u00f2, tener sempre in considerazione che la storia \u00e8 fatta da uomini e la ricerca non pu\u00f2 basarsi su un&#8217;unica causa che ha determinato un unico effetto. Per questa ragione Sandrine agli interessi economico-politici dell\u2019Impero Britannico lega anche gli interessi del nascente movimento Sionista. Il progetto sionista fu teorizzato da Theodor Herzl un giornalista ungherese di religione ebraica che nel 1894 rimase turbato e indignato come Zola<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftn1\">[1]<\/a> della condanna per alto tradimento del Capitano Alfred Dreyfus per mezzo di false ed inconsistenti prove. Ci\u00f2 che colpi Herzl fu il forte sentimento anti-ebraico che si sviluppo in Francia, tanto da indurlo alla conclusione che il popolo ebraico non avrebbe mai raggiunto un benessere ed un\u2019integrazione permanente senza una vera e propria patria. Il Sionismo nasce, quindi, come ideologia nazionalista in risposta ad un antisemitismo in ascesa. Herzl viaggi\u00f2 a lungo in cerca di un supporto economico alla sua causa. Nel 1896 pubblic\u00f2 <em><a href=\"http:\/\/storiadisraele.blogspot.com\/2010\/09\/der-judenstaat-lo-stato-ebraico.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Der Judenstaat (Lo Stato ebraico)<\/a><\/em>\u00a0all\u2019interno del quale sono esplicitate le modalit\u00e0 per la realizzazione di uno Stato per gli ebrei. Nello stesso anno a Basilea si tenne\u00a0<strong>la prima grande conferenza sionista <\/strong><strong>alla quale parteciparono <\/strong>delegati di tutto il mondo. Nei 4 punti fondamentali del <b>programma di Basilea<\/b> si teorizzava l\u2019ambizioso progetto del ritorno nella Terra Promessa di Israele. Sandrine sottolinea, inoltre, che uno dei \u201cmiti\u201d dell\u2019ideologia sionista che giustificava la colonizzazione proprio in Palestina e tutt\u2019ora sostenuto da alcuni storici, \u00e8 la comune credenza che questa terra fosse economicamente trascurata e pressoch\u00e9 deserta. In realt\u00e0 nella prima parte de <i>L\u2019Histoire occult\u00e9e\u00a0 des Palestiniens 1947-1953, <\/i>Sandrine, attraverso scritti storici e testimonianze orali, ci dimostra che, ad esempio, il tasso di alfabetizzazione era nella media degli altri paesi dell\u2019epoca e che vi era un forte dinamismo economico grazie allo sviluppo di industrie alimentari e tessili.<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftn2\">[2]<\/a> I Congressi Sionisti si riunirono ogni anno per proseguire l\u2019opera di stabilizzazione di una \u201cNational Home\u201d in Palestina. Nel 1901, quattro anni dopo il primo Congresso, un fondo speciale denominato\u00a0<b>Jewish National Fund<\/b>\u00a0(JNF) fu istituito\u00a0<b>per acquistare terre nella regione<\/b>, sulle quali gli ebrei colonizzatori avrebbero potuto insediarsi e lavorare. I soldi del fondo provenivano da tutto il mondo ed erano donati dagli ebrei rimasti affascinati dagli ideali sionisti; fu cos\u00ec che a soli tre anni dall\u2019istituzione del JNF, si raggiunse la somma per poter effettuare il primo acquisto di terre in Galilea. \u00c8 in questa serie di concause che Sandrine inserisce il nascente antagonismo fra la comunit\u00e0 araba in Palestina e l\u2019Yishuv.<\/p>\n<p>Di fatti in Palestina vi erano alcune comunit\u00e0 ebraiche fin dal 1882: il noto \u201cvecchio yishuv\u201d, ovvero \u201cvecchio insediamento\u201d era formato da ebrei ortodossi che vivevano pacificamente con le comunit\u00e0 cristiane, mussulmane ecc., praticando l\u2019agricoltura. Con l\u2019affermazione del movimento sionista, le immigrazioni verso la Palestina si fecero pi\u00f9 massicce e questo port\u00f2 anche alla creazione di intere citt\u00e0 come <b>Tel Aviv<\/b>\u00a0(Collina della Primavera) nei pressi del sovraffollato porto di Giaffa nel 1909. I primi scontri violenti tra ebrei e palestinesi sono messi in relazione con la fondazione dell\u2019<b>HaShomer<\/b> (Il Guardiano) ad opera del partito socialista sionista: si trattava di un\u2019organizzazione di difesa della comunit\u00e0 ebraica in Palestina fondata nel 1909, la cui costituzione prevedeva una serie di atti (ad esempio boicottavano la forza lavoro locale) che risultarono ostili alla comunit\u00e0 palestinese<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftn3\">[3]<\/a>. Nel 1919 l\u2019Emiro hascemita Faysal ibn al-Husayn (re della Siria dal 1918 e futuro re dell\u2019Iraq dal 1920) firm\u00f2 gli <i>accordi Faysal-Weizmann<\/i> alla <b>Conferenza di pace di Parigi<\/b>: questi accordi autorizzavano l\u2019insediamento di un focolare nazionale ebraico in Palestina al quale i capi locali delle comunit\u00e0 arabe e palestinesi erano tutt\u2019altro che favorevoli! In un crescendo di tensioni tra ebrei e palestinesi l\u2019accordo fu respinto e a partire dal Marzo del 1920 numerosi furono gli attacchi in Galilea da parte di gruppi militari palestinesi. Il 4 Aprile 1920 dopo una processione, la folla istigata dai politici e personaggi di spicco della societ\u00e0, saccheggi\u00f2 il quartiere ebraico di Gerusalemme. La reazione britannica fu incostante e solo dopo molti giorni e numerose vittime, soprattutto ebrei, si riusc\u00ec a ristabilire l\u2019ordine. Ci\u00f2 che stupisce di pi\u00f9 di questo avvenimento \u00e8 che dopo i disordini, su domanda della leadership araba palestinese, la Gran Bretagna ispezion\u00f2 gli uffici e gli appartamenti della leadership sionista. Il ritrovamento delle armi nelle loro abitazioni port\u00f2 ad una commissione d\u2019inchiesta la quale addebit\u00f2 la responsabilit\u00e0 dei disordini alla Commissione Sionista per aver provocato gli arabi. Certo \u00e8 che uno dei risultati pi\u00f9 importanti della comunit\u00e0 araba, dopo i moti del \u201920-\u201921, fu la decisione del blocco dell\u2019immigrazione programmata degli ebrei in Palestina da parte della Gran Bretagna. In risposta alle decisioni del governo britannico gli ebrei in Palestina costituirono la Haganah (la Difesa). Questa organizzazione finir\u00e0 per trasformasi, grazie all\u2019acquisto di armamenti stranieri, in esercito vero e proprio ed ebbe anche un ruolo fondamentale per l\u2019immigrazione illegale degli ebrei in Palestina contro i provvedimenti britannici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Sui volti dei partecipanti \u00a0sono spariti allegria e spensieratezza. L\u2019atmosfera diventa pesante ed \u00e8 come se un grande senso di colpa fosse sceso su ognuno degli ascoltatori attenti. Cosa c\u2019\u00e8 di occultato nella storia palestinese che Mansour-M\u00e9rien\u00a0ci sta mostrando? <\/b><\/p>\n<p>\u00c8 sui rapporti contrastanti tra forze ebraiche legali ed illegali e Gran Bretagna, che la storica insiste, mettendo in evidenza come se da un lato queste due forze cooperarono per la disfatta nazista nella Seconda Guerra Mondiale, dall\u2019altro lato, dopo la grande Rivolta del 1936-1939 condotta dal nazionalisti palestinesi, la stessa Gran Bretagna restringe severamente l\u2019immigrazione ebraica in Palestina (il Libro Bianco del 1939).\u00a0 Dal 1922 al 1939 i britannici favoriranno senza limitazioni l\u2019immigrazione ebraica in Palestina, cos\u00ec come l\u2019instaurazione dello Yishuv, ma, secondo le ricerche della professoressa, pur di non perdere l\u2019appoggio delle comunit\u00e0 palestinesi, non esitarono a restringere il loro campo di azione con provvedimenti che verranno di volta in volta violati dalle stesse comunit\u00e0 ebraiche.<\/p>\n<p>Con il concludersi della Seconda Guerra Mondiale, inoltre, le potenze internazionali sentirono di dover riparare <strong>alla Shoah<\/strong>: il problema dei profughi ebrei in Europa e il movimento sionista furono al centro di numerosi dibattiti, mentre in Palestina le forze delle potenze arabe e la Lega Araba avevano costituito ormai un vero e proprio movimento nazionale. La democrazia internazionale non riusc\u00ec, quindi, a conciliare questi due opposti schieramenti e, sia le comunit\u00e0 ebraiche che quelle palestinesi, erano intolleranti alla presenza britannica. Nel 1947 la Gran Bretagna, dopo aver subito una serie di azioni terroristiche, annunci\u00f2 la rinuncia al mandato in Palestina. Nello stesso anno l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite vot\u00f2 un piano di partizione della Palestina sulla base della\u00a0<b>Commissione Peel<\/b> britannica proposta gi\u00e0 nel\u00a0<a title=\"1937\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1937\">1937<\/a>\u00a0durante la Grande Rivolta Araba del \u201836-\u201839. Sulla scia della sentenza internazionale, la situazione degener\u00f2 in Palestina provocando tra il Dicembre del 1947 e il mese di Marzo del 1948 il primo grande esodo: pi\u00f9 di settantacinquemila persone, perlopi\u00f9 della borghesia palestinese, emigrarono nei paesi arabi vicini. L\u2019espressione Yawm al-Nakba (Giorno della catastrofe) identifica proprio la ricorrenza commemorata ogni 15 Maggio dai palestinesi e dai paesi arabi: una ricorrenza che la Knesset ha proibito nelle sue manifestazioni di lutto e dolore con una legge nel 2010. <strong>Lo studio dietro la stesura del libro di Sandrine Mansour-M\u00e8rien si inserisce nel contesto di una rinnovata storiografia israeliano-palestinese che sta riesaminando l\u2019esodo del 1948 ridefinendolo come <\/strong><b>atto di pulizia etnica. <\/b>Questa rivisitazione affonda le sue radici nelle opere dello studioso Ilan Papp\u00e8 che, insieme ad altri storici come Benny Morris, a seguito dell\u2019apertura nel 1988 degli archivi militari israeliani, hanno dato avvio ad una nuova corrente di pensiero storiografico definito <b>post-sionista<\/b>. Ci\u00f2 che preme a questi storici cos\u00ec come alla nostra autrice, \u00e8 sottolineare le contraddizioni delle analisi storiche israeliane tradizionali che, ad esempio, identificavano come causa principale e preponderante dell\u2019esodo palestinese, gli ordini di fuga impartiti dal Supremo Comitato Arabo e dai Dirigenti dei Paesi Arabi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 secondo l\u2019autrice le due grandi ondate di esodo del 1948 e la pulizia programmata delle frontiere fino al 1950 fanno parte di un programma voluto, organizzato e realizzato dal governo israeliano. L\u2019autrice come molti altri autori della sua corrente di pensiero, basa le sue tesi sull\u2019analisi del <b>Piano Dalet<\/b>: un piano bellico di 75 pagine stabilito dall\u2019<b>Haganah<\/b> nel 1948. Questo programma fu stilato durante la prima fase della Guerra Arabo-Israeliana e fu adottato all\u2019indomani della fine del mandato britannico con l\u2019intento, secondo la nostra autrice, di organizzare una direttiva politico-militare per l\u2019espulsione degli arabi dalla Palestina. Secondo altri storici il <b>Piano D <\/b>era funzionale alla difesa dagli imminenti attacchi e al rafforzamento delle frontiere all\u2019indomani della decisione ONU di partizione della Palestina decisamente iniqua e pro-sionista.<\/p>\n<p><b>Sandrine vuole rendere omaggio alla memoria della Palestina chiarendo le dinamiche dell\u2019esilio e parlandoci di una Palestina che c\u2019era e che c\u2019\u00e8, che ha una sua storia e un suo diritto di esistere.<\/b><\/p>\n<p><b>Una Palestina che sta scomparendo e di cui non rimangono che pochi villaggi: isole all\u2019interno di una grande prigione a cielo aperto. <\/b><\/p>\n<p>L\u2019autrice, inoltre, racconta la difficolt\u00e0 che ha incontrato con ben tre Editori i quali, dopo aver analizzato l\u2019argomento, hanno rescisso il contratto in quanto \u201cil soggetto era troppo polemico\u201d o il testo presentava \u201ctroppi nomi arabi\u201d.<\/p>\n<p><b>\u201cLa Storia \u00e8 un lavoro pericoloso<\/b>\u201d commenta un insegnate seduto al nostro tavolo e ringrazia la professoressa di averci illustrato una storia volutamente taciuta anche nei pi\u00f9 grandi manuali.<\/p>\n<p><b>Fabrizia Crispi<\/b><\/p>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftnref1\">[1]<\/a> La lettera aperta \u201cJ&#8217;accuse\u201d di Emile Zola al Presidente della Repubblica Francese F\u00e9lix Faure\u00a0<a href=\"http:\/\/storiadisraele.blogspot.com\/2010\/08\/herzl-e-la-home-ebraica-il-sionismo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in difesa di Alfred Dreyfus<\/a>, pubblicata il 13 Gennaio 1898 sul giornale francese\u00a0<i>L\u2019Aurore;<\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftnref2\">[2]<\/a> A.Gresh, <i>Israele, Palestina<\/i>, Einaudi, 20404, p.19, documento dal titolo \u201cVerit\u00e0 della terra di Israele\u201d: \u201c<i>(\u2026)Abbiamo l\u2019abitudine di credere che la terra di Israele sia oggi del tutto deserta, arida e incolta: ma la verit\u00e0 \u00e8 completamente diversa (\u2026). Se verr\u00e0 il giorno in cui la vita del nostro popolo nel paese si svilupper\u00e0 al punto da spingere in l\u00e0, anche solo di un poco, la popolazione locale, questa non abbandoner\u00e0 mai il suo posto facilmente<\/i>\u201d;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/FABIO%20BOTTANI\/Downloads\/articolo%202.doc#_ftnref3\">[3]<\/a> gli scontri di Jaffa del 1908 e il boicottaggio antiebraico di Hebron.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 stata una tavola conviviale quella che ci ha accolto al CITIM (Centre d&#8217;Information Tiers Monde) gioved\u00ec 2 aprile \u00a0scorso, in occasione del lunch-d\u00e8bat presieduto da Sandrine Mansour-M\u00e9rien. 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