{"id":11012,"date":"2015-04-01T09:02:11","date_gmt":"2015-04-01T07:02:11","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/04\/01\/proposte-per-il-nostro-millennio-la-letteratura-italiana-tra-postmodernismo-e-globalizzazione-a-istanbul\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:02","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:02","slug":"proposte-per-il-nostro-millennio-la-letteratura-italiana-tra-postmodernismo-e-globalizzazione-a-istanbul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/04\/01\/proposte-per-il-nostro-millennio-la-letteratura-italiana-tra-postmodernismo-e-globalizzazione-a-istanbul\/","title":{"rendered":"Proposte per il nostro millennio: la letteratura italiana tra postmodernismo e globalizzazione a Istanbul"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Istanbul-scaled.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10487 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"Istanbul\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"199\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Istanbul-scaled.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che senso ha parlare di letteratura al tempo della globalizzazione? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E a che serve scrivere in italiano in un mondo sempre pi\u00f9 anglofono?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fanno scrittori ed editori in un paese, l\u2019Italia, che legge sempre meno?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste domande ha tentato di rispondere il convegno <strong>\u201cProposte per il nostro millennio: La letteratura italiana tra postmodernismo e globalizzazione\u201d,\u00a0<\/strong>organizzato <strong>il 19 e il 20 marzo 2015 <\/strong>dal Dipartimento di Lingua e Letteratura Italiana dell\u2019Universit\u00e0 di Istanbul, in collaborazione con l\u2019Istituto italiano di cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impressionante il numero dei relatori, docenti e ricercatori rappresentativi di almeno quattro continenti, a testimoniare della vitalit\u00e0 della nostra lingua e dell\u2019interesse che suscita negli angoli pi\u00f9 impensabili del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La globalizzazione quale portato del capitalismo neoliberista e rapace, e il postmodernismo quale fuga dal disagio e dall\u2019omologazione verso utopie e relative antiutopie, hanno trovato in Italia poche voci di dissenso, quasi che il Paese non si fosse mai abituato a vivere la sua dimensione di nazione, transitando placidamente dal dominio straniero alla creolizzazione planetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se <strong>ospite d\u2019onore \u00e8 stato il giovane scrittore bolognese Enrico Brizzi,<\/strong> gi\u00e0 tradotto in turco, il convitato di pietra, cui hanno fatto riferimento numerosi relatori \u00e8 stato senza dubbio <strong>Antonio Tabucchi, scrittore globalizzante <em>par excellence<\/em><\/strong>, dato che i suoi libri sono stati pubblicati immediatamente in numerosi paesi, ambientati in varie localit\u00e0 con personaggi di nazionalit\u00e0 e lingue diverse, e focalizzati su problemi che interessano tutti gli abitanti del nostro globo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. <strong>Tabucchi \u00e8 stato maestro dell\u2019immagine<\/strong>. Molte pagine dei suoi romanzi e racconti nascono dalla suggestione di una esperienza visiva e si prestano pertanto perfettamente alla trasposizione cinematografica. Ecco ancora un punto abbondantemente evocato. <strong>La letteratura come anticamera della cinematografia, la scrittura banalizzata che strizza l\u2019occhio al traduttore di quante pi\u00f9 lingue possibili, come testimoniano i romanzi di Umberto Eco che escono ormai contemporaneamente in 70 lingue diverse.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli scrittori planetari agli scrittori del territorio\u00a0 e di una nuova prosa percettiva e \u201ccartografica\u201d caratteristica degli anni Zero. Gli scrittori della rappresentazione dei non luoghi italiani: <strong>l\u2019individuo non sa chi \u00e8 veramente ma sa di fronte a chi o contro chi si trova.<\/strong> Si parte per tornare e ripartire. Poi le \u201crimembranze\u201d formano le frasi, queste ultime si inseguono e cos\u00ec nascono i libri di viaggio, come il <strong><i>Danubio<\/i> <\/strong>di <strong>Claudio Magris<\/strong>, che pi\u00f9 che un libro di viaggio, \u00e8 un trattato-viandante sulle civilt\u00e0 di confine. E sulla sua scia tanti altri libri come quel<strong> <i>Gi\u00f9napoli<\/i> <\/strong>di <strong>Silvio Perrella<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, come si diceva prima, il complesso dialogo tra cinema e letteratura, sull\u2019esempio del film tratto dal romanzo <strong><i>Novecento<\/i> <\/strong>di <strong>Alessandro Baricco<\/strong>, che apre la delicata questione sulla rappresentazione di una stessa narrazione attraverso diversi media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E, infine, una inattesa novit\u00e0: la presenza di scrittori stranieri che scrivono in italiano \u00e8 in costante aumento.<\/strong> Si tratta di una nuova corrente letteraria che fa parte, a tutti gli effetti, della letteratura italiana bench\u00e9 sia stata canonizzata solo in rare occasioni nelle antologie scolastiche. Tra i casi pi\u00f9 fortunati: <strong><i>Educazione siberiana<\/i><\/strong> di <strong>Nicolai Lilin, <i>Rosso Istanbul<\/i> <\/strong>di <strong>Ferzan Ozpetek<\/strong> e <strong><i>Vita migliore <\/i><\/strong>di <strong>Nikola Savic.<\/strong> <strong>Tre scrittori, russo, turco e serbo, che trasferitisi in Italia hanno deciso di scrivere nella lingua del paese adottivo: l\u2019italiano.<\/strong> E, dunque, le domande: <strong>si pu\u00f2 parlare di una nuova corrente di scrittori stranieri in lingua italiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Esiste una letteratura migrante in lingua italiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che contributo alla lingua e alla letteratura italiana offrono questi tre casi letterari?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dagli stranieri in Italia agli italiani all\u2019estero, un nuovo filone letterario che ha animato il dibattito storiografico del dopoguerra, quello sul passato coloniale italiano dimenticato e rimosso, al quale, in letteratura, sembra calzare il genere del giallo, in cui si distinguono <strong>Davide Longo<\/strong> (<strong><em>Una mattina a Irgalem)<\/em><\/strong>, <strong>Luciano Marrocu<\/strong> (<strong><i>Debr\u00e0 Liban\u00f2s,\u00a0<\/i><\/strong>2002) e <strong>Giorgio Ballario<\/strong> <strong>(<i>La trilogia del maggiore Aldo Morosini<\/i>)<\/strong> senza dimenticare <strong>Carlo Lucarelli<\/strong> (<i><strong>L\u2019ottava vibrazione,<\/strong>\u00a0<\/i>2008) e <strong>Roberto Costantini<\/strong> <strong>(<i>La trilogia del commissario Balestreri<\/i>).<\/strong> Fa eccezione <strong>Erminia Dell&#8217;Oro, i cui libri si inseriscono piuttosto nel filone della letteratura di testimonianza postcoloniale senza indorature.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per finire, uno sguardo all\u2019indietro, quasi un ricordo affettuoso di quegli scrittori che abbiamo amato negli anni recenti, dall\u2019ultimo <strong>Pierpaolo Pasolini<\/strong> di <strong><i>Petrolio<\/i>,<\/strong> il grande romanzo incompiuto degli Anni \u201870, alle \u201cintensit\u00e0 intime\u201d di <strong>Pier Vittorio Tondelli<\/strong>, alla struggente poesia di <strong>Ada Merini<\/strong> sempre in bilico tra preghiera e pazzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la letteratura italiana \u00e8 ancora produttiva, capace di sorprendere e incuriosire il mondo, come dimostrano le elevate tirature di uno scrittore che non pu\u00f2 che essere italiano:<strong> Andrea Camilleri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nicol\u00f2 Bucaria<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che senso ha parlare di letteratura al tempo della globalizzazione? 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