{"id":11006,"date":"2015-03-27T15:58:09","date_gmt":"2015-03-27T14:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/03\/27\/atlas-italiae-viaggio-con-silvia-camporesi-per-il-mese-europeo-della-fotografia\/"},"modified":"2021-06-14T00:38:01","modified_gmt":"2021-06-13T22:38:01","slug":"atlas-italiae-viaggio-con-silvia-camporesi-per-il-mese-europeo-della-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/03\/27\/atlas-italiae-viaggio-con-silvia-camporesi-per-il-mese-europeo-della-fotografia\/","title":{"rendered":"Atlas Italiae: viaggio con Silvia Camporesi per il Mese europeo della Fotografia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/atlas.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10416 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"atlas\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/atlas.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00c8 un incontro con un\u2019Italia nostalgica quello del 1\u00b0 aprile in Lussemburgo: un viaggio tra i luoghi abbandonati, ma ancora vivi nella memoria. L\u2019appuntamento per il<span style=\"color: #0000ff;\"> <a href=\"http:\/\/www.europeanmonthofphotography.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Mese europeo della Fotografia<\/span><\/a><\/span> \u00e8 con Silvia Camporesi, in mostra con <em>Atlas Italiae<\/em> fino al 26 aprile presso l\u2019<span style=\"color: #0000ff;\"><a href=\"http:\/\/www.neimenster.lu\/Culture\/Offre-diversifiee-Calendrier-shop-visites\/Programmation\/Expositions\/Atlas-Italiae-Thursday-02-April-2015-11-00-00-am\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">Abbaye de Neum\u00fcnster<\/span><\/a>.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Gli espatriati italiani in Lussemburgo conoscono bene le sensazioni e le emozioni che troviamo nelle opere della Camporesi. Abbandonare un luogo per bisogno e per necessit\u00e0, ha un sapore tristemente amaro e cinicamente acido che torna in bocca ogni qualvolta che un pezzo del nostro Paese viene cancellato. A partire dal secondo dopoguerra, in Italia l\u2019urbanizzazione e lo sviluppo economico hanno creato dei veri e propri \u00abpaesi fantasma\u00bb: sono 5838 di cui 2831 rischiano di scomparire definitivamente. Questo fenomeno interessa molto il Centro-Sud e le zone appenniniche: paesi e piccoli borghi che sono la memoria storica di un\u2019Italia che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per questa ragione il ritorno \u00e8, ormai, solo un viaggio della memoria che scopre come il mutamento culturale e il progressivo abbandono, stiano mettendo in ginocchio un\u2019 Italia impoverita e colpevole di non essere al passo con i tempi. Un\u2019Italia che sta dimenticando il suo tempo e sta trascurando la sua storia.<\/p>\n<p>L\u2019invito della Camporesi \u00e8 un cammino emotivo e poetico senza alcuna pretesa di oggettivit\u00e0 o di esaustivit\u00e0: una riconnessione fotografica sulle tracce di un\u2019italianit\u00e0 perduta o che si va perdendo. L\u2019abbandono \u00e8 il soggetto figurativo di questa mostra che non ha uno scopo educativo o finalit\u00e0 documentaristica, ma \u00e8 narrazione sulla \u201ccristallizzazione del tempo\u201d, all\u2019interno di alcuni paesi delle venti regioni italiane. Alla base vi \u00e8 una lunga ricerca artistica che vuole preservare la storia di queste piccole realt\u00e0 abbandonate.<\/p>\n<p>Silvia Camporesi non fotografa ruderi o strutture in disuso, ma dopo una lunga ed attenta ricerca attraverso fonti dirette ed indirette &#8211; grazie anche alla collaborazione di giovani fotografi &#8211; \u00a0ha iniziato il viaggio della memoria. Lo scopo \u00e8 curativo, perch\u00e9 questa mappa ideale dell\u2019Italia che sta svanendo \u00e8 catturata e fissata su immagini in bianco e nero e, successivamente, colorata a mano con cromie che ricalcano le tinte originali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10417\" aria-describedby=\"caption-attachment-10417\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-2-Porretta.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-10417 pk-lazyload\"  alt=\"Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-2-Porretta \"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-2-Porretta.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10417\" class=\"wp-caption-text\">Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-2-Porretta<\/figcaption><\/figure>\n<p><b>\u201cIn Atlas Italiae \u00a0&#8211; dice la Camporesi &#8211; uso una tecnica particolare che \u00e8 la colorazione manuale delle immagini. Tutte le fotografie del progetto sono stampate in bianco e nero e colorate a mano, con un gesto-omaggio alle origini della fotografia. I luoghi che riprendo sono luoghi abbandonati, quindi privati della loro identit\u00e0 e del loro colore e colorarli a mano \u00e8 un po\u2019 come rianimarli, donar loro una nuova identit\u00e0.\u201d<\/b><\/p>\n<p>Per la Camporesi lo scatto \u00e8 il finale di un lungo percorso, un processo che nasce con una ricerca che viene sviluppata successivamente in varie direzioni.<\/p>\n<p><b>\u201cLo scatto viene alla fine, quando il processo \u00e8 giunto al termine e l\u2019idea si \u00e8 rivelata: la fotografia \u00e8 lo strumento che serve a rendere visibile l&#8217;idea\u201d.<\/b><\/p>\n<figure id=\"attachment_10418\" aria-describedby=\"caption-attachment-10418\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-1-Pianosa.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-10418 pk-lazyload\"  alt=\"Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-1-Pianosa\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-1-Pianosa.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10418\" class=\"wp-caption-text\">Silvia-Camporesi-Atlas-italiae-1-Pianosa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sembra, infatti, un percorso quello che ha portato l\u2019artista ad <b>Atlas Italiae<\/b>. La ricerca geografica di Silvia Camporesi \u00e8 iniziata gi\u00e0 in <b>Cartoline dal nulla <\/b>nel 2004 ed in <b>Indizi terrestri<\/b> nel 2005, ma le finalit\u00e0 della ricerca e il soggetto sono completamente diversi. Nel 2004 c\u2019\u00e8 il ribaltamento del <b>\u201csenso di bellezza dell\u2019immagine in funzione di paesaggi che non hanno chiare linee di appartenenza ad un luogo specifico\u201d<\/b>. Da luoghi anonimi con l\u2019esplicita intenzione di fotografare lo spaesamento, nel 2005 la ricerca spaziotemporale \u00e8 un\u2019azione compiuta da figure che, attraverso carte reali o immaginarie, <b>cercano<\/b> punti di riferimento: <b>Indizi terrestri<\/b> \u00e8, infatti, un racconto in tre parti (Geografia\/Secondo Viaggio\/ Esercizi per il ritorno) dove il viaggio \u00e8 ancora tutto umano e personale. Da luoghi senza alcuna identit\u00e0 a persone in cerca di identit\u00e0, Silvia Camporesi ora ci conduce tra i luoghi che hanno un\u2019identit\u00e0 fragile, presagio di un\u2019umanit\u00e0 che sta perdendo se stessa.<\/p>\n<p><b>In questa mostra non avremo il piacere di averla tra e nelle sue opere?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Da qualche anno la mia ricerca si concentra totalmente sul paesaggio e ho dunque abbandonato la figura umana, di conseguenza l&#8217;autoritratto. \u00c8 come se la figura fosse uscita lentamente di scena, per lasciare spazio alle linee dell&#8217;orizzonte, agli elementi naturali. \u00c8 un&#8217;esigenza che sto assecondando, ma credo che prima o poi sentir\u00f2 di nuovo il bisogno di tornare alla figura umana.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>In riferimento ai paesi visitati per Atlas Italiae, Lei ha dichiarato: \u201c<i>I luoghi abbandonati ti adottano\u201d. Lei ha amato tutti quei paesi cristallizzati all\u2019epoca del loro abbandono; \u00e8 entrata nelle case e nelle stanze, spazi ancora umani, ma un\u2019umanit\u00e0 come presenza evanescente che andava fermata: \u201cmi sembra di entrare in un sogno, tanto \u00e8 il senso di irrealt\u00e0 e di sospensione che li pervade\u201d. Il tempo e lo spazio sono umani e si vanno disumanizzando, quindi, in Atlas Italiae. <\/i>Cosa l&#8217;ha spinta ad abbandonare la figura umana e a fotografare i luoghi che gli umani stessi hanno abbandonato, per poi intervenire sui quei luoghi artisticamente ed umanamente?\u00a0C\u2019\u00e8, quindi, una denuncia poetica ed artistica ad un&#8217;umanit\u00e0 che sta dimenticando se stessa ?<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b>Atlas Italiae \u00e8 una ricognizione dei paesi e dei luoghi abbandonati dell&#8217;Italia. Un lavoro promosso da 15 collezionisti che hanno creduto nel progetto e lo hanno finanziato. Per un anno ho viaggiato per tutte le regioni italiane, seguendo la traccia di luoghi abbandonati ma che ancora conservano le tracce di memoria delle persone che vi hanno vissuto. Un lavoro intenso, faticoso, un&#8217;esperienza unica, che mi ha permesso di visitare un&#8217;Italia sconosciuta, bellissima.<\/p>\n<p>Da un po\u2019 di tempo sono alla ricerca di una &#8220;visione di paesaggio&#8221;, qualcosa di fermo e di orizzontale che l&#8217;occhio scopre davanti a s\u00e9. Dopo alcuni lavori fortemente dedicati alla figura umana, ho ricevuto alcune committenze riguardanti il paesaggio e questo mi ha fatto riflettere su un modo nuovo di osservare la realt\u00e0 e di lavorare. Nel paesaggio sono io che vado alla ricerca del punto di vista, del luogo, non metto in scena nulla come nei casi precedenti e tutto scorre ad una diversa velocit\u00e0. Il primo lavoro lontano dalla figura umana era dedicato alla citt\u00e0 di Venezia, luogo difficilissimo da fotografare, ma questa esperienza mi ha reso consapevole che potevo intraprendere una nuova strada, abbandonando la figura umana. Probabilmente l&#8217;esperienza veneziana mi ha fatto capire che sono pi\u00f9 affascinata dai luoghi in cui la figura umana \u00e8 praticamente assente, in cui posso avere un dominio &#8211; anche se parziale &#8211; dello spazio, cos\u00ec la mia decisione di approdare ai luoghi abbandonati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10420\" aria-describedby=\"caption-attachment-10420\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Romagnano.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-10420 pk-lazyload\"  alt=\"Silvia-Camporesi-Romagnano\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Silvia-Camporesi-Romagnano.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10420\" class=\"wp-caption-text\">Silvia-Camporesi-Romagnano<\/figcaption><\/figure>\n<p>La figura umana va scomparendo nelle opere della Camporesi o meglio, c\u2019\u00e8, ma come qualcuno che c\u2019era prima e che ha lasciato delle tracce fragili nello spazio e nel tempo. La fragilit\u00e0 dei paesi abbandonati \u00e8 la stessa fragilit\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 che non cura la sua memoria, e in queste immagini l\u2019artista, intervenendo con delicate cromie, se ne prende cura amorevolmente con gesti accurati e lenti. Dedicare loro del tempo \u00e8 custodire e rianimare l\u2019identit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>Silvia Camporesi dedica artisticamente il suo tempo e ci invita a donare il nostro anche solo nello spazio e nel tempo di questa mostra.<\/p>\n<p>In riferimento ad un altro dei suoi progetti:\u00a0<b>2112<\/b><i>:<b>\u201cSono l&#8217;occhio esterno che visualizza la storia di Ulisse e ripercorre il perimetro dell&#8217;isola guardando il mare burrascoso che per anni gli impedisce di partire, ma svela poi l&#8217;inganno della visione: la fine del mondo \u00e8 solo presunta e anche il mare in tempesta a breve si calmer\u00e0.\u201d<\/b><\/i><b><\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Fabrizia Crispi<\/b><\/p>\n<p>Vernissage le 01.04.2015 \u00e0 18.30<\/p>\n<p>Per info, cliccate <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.neimenster.lu\/Culture\/Offre-diversifiee-Calendrier-shop-visites\/Programmation\/Expositions\/Atlas-Italiae-Thursday-02-April-2015-11-00-00-am\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\">QUI<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 un incontro con un\u2019Italia nostalgica quello del 1\u00b0 aprile in Lussemburgo: un viaggio tra i luoghi abbandonati, ma ancora vivi nella memoria. 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