{"id":10972,"date":"2015-02-23T13:44:04","date_gmt":"2015-02-23T12:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/02\/23\/gridavano-e-piangevano-la-tortura-in-italia-cio-che-ci-insegna-bolzaneto-intervista-a-roberto-settembre\/"},"modified":"2021-06-14T00:37:51","modified_gmt":"2021-06-13T22:37:51","slug":"gridavano-e-piangevano-la-tortura-in-italia-cio-che-ci-insegna-bolzaneto-intervista-a-roberto-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/02\/23\/gridavano-e-piangevano-la-tortura-in-italia-cio-che-ci-insegna-bolzaneto-intervista-a-roberto-settembre\/","title":{"rendered":"&#8220;Gridavano e piangevano&#8221;. La tortura in Italia: ci\u00f2 che ci insegna Bolzaneto. Intervista a Roberto Settembre"},"content":{"rendered":"<p><strong>In occasione dell&#8217;incontro con l\u2019ex magistrato Roberto Settembre, organizzato dalla Libreria Italiana e <i>Amnesty International Luxembourg<\/i>\u00a0che si terr\u00e0 venerd\u00ec 27\u00a0febbraio 2015 (ore 19), presso <i>l&#8217;Universit\u00e9 du Luxembourg<\/i> (Campus Limpertsberg,\u00a0B\u00e2timent\u00a0des Sciences, Salle 003), intervistiamo l\u2019autore del libro dedicato ai fatti del G8\u00a0: <i>Gridavano e piangevano. La tortura in Italia: ci\u00f2 che ci insegna Bolzaneto<\/i> (Einaudi 2014).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/settembre_bolzaneto.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10021 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"settembre_bolzaneto\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"277\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/settembre_bolzaneto.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>I fatti del G8, tenutisi a Genova nel luglio 2001, sono ben noti ed impressi nella memoria dei cittadini italiani e non solo. Come mai ha deciso di\u00a0 raccontare, in una forma diversa da quelle di una sentenza, i fatti accaduti\u00a0 nella caserma di Bolzaneto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa questa prima domanda, \u00a0devo riconoscere che, andato in pensione, non pensavo di \u00a0scrivere un libro su quei fatti, ma solo di \u00a0riesaminare \u00a0la vicenda con pi\u00f9 calma. Viceversa alcun amici mi \u00a0invitarono a provarci. Ebbene, la risposta alla sua domanda \u00a0credo che \u00a0possa riassumersi \u00a0con una riflessione \u00a0che attiene marginalmente a una problematica della filosofia del diritto. Voglio dire che \u00a0ogni processo penale che veda contrapporsi vittime e carnefici, passa \u00a0attraverso due \u00a0 fasi essenziali: l&#8217;accertamento di una colpa e la pronuncia di una pena. Ebbene: \u00a0il nesso \u00a0 che lega \u00a0questi due elementi \u00e8 un nesso linguistico convenzionale costituito \u00a0dalla sentenza. Ma la sentenza ha un&#8217;ulteriore valenza. Nel corso del processo le vittime, che furono oggetto del \u00a0 crimine, \u00a0diventano, con la loro testimonianza, \u00a0soggetto \u00a0protagonista del processo, e quando la sentenza definisce il processo, la pronuncia della pena consente a questi soggetti, almeno sul piano della relazione sociale, ma non solo, di riappropriarsi della loro soggettivit\u00e0: la sentenza pu\u00f2 assimilarsi a una sorta di epifania del soggetto, \u00a0che \u00a0da vittima\/oggetto diventa appunto soggetto\/ testimone e \u00a0infine \u00a0soggetto titolare del suo diritto riconosciuto a pieno titolo.\u00a0<strong>Ma che accade quando la sentenza, invece di costituire quel nesso, dichiara che il reato \u00e8 estinto per prescrizione?<\/strong> Accade che la pronuncia resta muta, e le vittime\/oggetto \u00a0si vedono negato il loro riconoscimento, di cui hanno esigenza per riappropriarsi della loro dimensione soggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interviene a questo punto la narrazione (cio\u00e8 il libro) che, quanto pi\u00f9 \u00a0grave \u00a0\u00e8 stato lo spossessamento della soggettivit\u00e0, tanto pi\u00f9 analiticamente, attraverso la ricostruzione dell&#8217;evento che trasform\u00f2 la vittima in oggetto, consentir\u00e0 attraverso la lettura, di ridare \u00a0totale soggettivit\u00e0 alle persone che subirono il delitto.<\/strong> Ovviamente non si tratta \u00a0 ripercorrere il processo, \u00a0bens\u00ec di \u00a0permettere al lettore di formulare un \u00a0giudizio umano, o politico, \u00a0della vicenda, e permettere cos\u00ec, su un piano diverso da quello processuale, che si realizzi l&#8217;epifania negata dalla sentenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00a0ho cercato di fare scrivendo &#8220;gridavano e piangevano&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/gridavano.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-10020 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"gridavano\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"188\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/gridavano.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sappiamo che il reato di tortura non \u00e8 previsto dall\u2019ordinamento giuridico\u00a0 italiano. Tuttavia la tortura \u00e8 ampiamente condannata all\u2019interno della\u00a0Convenzione Onu sui diritti dell\u2019uomo. In che modo sarebbe possibile rendere\u00a0conforme la legislazione italiana in tal senso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 dovrebbe avvenire su due piani: \u00a0codificare il reato di tortura come reato proprio e non come reato comune ( \u00a0come invece ha fatto l&#8217;ipotesi di reato approvata in commissione \u00a0al Senato della Repubblica, che \u00a0svuota \u00a0di senso e di ratio lo stesso istituto \u00a0giuridico in questione): cio\u00e8 a dire \u00a0sanzionando la tortura nelle&#8217;accezione \u00a0 della Cedu e della Convenzione di New York del 1984 ( entrambe ratificate dall&#8217;Italia), prevedendo l&#8217;imprescrittibilit\u00e0 di tale reato; e \u00a0agendo incisivamente nelle \u00a0scuole di formazione \u00a0della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, e farlo in modo trasparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dietro i fatti di Genova, e che Lei racconta nel suo libro, emerge una forte\u00a0 violazione dei principi democratici e di libert\u00e0 tipici di uno Stato di diritto: non\u00a0 solo tortura, ma limitazione della libert\u00e0 personale e di pensiero. A 14 anni di\u00a0 distanza dal G8che bilancio pu\u00f2 farci in merito allo stato della democrazia in\u00a0Italia e in Europa, anche alla luce di ulteriori e simili episodi di violenza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa purtroppo \u00e8 una domanda che richiederebbe uno spazio di risposta non compatibile con \u00a0un&#8217;intervista. Francamente \u00a0sono molto amareggiato per quanto \u00e8 accaduto dopo i fatti \u00a0del G8 2001 di Genova: non c&#8217;\u00e8 stata \u00a0risposta istituzionale, non c&#8217;\u00e8 stata una commissione parlamentare d&#8217;inchiesta, le sentenze della Corte di Appello di Genova confermate dalla Cassazione non hanno comportato, n\u00e9 serie \u00a0conseguenze per i pochissimi condannati, n\u00e9 alcuna seria riflessione \u00a0 da parte dei vertici dello Stato. <strong>Nel corso delle oltre 15 occasioni di presentazioni del mio libro, non ho mai avuto modo di confrontarmi con nessun esponente delle forze dell&#8217;ordine, neppure del sindacato di polizia, il reato di tortura \u00e8 stato \u00a0previsto nel disegno approvato \u00a0dal Senato come reato comune \u00a0 solo come ipotesi aggravata \u00a0se commesso dal pubblico ufficiale, talch\u00e9, col bilanciamento \u00a0delle attenuanti \u00a0e \u00a0coi riti alternativi, \u00a0perderebbe ogni \u00a0deterrenza.<\/strong>\u00a0 Delitti simili hanno continuato ad essere commessi (dico simili e non uguali, per fortuna, ma \u00a0temo di dover pensare che delitti simili \u00a0non \u00a0siano pi\u00f9 stati commessi solo perch\u00e9 non ce n&#8217;\u00e8 stato bisogno&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia ha bisogno di una cultura del rispetto \u00a0del dissenso, che passa anche attraverso \u00a0la repressione dei reati che talvolta accompagnano la protesta, senza dimenticare mai che \u00a0chi protesta non \u00e8 un nemico assoluto \u00a0da distruggere, ma un cittadino la cui punizione eventuale rientra nei parametri dello stato democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto l&#8217;Europa non \u00e8 tutta uguale: <strong>la Germania, ad esempio, \u00a0che pur \u00a0ebbe la sua sciagura totalitaria, non ha pi\u00f9 nulla di ci\u00f2 nel \u00a0modo con il quale gestisce l&#8217;ordine pubblico e opera sul piano della repressione penale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S&#8217;impone per tutto ci\u00f2 l&#8217;attiva vigilanza dei mezzi di controllo, e la stampa \u00e8 in prima linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rita Marsico<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione dell&#8217;incontro con l\u2019ex magistrato Roberto Settembre, organizzato dalla Libreria Italiana e Amnesty International Luxembourg\u00a0che si terr\u00e0 venerd\u00ec 27\u00a0febbraio 2015 (ore 19), presso l&#8217;Universit\u00e9 du Luxembourg (Campus Limpertsberg,\u00a0B\u00e2timent\u00a0des Sciences, Salle 003), intervistiamo l\u2019autore del libro dedicato ai fatti del&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2498,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7648,8487,29],"tags":[3053,3054,436,3055,3056,1122,428,73,3057,1101],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10972"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10972"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14287,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10972\/revisions\/14287"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}