{"id":10904,"date":"2014-11-18T14:11:46","date_gmt":"2014-11-18T13:11:46","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2014\/11\/18\/25-anni-dalla-caduta-del-muro-riflessioni-di-mauro-montanari\/"},"modified":"2021-06-14T00:37:44","modified_gmt":"2021-06-13T22:37:44","slug":"25-anni-dalla-caduta-del-muro-riflessioni-di-mauro-montanari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2014\/11\/18\/25-anni-dalla-caduta-del-muro-riflessioni-di-mauro-montanari\/","title":{"rendered":"25 anni dalla caduta del muro. Riflessioni di Mauro Montanari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>In attesa della puntata di VoicesbyPassarola dedicata al 25\u00b0 anniversario della caduta del muro di Berlino, abbiamo incontrato Mauro Montanari, titolare di un premio St. Vincent &#8211; per la prima volta dato ad un giornalista italiano all&#8217;estero che non fosse il corrispondente di grandi quotidiani nazionali &#8211; \u00a0e gli abbiamo chiesto cosa ha significato per lui la caduta del muro.\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_9214\" aria-describedby=\"caption-attachment-9214\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/muro.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-9214 pk-lazyload\"  alt=\"fonte DPA (Agenzia stampa tedesca)\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"225\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/muro.jpg\" ><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9214\" class=\"wp-caption-text\">fonte DPA (Agenzia stampa tedesca)<\/figcaption><\/figure>\n<p><b>Il 9 novembre 1989: ti ricordi ancora dove ti trovavi?<\/b><br \/>\nEro allora fidanzato con una meravigliosa berlinese dell\u2019Ovest che sarebbe poi diventata mia moglie, ed in quei giorni mi trovavo proprio l\u00e0, a Berlino. Ho vissuto l\u2019entusiasmo del momento e l\u2019attacco al Muro con picconi e martelli; ho picconato e martellato a mia volta, non soltanto per potermi portare a casa il ricordino, ma soprattutto, direi, per poter essere voce del coro nei giorni pi\u00f9 straordinari della storia d\u2019Europa del Dopoguerra. In quei giorni, l\u2019entusiasmo lo si misurava nell\u2019aria ma, nell\u2019entusiasmo, non c\u2019era forse del tutto la consapevolezza della storicit\u00e0 del momento. A venticinque anni di distanza sappiamo meglio come, con la caduta del Muro, il conflitto Est-Ovest si sia soltanto assopito, mentre \u00e8 scoppiato virulentemente il conflitto Nord-Sud.<\/p>\n<p><b>DDR e Germania Federale: cosa ti ricordi della costellazione dell&#8217;epoca?<\/b><br \/>\nLa questione tocca ovviamente la Germania, ma anche l\u2019Europa e il mondo. In questi ultimi mesi, dicevo, vediamo come il conflitto Est-Ovest torni lentamente ad essere parte degli incubi collettivi di tutti noi. Possiamo allora, forse, trarre un bilancio complessivo sia dei passi avanti che il mondo ha fatto in questi venticinque anni in direzione della pace e del progresso ma anche degli errori che si sono commessi e che rischiano di trascinarci di nuovo in un conflitto che nessuno vuole.<\/p>\n<p><b>Ti riferisci alla crisi dell\u2019Ucraina forse?<\/b><\/p>\n<p>La crisi dell\u2019Ucraina \u00e8 soltanto l\u2019effetto di una serie di cause che hanno radici lontane. A quelle bisogna risalire per capire cosa succede oggi. Mi spiego. C\u2019\u00e8 una cosa che mi lascia sempre stupefatto: come la politica non conosca la storia. Se io vado a vedere, ad esempio, cosa accadde dopo la sconfitta della Germania nel 1918, dopo la Prima guerra mondiale, trovo una situazione con molte analogie. La Germania perdente e colpevole venne punita, come \u00e8 normale, ma venne anche umiliata pubblicamente; venne messa alla fame; le vennero tolte le possibilit\u00e0 di costruirsi di nuovo un futuro industriale e di giocare un ruolo (diverso ovviamente, pi\u00f9 positivo) di grande potenza europea, e ci\u00f2 in una atmosfera di nazionalismo esasperato. Il personaggio satanico che venne dopo, pot\u00e8 utilizzare con relativa facilit\u00e0 i sentimenti di frustrazione e i desideri di rivincita del suo popolo. C\u2019\u00e8 sempre da chiedersi quanto colpevole fosse il trattato di Versailles del 1919 rispetto alla presa del potere del nazionalsocialismo. Ora, le analogie con la Russia e i pericoli riguardo la situazione attuale, li puoi immaginare da sola.<\/p>\n<p><b>Cio\u00e8 tu temi una escalazione del conflitto?<\/b><\/p>\n<p>Molti dicono che la storia non si ripete; altri sostengono che la storia ha corsi e ricorsi. Personalmente sono dell\u2019opinione che sarebbe meglio evitare di ripetere le cause che hanno dato luogo a grandi catastrofi nel passato. Dopo la caduta del Muro, mi sarei aspettato che il vincitore creasse le condizioni affinch\u00e9 la Russia potesse giocare un ruolo positivo nello scacchiere mondiale, nel rispetto delle sue grandi tradizioni e della sua grande cultura, umanistica e scientifica. Sono convinto che, all\u2019inizio degli anni Novanta, le condizioni per un coinvolgimento positivo della Russia nella risoluzioni delle crisi mondiali, c\u2019erano, e ci\u00f2 anche nel rispetto della autonomia degli Stati cosiddetti satelliti dell\u2019orbita ex-sovietica. Invece si \u00e8 iniziata una politica di provocazioni, di umiliazioni, di dimostrazione di forza nel tentativo di ridurre la Russia a potenza locale. Questo per\u00f2 \u00e8 assurdo. La Russia \u00e8 la met\u00e0 dell\u2019Asia. Ora, fermo restando il fatto che la violenza e la rappresaglia armata sono sempre da condannare, consiglio di andare a vedere cosa \u00e8 successo veramente negli ultimi vent\u2019anni ai confini meridionali e a sud-est della Russia. E al momento, da osservatore, temo molto l\u2019alleanza che si sta creando tra Russia, Cina e molti Paesi del cosiddetto BRICS in funzione antioccidentale, sull\u2019onda degli errori di politica estera americana.<\/p>\n<p><b>Cosa dovrebbe fare l\u2019Europa in favore della pace nel mondo?<\/b><\/p>\n<p><b><\/b>Dovrebbe crearsi anzitutto una politica estera autonoma dagli Stati Uniti ed agire in maniera oculata nelle crisi locali. Fino a qualche anno fa c\u2019erano le condizioni per creare in Ucraina una federazione di regioni con una sufficiente autonomia culturale e politica, e cos\u00ec risolvere un conflitto etnico che invece sta diventando sempre meno controllabile. E ci\u00f2 nell\u2019ambito della collaborazione e perfino con il consenso russo. Ho trovato peraltro molto lodevoli le intenzioni della signora Mogherini di creare le condizioni per la creazione di uno Stato palestinese autonomo. Mi paiono esempi illuminanti.<\/p>\n<p><b>Concludiamo con una domanda sul muro. Se dovessi spiegare oggi, ai tuoi figli, la storia delle due Germanie, cosa diresti?<\/b><\/p>\n<p><b><\/b>Parlerei loro piuttosto della Germania unificata e del suo ruolo in Europa, che \u00e8 in parte paradossale. Da una parte, la Germania ha realizzato il suo sogno, durato tutto il secolo scorso, di essere di fatto leader nel continente. Dall\u2019altra parte, sembra che questo ruolo non lo voglia pi\u00f9; sembra intimorita e senza orientamento. Ci sarebbe invece bisogno di un motore per far avanzare l\u2019Unione, che rimane in mezzo al guado: governata da un gruppo di commissari nominati che non hanno il consenso del voto. Invece sempre silenzio. Nessuno si prende la responsabilit\u00e0 di uscire dal coro. Mancano le vere teste pensanti: i Mitterand, i Brandt, i De Gasperi: manca gente con un progetto. Tante piccole teste non fanno un grande stratega. Ora, la signora Merkel sembra proprio il Primus inter pares di queste piccole teste.\u00a0 La sua popolarit\u00e0 si basa sul dire banalit\u00e0 e non fare nulla di concreto. Tuttavia d\u00e0 al suo popolo la sensazione della protezione materna. Questo il paradosso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Elisa Cutull\u00e8<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In attesa della puntata di VoicesbyPassarola dedicata al 25\u00b0 anniversario della caduta del muro di Berlino, abbiamo incontrato Mauro Montanari, titolare di un premio St. Vincent &#8211; per la prima volta dato ad un giornalista italiano all&#8217;estero che non fosse&hellip;\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2336,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8487,29,41,33],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10904"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10904"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10904\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14222,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10904\/revisions\/14222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10904"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10904"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10904"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}