{"id":11009,"date":"2015-03-29T15:50:26","date_gmt":"2015-03-29T13:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/03\/29\/a-tu-per-tu-con-andrea-scagnetti\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:02","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:02","slug":"a-tu-per-tu-con-andrea-scagnetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/03\/29\/a-tu-per-tu-con-andrea-scagnetti\/","title":{"rendered":"A tu per tu con Andrea Scagnetti"},"content":{"rendered":"<p>In occasione del <em>Salon du Livre 2015<\/em>, all&#8217;interno del\u00a0<i>Festival des Migration, Cultures et citoyennet\u00e9 <\/i>che si \u00e8 svolto tra il 13 e il 15 marzo scorso,\u00a0<i>\u00a0<\/i>abbiamo\u00a0incontrato Andrea Scagnetti, autore di <em>\u00abSpremuta d\u2019arancia\u00bb<\/em>, pubblicato nel 2012 per le edizioni Atramenta e tradotto in francese e pubblicato con il titolo <em>\u00abOranges press\u00e9es\u00bb<\/em>\u00a0per le<strong> <a href=\"http:\/\/www.convivium.lu\/catalogue.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Edizioni \u00a0Convivium <\/a><\/strong>(Luxembourg, 2015). Ecco cosa ci ha raccontato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/andrea_scagnetti.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-full wp-image-10452 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"andrea_scagnetti\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"199\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/andrea_scagnetti.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><b>Quando hai cominciato a sentire il bisogno di scrivere?<\/b><\/p>\n<p>Ho cominciato quando mi sono reso conto che nelle altre discipline che ho esplorato non potevo riuscire. All\u2019inizio mi ero iscritto ad una scuola di pittura, che continuo tutt\u2019oggi: si tratta di un talento per cui per\u00f2 non mi sento particolarmente dotato. Quando avevo 23 anni ho avvertito una grande necessit\u00e0 di fare teatro. Ho provato con un\u2019accademia di teatro, che ho frequentato per tre anni e si \u00e8 rivelata davvero massacrante: oltre ad essere psico-fisicamente indistruttibili, per farsi largo bisogna pestare i piedi della gente, non poteva essere la mia via. Ho anche studiato musica e composto una cinquantina di canzoni, alcune delle quali hanno avuto fortuna e sono state degne di menzione. In seguito mi sono cimentato nel canto; anche in quel campo, se vuoi realizzare un disco ci vogliono musicisti, uno studio, devi essere disposto a pagare: come mezzo espressivo risulta meno immediato. Alla fine mi sono deciso a scrivere. Ho cominciato relativamente tardi, a 31 anni \u2013 sono 10 anni quest\u2019anno \u2013 , con le poesie e i racconti; ma i racconti non facevano per me, che sono pi\u00f9 sintetico.<\/p>\n<p>La commedia (<strong>il testo teatrale \u201cGita ad Alberobello\u201d<\/strong>, pubblicato nel 2015 per i tipi di Atramenta, ndr) \u00e8 stata un\u2019eccezione, l\u2019ho scritta a 28 anni. Scrivo essenzialmente poesie o testi di teatro. A un certo punto ho capito che dovevo scegliere, il teatro posso farlo anche in maniera amatoriale. Bisogna scegliere, quando si fanno troppe cose non se ne fa bene nessuna; alla fine ho optato per la scrittura.<\/p>\n<p><b>Dove puoi far risalire le tue radici letterarie?<\/b><\/p>\n<p>Radici letterarie vere e proprie ne posso elencare poche, ti dico la verit\u00e0. Non ho osato dirlo durante la conferenza perch\u00e9 potevo risultare un falso modesto, ma non ho studiato molto, un po\u2019 per problemi di salute, un po\u2019 perch\u00e9 forse non avrei neanche voluto, per cui non ho una\u00a0 conoscenza sufficiente della Divina Commedia o di Carducci\u2026<\/p>\n<p><b>Quali sono i poeti che ti piacciono e che ti hanno ispirato?<\/b><\/p>\n<p>Forse Ungaretti, ma non necessariamente tutto; qualcosa di Sandro Penna, dell\u2019ultimo Saba, qualcosa di Alda Merini\u2026<\/p>\n<p><b>Quando scrivi pensi mai all\u2019Italia?<\/b><\/p>\n<p>No, mi dispiace dirlo ma non ho in mente nessun luogo quando scrivo. Io mi sento italiano, cio\u00e8, se dovessi sentirmi qualcosa mi sentirei italiano. Ma non vedo tutta questa necessit\u00e0 di essere orgoglioso di essere italiano, questo patriottismo per cui daresti qualsiasi cosa. Comunque non mi sento francese, ancor meno lussemburghese, per cui alla fine mi sento italiano, ma non ha mai avuto rilevanza se non per questa Gita ad Alberobello &#8211; la commedia che ho scritto &#8211; \u00a0che alla fine si svolge in Italia. Sono stato ad Alberobello due volte e mi \u00e8 piaciuto, ma il luogo \u00e8 un pretesto, poteva essere la Costa Amalfitana, qualsiasi cosa, mi era simpatico.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>Da dove nascono le tue poesie? Da dove nasce l\u2019ispirazione che ti fa sentire il bisogno di scrivere?<\/b><\/p>\n<p>Dalle cose semplici, quotidiane, cose da poco, per\u00f2 nello stesso tempo anche cose pi\u00f9 corpose come la sofferenza e il dolore.<\/p>\n<p><b>Si tratta di un bisogno oppure vuoi solo catturare un attimo, \u00e8 casuale, slegato da considerazioni di questo tipo?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 una necessit\u00e0, ma non \u00e8 detto che dopo mi senta meglio. Mi sento soddisfatto di averla scritta. Quello che per me \u00e8 importante \u00e8 la \u201cpoesia\u201d (durante la conferenza hanno parlato di \u201cpoeta\u201d, io storcevo il naso). Se Poeta o no, non \u00e8 che mi interessi, e la Poesia una volta buttata fuori non \u00e8 pi\u00f9 mia; \u00e8 lo stesso processo della donna che partorisce un bambino: essa \u00e8 responsabile del bambino, deve accudirlo, ma ad un certo punto il bambino va da solo. Oggi molti si focalizzano sul Poeta, ma per me \u00e8 pi\u00f9 importante la Poesia; l\u2019importante \u00e8 che dopo resti: probabilmente le mie poesie sopravvivranno molto pi\u00f9 di me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/oranges_pressees.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-full wp-image-10451 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"oranges_pressees\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"177\"  height=\"250\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/oranges_pressees.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 stata la scintilla che ti ha portato a pubblicare?<\/b><\/p>\n<p>Claudio Cicotti (professore della Facolt\u00e0 di Lettere dell\u2019Universit\u00e0 di Lussemburgo, ndr), \u00e8 lui che ha creduto in me, che mi ha spinto a pubblicare la mia prima raccolta di poesie.<\/p>\n<p><b>Come mai hai sentito la necessit\u00e0 di tradurre i tuoi poemetti in francese?<\/b><\/p>\n<p>Perch\u00e9 molti dei miei amici francesi non riuscivano a leggere in italiano quello che scrivevo e mi hanno chiesto esplicitamente di farne una traduzione.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>Tu scrivi perch\u00e9 rispondi ad un\u2019esigenza, ma pensi anche al pubblico?<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec. Forse \u00e8 un limite, per\u00f2 \u00e8 vero che cerco sempre di immaginarmi nella testa di colui che legger\u00e0 questa poesia, a volte domandandomi:\u00a0 \u201cCapir\u00e0, in qualche modo? Potr\u00e0 raccapezzarsi?\u201d. Per il testo teatrale \u00e8 pi\u00f9 semplice. Per le poesie questa cosa a volte mi frena. Oggi per esempio, Maurizio Cieri nella presentazione ha tirato fuori cose che lui vedeva e di cui io non mi ero mai reso conto, che non avevo mai neanche pensato, mi ha sorpreso!<\/p>\n<p><b><\/b><b>\u00a0Puoi dirci\u00a0<\/b><b>qualcosa di pi\u00f9 sulla tua commedia &#8220;Gita ad Alberobello&#8221; di cui abbiamo precedentemente parlato?<br \/>\n<\/b><\/p>\n<p>In tre atti viene presentata una famiglia di quelle nevrotiche, psico-farmaco dipendenti, che bisticciano in continuazione, con due figli di cui uno a 28 anni ancora a casa, tipico di adesso. Nella prima scena i nostri eroi decidono di partire per Alberobello, ma gi\u00e0 al momento delle valigie iniziano a litigare. Annibale, che \u00e8 il capofamiglia, ha il vizio di fare i ricatti. Dice: \u201cContinuate a fare cos\u00ec, ch\u00e9 domani non si parte\u201d. Ad ogni scena del primo atto viene paventata la minaccia di restare a casa. Al secondo atto si trovano per\u00f2 gi\u00e0 in un motel, i genitori in una stanza e i figli in un\u2019altra, con una porta comunicante. La prima scena \u00e8 fra i due fratelli, la seconda fra marito e moglie, con alcuni scambi. Tra i due coniugi nasce la promessa di trascorrere due settimane come una famiglia normale. In effetti all\u2019inizio del terzo atto si \u00e8 gi\u00e0 quasi alla fine delle due settimane,\u00a0 tutti sembrano aver trovato un equilibrio. Finch\u00e9 non succede qualcosa che scatena l\u2019ultima lite furibonda: Annibale parte senza di loro. Una fine triste insomma, non si capisce se effettivamente li lascia l\u00ec.<\/p>\n<p><b>Per questo testo da dove ti \u00e8 venuto lo spunto?<\/b><\/p>\n<p>Siccome avevo terminato l\u2019accademia, mi sono detto \u201cPerch\u00e9 non provare a scrivere qualcosa?\u201d Ho preso spunto da diverse vicende di vita vissuta. Due amici di famiglia, quando la lessero, gi\u00e0 all\u2019epoca mi suggerirono di pubblicarla. Ho aspettato quasi 13 anni. Ma questo sempre grazie a Cicotti che mi ha dato il via, perch\u00e9 uno pu\u00f2 aspettare, ma se ci pensa troppo\u2026.<\/p>\n<p><strong>Alessia D&#8217;Ippoliti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione del Salon du Livre 2015, all&#8217;interno del\u00a0Festival des Migration, Cultures et citoyennet\u00e9 che si \u00e8 svolto tra il 13 e il 15 marzo scorso,\u00a0\u00a0abbiamo\u00a0incontrato Andrea Scagnetti, autore di \u00abSpremuta d\u2019arancia\u00bb, pubblicato nel 2012 per le edizioni Atramenta e&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2590,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7648,29,38],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11009"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11009"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14322,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11009\/revisions\/14322"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11009"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11009"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}