{"id":10905,"date":"2014-11-19T23:03:16","date_gmt":"2014-11-19T22:03:16","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2014\/11\/19\/intervista-michela-murgia-la-donna-una-storia-senza-fine\/"},"modified":"2021-06-14T00:37:44","modified_gmt":"2021-06-13T22:37:44","slug":"intervista-michela-murgia-la-donna-una-storia-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2014\/11\/19\/intervista-michela-murgia-la-donna-una-storia-senza-fine\/","title":{"rendered":"Intervista\/\/\/Michela Murgia: la donna, una storia senza fine"},"content":{"rendered":"<p><strong>In attesa dell&#8217;incontro con Michela Murgia organizzato dall&#8217;Istituto italiano di cultura che si terr\u00e0 il prossimo 27 novembre all&#8217;Abbazia di Neumuenster, riproponiamo l&#8217;intervista all&#8217;autrice sarda, realizzata dalla giornalista Elisa Cutull\u00e9 e pubblicata su PassaParola Magazine di luglio 2011.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/michela.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-9228 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"michela\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"168\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/michela.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Michela Murgia: la donna, una storia senza fine<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nata in Sardegna, con una laurea in teologia, \u00e8 stata per diverso tempo animatrice\u00a0 dell\u2019azione cattolica, grafico, portiere notturno ed ha conosciuto l&#8217;incertezza della precariet\u00e0. PassaParola Magazine ha incontrato la vincitrice del Premio Campiello 2010.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Classe \u201872, donna (e non ragazza) sei un&#8217;autrice apprezzata. \u00c8 quello che avresti voluto fare o da piccola era un altro il tuo sogno nel cassetto? <\/strong><\/p>\n<p>Non ho mai voluto fare lo scrittore. Questo \u00e8 sicuro. Vengo da un contesto contadino, artigiano, un contesto in cui l&#8217;arte non \u00e8 considerata un lavoro in nessuna delle sue forme: dalla musica alla scrittura, dalla pittura al ballo. Per me non sarebbe stato possibile, da piccola, immaginare che \u201cda grande\u201d avrei potuto scrivere per mestiere. Nel momento in cui per\u00f2 si \u00e8 presentata l&#8217;opportunit\u00e0 di farlo come mestiere, l&#8217;ho fatto. Magari non \u00e8 molto tipico il modo in cui io ci sono arrivata, perch\u00e9, nel\u00a0 mio caso, io scrivevo semplicemente un blog e fu l&#8217;editore a cercarmi. \u00c8 stata la vita a dimostrarmi che si poteva fare lo scrittore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anche tu hai lavorato in un\u00a0 call-center. Sembra quasi un percorso \u201cforzato\u201d, nella societ\u00e0 italiana di oggi. \u00c8 dovuto al fatto che mancano effettivamente i posti di lavoro per i giovani laureati o \u00e8 semplicemente una strumentalizzazione per avere impiegati a basso costo?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio primo impiego, avendo fatto studi teologici, \u00e8 stato quello di insegnante per ben 6 anni. Poi per 3 anni e mezzo sono stata direttore amministrativo di una centrale termoelettrica privata. Ho fatto il grafico web, l&#8217;agente delle tasse e\u00a0 il portiere notturno e alla fine di questo \u201cpercorso\u201d ho lavorato nel call center. Ci sono arrivata come ci arrivano tutti: ha bisogno di un lavoro e sei troppo qualificata per quello che sai fare. Ti restano dunque solo i lavori non qualificati e sei tu che devi mettere da parte la tua laurea e non il mondo del lavoro che viene incontro alle tue competenze. I posti di lavoro per le persone qualificate non mancano, credo, invece, che il costo del lavoro qualificato sia tale che i datori di lavoro e, soprattutto gli industriali, cercano di ottenere forme contrattuali che consentano di assumere le persone qualificate a prezzi assolutamente squalificanti.\u00a0 I precari lavorano, \u00e8 questo punto:un problema prettamente contrattuale non di posti.<\/p>\n<p><strong>Con il pluripremiato romanzo Accabadora, hai fatto riscoprire una realt\u00e0 un po&#8217; \u201cscomoda\u201d della cultura sarda, quasi antesignana dell&#8217;eutanasia. Come mai hai scelto questo tema? <\/strong><\/p>\n<p>Un romanzo \u00e8 un romanzo, non \u00e8 un saggio sull&#8217;eutanasia e la realt\u00e0 sarda non ha niente a che fare con quel romanzo. L&#8217;Accabadora non \u00e8 mai esistita: storicamente la sua esistenza non \u00e8 provata. Con quel romanzo volevo solo raccontare una bella storia, coinvolgente ed emotivamente vicina a chi l&#8217;avrebbe letta. Sicuramente non intendevo scoperchiare realt\u00e0 scomode sarde che non solo non esistono, ma che non sono mai esistite.<\/p>\n<p><strong>Oltre ad essere autrice, scrivi anche per diversi giornali e, \u201cper premiarti\u201d, hai deciso di sponsorizzare un corso di formazione per giornalisti. Il successo \u00e8 stato immediato. Ce ne puoi parlare?<\/strong><\/p>\n<p>Il corso era\u00a0 indirizzato a giovani cagliaritani o residenti a Cagliari, e si \u00e8\u00a0 appena concluso.\u00a0 \u00c8\u00a0 andato molto bene.\u00a0 Purtroppo avevo risorse tarate a 20 persone, ma quei cinque in pi\u00f9 siamo riusciti ad inserirli. Abbiamo sviluppato due percorsi paralleli: una serie di lezioni frontali con\u00a0 docenti d&#8217;eccezione come Gad Lerner, Marco da Milano, Lorenzo Fazio, Gianmaria Bellu, Paolo Piras che hanno coperto il campo giornalistico sia carateco che televisivo e, in aggiunta,\u00a0 nella parte operativa, sotto la guida di un vicedirettore di quotidiano in pensione i ragazzi hanno simulato l&#8217;attivit\u00e0 di una redazione e hanno seguito, giorno per giorno, tutto lo sviluppo delle elezioni a Cagliari. Questa cosa ha permesso loro di fare una simulazione sul campo abbastanza veritiera. Non significa che sono diventati giornalisti ma\u00a0 che hanno avuto un&#8217;esperienza eccezionale con giornalisti che, magari, non avrebbero mai incontrato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nei tuoi scritti troviamo temi di famiglia, realizzazione di s\u00e9, di religione: quale \u00e8 il tema pi\u00f9 spinoso da affrontare e da avvolgere nel manto letterario?<\/strong><\/p>\n<p>Non esistono temi difficili da avvolgere nel manto letterario, dipende quanto quel tema \u00e8 difficile per\u00a0 chi scrive. Per me non esistono barriere:potrei dirti che un autore come Paolo Sortino, che ha scritto il romanzo <i>Elisabeth <\/i>ha fatto, secondo me un lavoro difficile. Ha preso un caso di cronaca come quello del padre austriaco che ha chiuso in casa la figlia per oltre 20 anni facendole fare 7 figli e l&#8217;ha scritta. Quella \u00e8 una cosa difficile che io non farei. Infatti ho molta ammirazione per Paolo che \u00e8 riuscito a a farlo e bene. Non \u00e8 il tema che fa la differenza: \u00e8 il romanziere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ti definiscono una teologa, ma tu sottolinei chiaramente che non lo sei. Che rapporto hai con la religione?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Il mio rapporto con la religione \u00e8 rispettosamente critico. Il mio rapporto con la fede \u00e8 un \u00a0altro paio di maniche e il mio rapporto con la teologia \u00e8 un altro paio di maniche ancora. La \u00a0\u00a0\u00a0 teologia, per\u00f2, attiene di pi\u00f9 alla fede che non alla religione. Esistono due tipi di credenti: \u00a0\u00a0 quelli che hanno le domande e quelli che hanno le risposte: io, sicuramente, appartengono \u00a0alla schiera di quelli che hanno le domande e, quelli che hanno le domande, possono \u00a0\u00a0\u00a0 definirsi a tutti gli effetti teologi, ovviamente sempre al di fuori delle diciture accademiche, nelle quali, io non rientro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per informazioni:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.neimenster.lu\/Culture\/Offre-diversifiee-Calendrier-shop-visites\/Programmation\/Conferences\/De-769-couvrir-Michela-Murgia-Thursday-27-November-2014-7-00-00-pm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.neimenster.lu\/Culture\/Offre-diversifiee-Calendrier-shop-visites\/Programmation\/Conferences\/De-769-couvrir-Michela-Murgia-Thursday-27-November-2014-7-00-00-pm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In attesa dell&#8217;incontro con Michela Murgia organizzato dall&#8217;Istituto italiano di cultura che si terr\u00e0 il prossimo 27 novembre all&#8217;Abbazia di Neumuenster, riproponiamo l&#8217;intervista all&#8217;autrice sarda, realizzata dalla giornalista Elisa Cutull\u00e9 e pubblicata su PassaParola Magazine di luglio 2011. 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