{"id":10779,"date":"2014-06-03T12:53:04","date_gmt":"2014-06-03T10:53:04","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2014\/06\/03\/quale-avvenire-per-leuropa\/"},"modified":"2021-06-14T00:10:41","modified_gmt":"2021-06-13T22:10:41","slug":"quale-avvenire-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2014\/06\/03\/quale-avvenire-per-leuropa\/","title":{"rendered":"Quale avvenire per l\u2019Europa ?"},"content":{"rendered":"<h2 id=\"quale-avvenire-per-leuropa\" style=\"text-align: justify;\"><b>Quale avvenire per l\u2019Europa\u00a0?<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><i>Apr\u00e8s les \u00e9lections europ\u00e9ennes, quelle direction pourrait prendre l\u2019Europe?<\/i><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sera del 2 giugno si \u00e8 tenuto al Cercle Cit\u00e9 di Lussemburgo una tavola rotonda sull\u2019avvenire dell\u2019Europa organizzata congiuntamente dall\u2019Istituto Pierre Werner, dal portale Europaforum.lu e dall\u2019Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo in Lussemburgo.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/europa1.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-7569 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"europa1\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"171\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/europa1.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una settimana dopo le elezioni europee 2014, il dibattito sull\u2019avvenire dell\u2019Europa \u00e8 ancora molto acceso, in particolare qui in Lussemburgo, paese fondatore dell\u2019Europa, fisicamente al centro dell\u2019Unione e patria di uno dei candidati alla presidenza della Commissione, Jean-Claude Juncker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Victor Weitzel,<\/b> responsabile del sito Europaforum.lu, ha moderato l\u2019incontro inizialmente sviluppatosi sulla base delle riflessioni di <b>Yves Bertoncini<\/b>, direttore di \u201c<strong>Notre Europe \u2013 Institut Jacques Delors\u201d<\/strong> e di <b>Frank Priess,<\/b> vice direttore del dipartimento <strong>\u201cCooperazione europea e internazionale\u201d della fondazione Konrad Adenauer<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverse sono state le questioni affrontate: s<strong>ulla base di quali condizioni e compromessi l\u2019Europa sarebbe in grado di rilanciare il suo progetto? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutti gli stati membri sono ancora effettivamente coinvolti nel processo di integrazione? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quali rischi incorre l\u2019Unione visti gli esiti delle ultime elezioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I temi trattati sono stati due in particolare<b>: la nuova composizione del Parlamento Europeo<\/b> e le sue implicazioni e <b>la complessit\u00e0 della scelta del futuro presidente della Commissione. <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il primo punto, Yves Bertoncini ha messo in luce <b>tre tendenze<\/b> determinate dal voto di domenica 25 maggio. In primo luogo,<b> si osserva una vittoria della destra moderata<\/b> <b>(PPE)<\/b> che in ogni caso perde seggi rispetto alle elezioni del 2009; <b>la sinistra moderata<\/b> <b>(S&amp;D)<\/b> <b>si rivela \u201cstagnante\u201d<\/b> e <b>i voti persi dalla destra sono guadagnati dagli euroscettici.<\/b> Le conseguenze politiche sono incerte. Se gli estremisti non rappresentano la maggioranza, questi ultimi possono comunque avere una certa influenza sui partiti di governo per quanto riguarda questioni come la libera circolazione. <strong>Allo stesso tempo, non possiamo considerare gli estremisti come un terzo blocco: estrema destra ed estrema sinistra non siedono insieme, ed anche tra i gruppi della destra estrema sono molte le frammentazioni ideologiche e politiche.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando al secondo argomento, sempre Yves Bertoncini<b> <\/b>ha elencato<b> i criteri <\/b>principali alla base della<b> nomina del Presidente della Commissione:<\/b> <b>il partito di appartenenza, il profilo personale e il paese d\u2019origine.<\/b>\u00a0 Il candidato a tale funzione \u00e8 proposto dalla maggioranza qualificata del Consiglio europeo <b>\u201ctenendo conto dei risultati delle elezioni europee\u201d<\/b> (novit\u00e0 introdotta dal Trattato di Lisbona) e approvato dalla maggioranza dei membri del Parlamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sostiene <strong>Frank Priess,<\/strong> <strong>la nomina del Presidente della Commissione \u00e8 il frutto di un \u201cpacchetto di decisioni\u201d e di riflessioni ben meditate.<\/strong> I principi elencati rappresentano quindi solo una guida ed un punto di partenza, perch\u00e9, se da una parte il Partito popolare europeo ha ottenuto il pi\u00fa gran numero di voti, non si pu\u00f3 sottovalutare l\u2019apporto dei Socialisti e Democratici alla composizione del Parlamento. Da questa riflessione emerge, per esempio, che il primo criterio \u00e8 un elemento fondamentale alla base della scelta ma non \u00e8 strettamente necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, se ancora non \u00e8 possibile definire con certezza il futuro dell\u2019Unione, la partecipazione al voto e le critiche che si nascondono dietro i risultati delle elezioni non possono essere sottovalutate. <strong>Il dibattito resta ancora aperto: c\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00fa Europa o semplicemente di un\u2019Europa pi\u00fa impegnata?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Elisa Pizzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quale avvenire per l\u2019Europa\u00a0? Apr\u00e8s les \u00e9lections europ\u00e9ennes, quelle direction pourrait prendre l\u2019Europe? 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