{"id":10936,"date":"2015-01-06T14:52:50","date_gmt":"2015-01-06T13:52:50","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2015\/01\/06\/tradurre-una-sfida-continua-intervista-ad-angelo-molica-franco-vincitore-del-premio-nini-agosti-castellani-per-la-miglior-traduzione-2014\/"},"modified":"2021-06-14T00:37:47","modified_gmt":"2021-06-13T22:37:47","slug":"tradurre-una-sfida-continua-intervista-ad-angelo-molica-franco-vincitore-del-premio-nini-agosti-castellani-per-la-miglior-traduzione-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2015\/01\/06\/tradurre-una-sfida-continua-intervista-ad-angelo-molica-franco-vincitore-del-premio-nini-agosti-castellani-per-la-miglior-traduzione-2014\/","title":{"rendered":"Tradurre. Una sfida continua. Intervista ad Angelo Molica Franco, vincitore del Premio Nini Agosti Castellani per la miglior traduzione 2014"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Angelo-Molica-Franco.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-9584 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"Angelo Molica Franco\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"199\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Angelo-Molica-Franco.jpg\" ><\/a><\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Come \u00e8 nata la passione per il francese e la sua letteratura?<\/b><\/p>\n<p>Per spiegare com\u2019\u00e8 nata la mia passione per la letteratura francese, devo compiere un passo indietro perch\u00e9 tutto insiste e parte dalla mia passione per la lettura, come strumento eversivo e insieme politico. Per me, infatti, leggere non \u00e8 mai stato un passatempo o \u201csoltanto\u201d una passione, leggere per me \u00e8 sempre stata una scelta, compiuta ovviamente con passione.<\/p>\n<p>Per tornare, invece, alla domanda, la passione per la letteratura francese \u00e8 nata dall\u2019incontro con \u201cL\u2019educazione sentimentale\u201d di Gustave Flaubert, nella traduzione di Giuseppe Pallavicini Caffarelli per gli Oscar Mondadori, a mio avviso la migliore tra quelle in circolazione. Terminata la lettura, mi sono chiesto come fosse quel libro in lingua originale. L\u00ec, se devo rintracciare un momento preciso, ha cominciato a prendere forma l\u2019alveo di una certa curiosit\u00e0 per il mestiere del traduttore letterario. Parafrasando Carducci, posso dire che la questione della lingua fu il prodromo della questione della carriera da traduttore.<\/p>\n<p><b>Che differenza c&#8217;\u00e8 tra la produzione letteraria italiana e quella francese?<\/b><\/p>\n<p>Gli scrittori francesi hanno abbandonato prima di noi italiani il mito del plot, di quella che in editorialese si chiama \u201cfiction\u201d, separandosi con essa dell\u2019idea un po\u2019 datata che la letteratura \u00e8 tale solo quando crea una corresponsione semidiretta con il bisogno umano dell\u2019evasione dal s\u00e9. Sono stati pi\u00f9 coraggiosi e hanno cominciato a scrivere e a creare, insieme al mondo anglosassone, quel genere di letteratura che solo anni dopo la critica ha potuto definire non-narrative fiction, biopic, o ancora docu-fiction o auto-fictive. Pensiamo ad Annie Ernaux che gi\u00e0 nel 1976 scriveva nel suo <i>La place<\/i> \u201cda poco so che il romanzo \u00e8 impossibile\u201d o a Patrick Modiano che rivive in ogni romanzo le vicende della sua infanzia e gli anni dell\u2019occupazione di Parigi. Questi scrittori, per\u00f2, hanno raccolto l\u2019eredit\u00e0 degli scrittori francesi di inizio \u2019900 che hanno saputo rompere in modo pi\u00f9 netto con il romanzo di stampo ottocentesco. Per fare un solo nome: la grande Colette, il cui tratto autobiografico nella propria produzione \u00e8 stato cos\u00ec ben definito da Julia Kristeva. In Italia siamo rimasti pi\u00f9 legati a quest\u2019idea borghese di romanzo rassicurante \u2013 ci\u00f2 che succede nel libro \u00e8 lontano da noi \u2013 e opere ibride come <i>Danubio<\/i> di Claudio Magris (1986) o <i>Amori, romanzi e altre scoperte<\/i> di Mario Fortunato (1991) sono rimaste a lungo una piccola parte del paesaggio. Oggi, invece, anche la letteratura italiana ha sentito il richiamo del \u201cnon-narrative fiction\u201d e ha offerto ai lettori dei veri e propri capolavori.<\/p>\n<p><b>Come \u00e8 stato per te tradurre Mauvignier?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Conosco molto bene l\u2019autore e ho letto tutti i suoi libri in francese e alcune traduzioni apparse in italiano. E ho avuto anche la fortuna di assistere ad alcune sue pi\u00e8ce a teatro. Tradurre Laurent Mauvignier \u00e8 stato soprattutto un onore poich\u00e9 \u00e8, tra gli autori contemporanei, quello il cui progetto letterario mi sembra il pi\u00f9 coraggioso e originale. Laurent Mauvignier, che pure a fatica si potrebbe ascrivere in una corrente letteraria, possiede una sorta di patrimonio letterario invisibile, eppure cos\u00ec presente tra le sue righe, da cercare tanto nell\u2019ipotassi cos\u00ec cara a Balzac o Proust, quanto in quella linea sotterranea che si situa tra Faulkner e Claude Simon, quanto ancora nella spinta in avanti, a ruota libera, che possiamo ritrovare in Thomas Bernhard; per non parlare dell\u2019eredit\u00e0 da Kolt\u00e8s, Duras, Sarraute, e naturalmente C\u00e9line et Joyce. A partire da tutto questo, Mauvignier crea una lingua che \u00e8 insieme decentrata, frammezzata e circolare, in un eterno ritorno che \u00e8 tanto linguistico quanto epico, dato che \u00e8 la parola il suo fulcro. La parola di Mauvignier, sgranata con consapevole pazienza, ruota attorno a un nodo oscuro ed \u00e8 della sua impossibilit\u00e0 a rappresentare questo nodo che si carica il suo corpus testuale.<\/p>\n<p><strong>Questo romanzo ha rappresentato una vera sfida per te?<\/strong><\/p>\n<p>I passanti \u00e8 un romanzo a due voci. Racconta la violenza subita da Claire, attraverso due monologhi: l\u2019uomo che le ha usato violenza e l\u2019amica di sempre che abita dirimpetto la casa dove si \u00e8 consumata la violenza e che non ha sentito nulla quella sera. I due personaggi sono accomunati da una stessa <i>malaise<\/i> di vivere: sono persone sole, dentro e fuori, prosciugate dalla vita, disseccate di speranza. Le difficolt\u00e0 pi\u00f9 grandi da superare le ho avute nella traduzione della voce del personaggio maschile. Mauvignier non \u00e8 interessato all\u2019aspetto morale o cronachistico dell\u2019accaduto, lui non utilizza mai la parola stupro (<i>viole<\/i>) poich\u00e9 ne parla per contrasto, per sottrazione, in trasparenza, attraverso il ritratto di due vite abbandonate dalla speranza: le vite accanto. Ma con l\u2019allarme tipico della grande letteratura, Mauvignier fa un ritratto tanto umano, tanto vero dello stupratore da portare il lettore a non riuscire a condannarlo e odiarlo. Ecco la vera sfida \u00e8 stata cercare di rendere anche in italiano l\u2019odore di un personaggio cos\u00ec al di l\u00e0 delle aspettative, tenermi in quel bilico cos\u00ec sottile di cui si nutre la letteratura, in un linguaggio che presenta pi\u00f9 livelli di lettura e che scarta la verit\u00e0 poco a poco, che seduce il lettore e che gli propone e fa accettare la verit\u00e0 della letteratura a scapito della realt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elisa Cutull\u00e8<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; \u00a0 \u00a0 Come \u00e8 nata la passione per il francese e la sua letteratura? Per spiegare com\u2019\u00e8 nata la mia passione per la letteratura francese, devo compiere un passo indietro perch\u00e9 tutto insiste e parte dalla mia passione per&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2409,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8487,29,38],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10936"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10936"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10936\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14251,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10936\/revisions\/14251"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}