{"id":10728,"date":"2014-03-31T09:08:19","date_gmt":"2014-03-31T07:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2014\/03\/31\/viviane-reding-ospite-della-camera-di-commercio-italo-lussemburghese-il-discorso\/"},"modified":"2021-06-14T00:07:36","modified_gmt":"2021-06-13T22:07:36","slug":"viviane-reding-ospite-della-camera-di-commercio-italo-lussemburghese-il-discorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2014\/03\/31\/viviane-reding-ospite-della-camera-di-commercio-italo-lussemburghese-il-discorso\/","title":{"rendered":"Viviane Reding ospite della  Camera di Commercio Italo-Lussemburghese. Il discorso."},"content":{"rendered":"<h2 id=\"pubblichiamo-di-seguito-il-discorso-di-viviane-reding-vicepresidente-della-commissione-europea-e-commissario-alla-giustizia-ai-diritti-fondamentali-e-alla-cittadinanza-pronunciato-lo-scors\" style=\"text-align: justify;\" align=\"right\"><strong>Pubblichiamo di seguito il discorso di\u00a0Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea e\u00a0Commissario alla giustizia, ai diritti fondamentali e alla cittadinanza pronunciato lo scorso\u00a024 marzo all&#8217; l\u2019H\u00f4tel Sofitel Luxembourg Europe, ospite della\u00a0\u00a0Camera di Commercio Italo-Lussemburghese in occasione dell&#8217; incontro di Networking<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/viviane.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-6912 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"viviane\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"168\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/viviane.jpg\" ><\/a><\/p>\n<h2 id=\"\" style=\"text-align: justify;\" align=\"right\"><\/h2>\n<p align=\"right\"><b>Lussemburgo, 24 marzo 2014<\/b><\/p>\n<h1 id=\"la-mia-visione-del-futuro-delleuropa\"><b><i>La mia visione del futuro dell\u2019Europa<\/i><\/b><\/h1>\n<p><b>Discorso alla Camera di Commercio Italo-Lussemburghese<\/b><\/p>\n<ol>\n<li><b>A.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Introduzione<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Signor Ambasciatore, Signore, Signori, <i>(Signore e Signori)<\/i>, Cari amici!<\/p>\n<p>Sono molto felice di essere tra voi quest\u2019oggi per parlare del presente e del futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>La Camera di Commercio assicura una sinergia importante tra la forza creativa e produttiva delle imprese italiane da un lato, e le esigenze delle autorit\u00e0 pubbliche e delle entit\u00e0 territoriali dall\u2019altro. Svolgete un ruolo chiave per la promozione della\u00a0 coesione economica, sociale e territoriale, cos\u00ec come per quella della solidariet\u00e0 fra Stati membri. Si tratta di un obiettivo essenziale dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Voi rappresentate l\u2019Europa dinamica, l\u2019Europa delle imprese che agiscono al di l\u00e0 delle frontiere nazionali. I vostri soci capiscono l\u2019importanza di eliminare queste frontiere ed ogni ostacolo inutile al commercio. Sapete approfittare perfettamente dei benefici del mercato interiore, dell\u2019Unione economica e monetaria cos\u00ec come dell\u2019importanza \u2013 anche per la crescita economica \u2013 di uno spazio di libert\u00e0, di sicurezza e di giustizia, senza frontiere interne.<\/p>\n<p>Ma questa Camera di Commercio riflette in particolare la storia ricca e felice delle relazioni tra due Paesi \u2013 permettetemi di dirlo \u00a0\u2013 meravigliosi. Si tratta di relazioni tra un piccolo ed un grande paese membro. E\u2019 un bell\u2019esempio di Europa tale che concepita dai suoi fondatori. Un piccolo ed un grande paese che condividono il privilegio e la responsabilit\u00e0 di essere all\u2019origine del progetto europeo. I grandi hanno bisogno dei piccoli come i piccoli hanno bisogno dei grandi per il funzionamento dell\u2019Unione. E\u2019 il metodo \u201ccomunitario\u201d. E\u2019 il riflesso della solidariet\u00e0 fra stati membri che caratterizza l\u2019Unione.<\/p>\n<p>Recentemente, ho ascoltato con interesse il vostro primo ministro affermare che \u201c<i>bisogna fare dell\u2019Europa il luogo dei cittadini e non dei tecnocrati<\/i>\u201d. Sono d\u2019accordo con lui. Le relazioni bilaterali, siano esse con Berlino o con Parigi, fanno parte della quotidianit\u00e0 della vita politica europea. Ma \u00e8 il metodo comunitario \u2013 la promozione di tale solidariet\u00e0 fra grandi e piccoli \u2013 che rende unico il processo d\u2019integrazione europea. E\u2019 con l\u2019impegno per un dialogo trasparente e aperto, innanzitutto all\u2019interno delle istituzioni europee, che possiamo perseguire l\u2019obiettivo di un\u2019Europa pi\u00f9 democratica e pi\u00f9 vicina ai suoi cittadini.<\/p>\n<p>L\u2019Italia assicurer\u00e0 la presidenza dell\u2019Unione a partire dal 1\u00b0 luglio prossimo. Il Lussemburgo riprender\u00e0 tale compito nel corso del secondo semestre del 2015. Grande o piccolo, questi due paesi assumeranno le stesse responsabilit\u00e0 istituzionali poco dopo le elezioni europee del prossimo mese di maggio.<\/p>\n<p>Domani sar\u00e0 il 25 marzo. Il 25 marzo del 1957, il 25 marzo di 57 anni fa, al Capitolino a Roma, delle personalit\u00e0 come Joseph Bech per il Lussemburgo, Gaetano Martino ed Antonio Segni per l\u2019Italia, hanno firmato il Trattato sulla Comunit\u00e0 Economica Europea. E\u2019 la grande eredit\u00e0 dei padri fondatori dell\u2019Europa come De Gasperi, Adenauer, Schuman e ben altri.<\/p>\n<p>Durante questi 57 anni, noi, Europei, abbiamo realizzato un percorso importante. Abbiamo superato dei momenti difficili e stiamo, attualmente, rispondendo efficacemente alla grande sfida della crisi economica. Ma qual \u00e8 la vocazione dell\u2019Europa in tale contesto? A che punto ci troviamo nel processo di integrazione? Dove dovrebbe condurre il progetto europeo? Si tratta di domande che hanno un enorme impatto su tutti noi e soprattutto sulle generazioni future. Spetta a noi decidere insieme come dovrebbe essere l\u2019Europa di domani.<\/p>\n<p>Signore e Signori, vorrei condividere con voi qualche elemento di riflessione circa le prospettive a breve e lungo termine.<\/p>\n<ol>\n<li><b>B.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Le prospettive a lungo termine<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Qual \u00e8 il futuro dell\u2019Europa a lungo termine? La domanda \u00e8 semplice. Possiamo affrontare le sfide della concorrenza mondiale e della ripresa economica senza progredire nel processo di integrazione europea? Possiamo risollevare tali sfide senza avanzare verso un\u2019Unione politica? La mia risposta \u00e8 semplice: no.<\/p>\n<p>Il solo modo per rimettere l\u2019Europa sulla via della crescita sostenibile \u00e8 un approfondimento del processo di integrazione. L\u2019unione fa la forza. E\u2019 l\u2019insegnamento che ricaviamo da pi\u00f9 di 70 anni di integrazione economica\u00a0 e politica. E\u2019 il corollario di una visione forte e ambiziosa dell\u2019Europa. Ma quest\u2019ultima manca di unanimit\u00e0. La storia dell\u2019integrazione europea mostra anche che non possiamo dare nulla per scontato. Dobbiamo continuare a lavorare con determinazione sul processo e sull\u2019obiettivo dell\u2019integrazione economica e politica dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Nel 1957, l\u2019Italia, il Lussemburgo e gli altri quattro stati fondatori della CEE hanno concretizzato una visione politica chiara: quella di una comunit\u00e0 fondata su di una coesione e una solidariet\u00e0 irreversibili. Questo progetto forte doveva in tutta logica sfociare in una nuova dimensione, ovvero, in una reale integrazione politica.<\/p>\n<p>Attraverso la firma del trattato di Maastricht nel 1993, gli Stati membri si misero finalmente d\u2019accordo circa un\u2019unione monetaria; ma senza unione politica in parallelo. A Maastricht, un altro concetto ha avuto la meglio. Fu creata una Banca centrale europea indipendente, ma senza governo economico europeo. Il presidente della BCE, dotato di poteri importanti, si \u00e8 visto affiancato non da un ministro europeo delle finanze, bens\u00ec da 18 ministri nazionali delle finanze.<\/p>\n<p>E\u2019 un paradosso, ma la creazione dell\u2019Unione monetaria a Maastricht fu anche il riflesso delle idee di coloro che erano fondamentalmente scettici riguardo al trasferimento della sovranit\u00e0 e che volevano mantenere la sovranit\u00e0 nazionale per quanto possibile. Cos\u00ec, la delegazione britannica\u00a0 alle negoziazioni di Maastricht insistette affinch\u00e9 il termine \u201cfederale\u201d sparisse dal progetto del trattato sull\u2019unione politica.<\/p>\n<p>Questa reticenza riguardo ad una vera Unione politica si \u00e8 rinforzata ancor pi\u00f9 quando, nel 2005, il trattato costituzionale europeo \u2013 ultimo tentativo di fare, almeno in parte, dell\u2019Unione europea, nata dal trattato di Maastricht, un\u2019unione politica \u2013 fall\u00ec al momento del referendum in Francia e nei Paesi Bassi, nonostante la ratifica del trattato da parte di 18 Stati.<\/p>\n<p>Anche dopo la ratifica\u00a0 e l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona, le risposte sono normalmente vaghe quando i cittadini domandano al giorno d\u2019oggi quale sar\u00e0 l\u2019avvenire dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>\u201cNoi non vogliamo un Super-Stato\u201d, \u00e8 generalmente la loro prima frase, per la paura di essere fraintesi dai partigiani del <i>sovranismo<\/i> degli Stati.<\/p>\n<p>Constato, tuttavia, che i cittadini criticano sempre di pi\u00f9 la mancanza di chiarezza e non sono convinti. E\u2019 un buon segno. Non bisogna deludere le loro aspettative. Bisogna permettere a tutti di capire perch\u00e9 il processo di integrazione deve condurci ad una Unione politica pi\u00f9 forte e pi\u00f9 vicina ai cittadini europei.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 mi porta a due considerazioni: una di ordine storico e l\u2019altra di ordine pragmatico.<\/p>\n<p>La mia prima considerazione: qual \u00e8 la ragion d\u2019essere di un\u2019Unione politica? Soltanto tenendo presente i motivi storici di un tale obiettivo possiamo comprendere perch\u00e9 non sia possibile farne astrazione.<\/p>\n<p>La seconda: \u00e8 sufficiente guardare ai nostri bisogni reali, oggi, per comprendere come procedere nella costruzione della nostra Unione.<\/p>\n<p><b>B.1 L\u2019Unione politica: la storia ci spiega il perch\u00e9<\/b><\/p>\n<p>Trattandosi del punto di vista storico, torniamo al 19\u00b0 secolo, alle origini stesse del grande Risorgimento italiano che ha portato alla formazione dello Stato italiano, e permettetemi di citare Victor Hugo. Victor Hugo, grande amico del Granducato, araldo del sublime e del bello, ha contribuito al Risorgimento italiano precisando che l\u2019avvenire dello Stato italiano si incorniciava in una \u201cfederazione di nazioni\u00a0 continentali sorelle e regine, ciascuna incoronata dalla libert\u00e0 di tutte, la fratellanza delle patrie nella suprema unit\u00e0, i Popoli Uniti d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Hugo ha incitato gli italiani a non distogliere mai lo sguardo dal loro avvenire che lui stesso considera come \u201cmagnifico\u201d.<\/p>\n<p>Peraltro, nel 1849, al Congresso per la Pace a Parigi, Victor Hugo aveva gi\u00e0 presentato la sua visione della pace e della democrazia. Egli incuse un punto essenziale, profondamente radicato nella storia d\u2019Europa, che caratterizza tuttora ogni dibattito riguardo ad un\u2019integrazione europea pi\u00f9 forte e che personalmente mi sta molto a cuore: le nazioni d\u2019Europa devono fondersi in un\u2019unit\u00e0 superiore, costituire una fratellanza europea, senza perdere i loro tratti distintivi ed il loro glorioso individualismo. \u201cUniti nella diversit\u00e0\u201d. Pi\u00f9 o meno 150 anni fa, Victor Hugo predisse che \u201cverr\u00e0 un giorno in cui non esisteranno pi\u00f9 altri campi di battaglia se non i mercati, che si apriranno al commercio, e gli spiriti, che si apriranno alle idee. Verr\u00e0 un giorno in cui le pallottole e le granate saranno sostituite dal diritto di voto; verr\u00e0 un giorno in cui si vedr\u00e0 come i due grandi gruppi di paesi, gli stati Uniti d\u2019America e gli stati Uniti d\u2019Europa [\u2026], si guarderanno in faccia, si porgeranno la mano attraverso i mari, scambieranno i loro prodotti, il loro commercio, le loro industrie, le loro arti, i loro geni [\u2026]\u201d.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 concepire questa visione soltanto alla luce dei\u00a0 disordini della storia d\u2019Europa del XIX secolo che Victor Hugo visse in prima persona: le guerre, il suo esilio forzato, una profonda aspirazione alla pace e alla democrazia sul continente europeo.<\/p>\n<p>Tale visione pacifista e democratica fin dagli inizi,\u00a0 spiega che l\u2019idea di un\u2019integrazione economica e politica dell\u2019Europa fu lanciata con vigore dopo gli orrori vissuti dall\u2019Europa durante la Prima Guerra Mondiale e, ancor pi\u00f9, dopo la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale sul suolo europeo.<\/p>\n<p>L\u2019unificazione politica riflette l\u2019idea di pace che resta l\u2019obiettivo essenziale del processo di integrazione, cos\u00ec come ricorda l\u2019attribuzione del premio Nobel per la Pace all\u2019Unione Europea. Il nostro continente non deve mai dimenticare le lezioni imparate dalla sua storia cosparsa di atrocit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si tratta di creare un unico Stato o un Super Stato. L\u2019unione politica pu\u00f2 aver luogo sulla base di una struttura federale risultante da una nuova alleanza di Stati e nella quale la diversit\u00e0 dei vari Stati e il loro individualismo sono volontariamente mantenuti, come Victor Hugo sottoline\u00f2 a giusto titolo.<\/p>\n<p>Infine, aspiriamo ad una forma costituzionale democratica e federale paragonabile a quella degli Stati Uniti d\u2019America, ma la concepiamo nel contesto specifico della storia d\u2019Europa, dei nostri valori e della diversit\u00e0 del nostro continente.<\/p>\n<p>Possiamo trarre ispirazione dal sistema costituzionale degli Stati Uniti d\u2019America e, in particolare, dal sistema bicamerale. Tuttavia, dobbiamo anche tenere a mente che in Europa, in virt\u00f9 della nostra storia, abbiamo una concezione dei valori e dei diritti fondamentali spesso diversa rispetto a quella degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Naturalmente, non saremo in grado di realizzare un\u2019unione politica \u2013 una federazione di Stati \u2013 dall\u2019oggi al domani. Avremo certamente bisogno di nuovi trattati. Dovremo considerare ugualmente\u00a0 se tutti gli Stati membri dell\u2019Unione Europea o solo gli Stati della zona euro si impegneranno per l\u2019avvenire federale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><b>B.2. L\u2019Unione politica: \u00e8 oggi una necessit\u00e0 oggettiva<\/b><\/p>\n<p>Arrivo cos\u00ec alla seconda domanda: perch\u00e9 necessitiamo di una maggiore integrazione politica in questo momento? E\u2019 sufficiente guardare le nostre sfide comuni e i nostri mezzi per rispondere.<\/p>\n<p>Altiero Spinelli, parlando del grande progetto europeo, disse che <i>\u201cla grandezza e l\u2019importanza di un\u2019idea sono dimostrate dalla sua capacit\u00e0 di risorgere dalle proprie sconfitte\u201d [\u201cil valore di un\u2019idea, prima ancora che dal suo successo finale, \u00e8 dimostrato dalla sua capacit\u00e0 di risorgere dalle sconfitte\u201d]. \u00a0<\/i>Oggi, l\u2019accelerazione del processo di integrazione politica \u00e8 ancora all\u2019ordine del giorno. Il motivo principale, innanzitutto, \u00e8 dato dalla crisi economica e finanziaria da cui stiamo uscendo. Le crisi hanno sempre permesso all\u2019Europa di trovare la forza necessaria per nuovi slanci d\u2019integrazione. E\u2019 ancora il caso al giorno d\u2019oggi. La crisi ha gi\u00e0 messo in evidenza che l\u2019architettura asimmetrica dell\u2019unione monetaria, che risulta da Maastricht, non \u00e8 efficiente. E che un\u2019Europa rinvigorita \u00e8 la sola risposta credibile.<\/p>\n<p>A Maastricht, ci fecero credere che avremmo potuto instaurare irreversibilmente un\u2019unione monetaria e una nuova valuta internazionale senza creare in parallelo un\u2019unione politica forte, implicando una coordinazione approfondita delle politiche economiche e fiscali degli Stati membri. Fu una debolezza, ed oggi stiamo correggendo tale debolezza per continuare a vivere in un\u2019Europa stabile e prospera. Nel 2010, \u00e8 iniziato un processo che sta trasformando le fondamenta stesse dell\u2019unione monetaria europea.<\/p>\n<p>Una delle pi\u00f9 grandi lezioni che ci vengono dalla crisi \u00e8 che le decisioni economiche e fiscali di uno Stato membro hanno delle conseguenze pesanti per gli altri paesi d\u2019Europa. E\u2019 su questa base che la Commissione lavora con gli Stati membri al fine di fornire loro raccomandazioni sui bilanci nazionali. Questa cooperazione, che sarebbe stata impensabile cinque anni fa, \u00e8 divenuta indispensabile. E lo sar\u00e0 per il futuro.<\/p>\n<p>Un\u2019altra lezione importante della crisi \u00e8 che una supervisione nazionale delle banche non \u00e8 sufficiente. Abbiamo visto le conseguenze di una supervisione puramente nazionale durante la crisi. In diversi casi, le autorit\u00e0 non hanno reagito in tempo e le banche sono crollate. I contribuenti hanno pagato il prezzo.<\/p>\n<p>E\u2019 il motivo per cui diamo origine all\u2019Unione bancaria. Per proteggere i contribuenti del futuro.<\/p>\n<p>Se le operazioni delle banche sono europee, anche la loro supervisione ed i meccanismi di salvataggio devono esserlo. Il Meccanismo di Sorveglianza Unica assicurer\u00e0 una supervisione europea ai paesi che vi partecipano. Settimana scorsa, la proposta della Commissione circa il meccanismo di risoluzione unica delle banche in crisi \u00e8 stato oggetto di un importante accordo politico fra il Parlamento Europeo e il Consiglio. E\u2019 un passo da giganti verso l\u2019unione bancaria.<\/p>\n<p>La cooperazione riguardo ai bilanci nazionali e all\u2019Unione bancaria, dove l\u2019Europa mostra il suo valore aggiunto sono due esempi di un approccio che mancava cinque anni fa e che impedir\u00e0 le crisi in futuro.<\/p>\n<p>Ma abbiamo bisogno di una <i>governance <\/i>Europea che rifletta meglio il grado di integrazione ottenuto in questi settori: necessitiamo di un\u2019Unione politica e pi\u00f9 vicina ai cittadini.<\/p>\n<p>Questo processo comporta delle opportunit\u00e0, ma anche dei rischi. Offre l\u2019occasione di recuperare ci\u00f2 che \u00e8 stato omesso a Maastricht nel 1991, ovvero di completare l\u2019unione imperfetta attraverso un\u2019unione politica. Allo stesso tempo, ci\u00f2 conduce al rischio di limitarci di nuovo a qualche riforma delle politiche economiche e fiscali, (e ci\u00f2) a discapito dell\u2019obiettivo globale, ossia di un\u2019unione politica democratica, forte e convincente. Di questi giorni, si osservano a tal proposito, in qualche capitale, delle tendenze che mi sembrano preoccupanti.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni, sono stati forniti degli sforzi importanti per stabilizzare la nostra unione monetaria. Il nuovo Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 (MES), in grado di sbloccare fino a 500 miliardi di euro per stabilizzare gli Stati della zona euro se necessario, \u00e8 un risultato storico. Ci\u00f2 vale ugualmente per il patto fiscale europeo su cui si basa l\u2019impegno preso da 25 Stati europei di assicurare una finanza pubblica stabile e di introdurre un freno all\u2019indebitamento nazionale. Gli interventi della Banca Centrale Europea sono ugualmente di un\u2019importanza inestimabile per la stabilit\u00e0 della nostra valuta europea. Ma siamo onesti. Tutte queste misure sono, senza alcun dubbio, importanti. Permettono di prendere tempo, ma, certamente, non di stabilizzare durevolmente la costruzione effettuata dal trattato di Maastricht.<\/p>\n<p>Per fronteggiare la crisi si necessitava di un intervento rapido, non vi era alcun\u2019altra soluzione. Tuttavia, da un punto di vista democratico, questa situazione non pu\u00f2 e non deve essere una soluzione durevole. In questo contesto, si tratter\u00e0 ormai di prendere delle decisioni fondamentali a livello europeo nei diversi Stati della zona euro. Decisioni di questo calibro necessitano di un controllo democratico efficace e quotidiano. Sono convinta che questo controllo non sia possibile nel quadro di riunioni intergovernative di ministri e di segretari di stato dei diversi paesi sorvegliati individualmente da 18 parlamenti nazionali. Decisioni di questo tipo prese a livello europeo necessitano di un controllo democratico che si svolga allo stesso modo a livello europeo e che sia uguale per tutti. E\u2019 l\u2019importanza del metodo comunitario di cui vi ho parlato all\u2019inizio del mio\u00a0 discorso. E\u2019 il motivo per cui difendo l\u2019incorporazione a medio termine del patto fiscale e del Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 all\u2019interno dei trattati europei al fine di sottoporre tali strumenti al controllo del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 impone delle riforme dell\u2019Unione Europea che vanno largamente al di l\u00e0 del funzionamento dell\u2019Unione monetaria. E\u2019 necessario un approfondimento delle basi politiche e democratiche dell\u2019Unione Europea attuale.<\/p>\n<p>Bisogna ridurre la distanza tra il cittadino europeo e le istituzioni europee. Pu\u00f2 darsi che un giorno, bisogner\u00e0 anche che il presidente della Commissione europea sia eletto a suffragio universale diretto. Gli eventi ci dimostrano che un\u2019evoluzione \u00e8 in corso.<\/p>\n<p>In questo contesto, la Commissione ha adottato delle raccomandazioni al fine che i partiti politici, in vista delle elezioni europee, si impegnino a nominare un candidato per il posto di presidente della Commissione Europea. Avete visto i risultati. Inoltre, secondo le nuove regole introdotte dal Trattato di Lisbona, in vista della designazione del nuovo presidente, il Consiglio Europeo dovr\u00e0 proporre un candidato al Parlamento \u201ctenendo conto delle elezioni del Parlamento Europeo\u201d; e tale candidato dovr\u00e0 essere eletto dal Parlamento a maggioranza qualificata.<\/p>\n<p>Ritengo che dobbiamo essere ambiziosi se non vogliamo ripetere gli errori di Maastricht. Abbiamo bisogno di una visione chiara e ambiziosa per l\u2019avvenire del nostro continente, per un\u2019Europa forte e democratica che \u00e8 molto pi\u00f9 di un grande mercato e di una moneta stabile.<\/p>\n<ol>\n<li><b>C.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Una prospettiva per il breve periodo: proteggere e mettere in atto i risultati ottenuti<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>La sfida non \u00e8 soltanto quella di seguire il grande progetto di un\u2019unione politica, economica e monetaria, di una federazione di Stati fondata su principi democratici pi\u00f9 solidi e sulla vicinanza del cittadino alle istituzioni europee. Siamo concreti come voi lo siete ogni giorno nelle vostre attivit\u00e0. La sfida, qui ed ora, \u00e8 anche quella di proteggere e mettere in atto, negli Stati membri, i risultati che abbiamo gi\u00e0 ottenuto. Se vogliamo progredire, dobbiamo innanzitutto essere sicuri di non perdere ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato realizzato. Dobbiamo quindi continuare\u00a0 a lavorare, istituzioni europee ed autorit\u00e0 nazionali, per proteggere e approfittare appieno dei risultati. E per questo, conto anche su di voi. Vorrei citare degli esempi che vi riguardano direttamente.<\/p>\n<p>Nessuno \u00e8 pi\u00f9 in grado di voi di comprendere l\u2019importanza del mercato interiore per la crescita economica. La libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone, la libera prestazione dei servizi e la libert\u00e0 di stabilimento sono al centro di ogni attivit\u00e0 delle imprese che vogliono, a giusto titolo, svilupparsi al di l\u00e0 delle frontiere nazionali. Non possiamo quindi tollerare i tentativi populisti di reinstaurare ogni qualsiasi barriera ingiustificata tra le frontiere interne all\u2019Europa. Dobbiamo proteggere i risultati acquisiti nel corso degli anni al prezzo di grandi sforzi. Voi ne siete testimoni. Questa Camera di Commercio \u00e8 stata fondata nel 1992, al momento in cui la Commissione Europea realizzava le fondamenta del mercato interiore. Voi ne siete gli attori.<\/p>\n<p>Ma oggi, l\u2019Europa non si limita a proteggere tali libert\u00e0. Prendiamo l\u2019esempio delle Piccole e Medie imprese (PMI). La Commissione si \u00e8 impegnata al fine di creare un ambiente favorevole per le PMI. In effetti, sono le PMI che creano il lavoro in Europa. E\u2019 per questo motivo che la Commissione concentra i suoi sforzi sulla riduzione degli ostacoli alle loro attivit\u00e0, per consentire \u00a0il loro accesso ai finanziamenti e ai mercati e per promuovere lo spirito imprenditoriale. Nel contesto del bilancio dell\u2019Unione per il 2014-2020, due programmi importanti sono stati stabiliti: COSME per promuovere la competitivit\u00e0 delle PMI, con un fondo di 2.3 miliardi di euro; e Horizon 2020 per promuovere la ricerca e l\u2019innovazione, con un fondo di 8.6 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Trattandosi della facilitazione del credito, il Programma per eccellenza sulla competitivit\u00e0 e l\u2019innovazione ha permesso di mobilizzare gi\u00e0 15 miliardi di euro in crediti\u00a0 e 2.4 miliardi di euro in capitale di rischio, a favore di oltre 275.000 PMI. Inoltre, finanziamenti per 4.5 miliardi di euro sono stati sborsati nel contesto dei fondi strutturali.<\/p>\n<p>Tali strumenti devono essere avviati concretamente con l\u2019aiuto essenziale degli Stati membri e delle autorit\u00e0 competenti per la gestione dei programmi a livello nazionale.<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di Commissario alla giustizia, ho utilizzato la giurisprudenza per facilitare la vita delle imprese e mettere la giustizia a servizio della crescita.<\/p>\n<p>Non abbiamo tempo di andare nei dettagli. Cito qualche esempio:<\/p>\n<p>Per le vostre attivit\u00e0 commerciali transfrontaliere, dovete poter contare su sistemi giuridici performanti che siano in grado di proteggere i vostri diritti e i vostri interessi e di semplificare le vostre transazioni. Il \u201cEU Justice Scoreboard\u201d, di cui la Commissione ha appena adottato l\u2019edizione 2014, fornisce un cenno alla qualit\u00e0, all\u2019indipendenza e all\u2019efficacia dei sistemi giuridici nazionali.<\/p>\n<p>Anche l\u2019armonizzazione europea in materia di insolvenza \u00e8 cruciale per sostenere la crescita. Oggi, circa il 25% dei fallimenti ha un carattere transfrontaliero. Nel 2012, ho presentato una proposta di regolamento per modernizzare le regole del diritto europeo in materia, ovvero le regole di competenza legale, sulla legge applicabile e la riconoscenza reciproca delle sentenze in caso di insolvenza transfrontaliera.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, sulla base della mia proposta, la Commissione ha adottato una raccomandazione per gli Stati membri che richiede di assicurare che le imprese in difficolt\u00e0 abbiano l\u2019inquadramento giuridico necessario indipendentemente dal luogo dell\u2019Unione in cui svolgono le attivit\u00e0, per ristrutturarsi al fine di evitare la loro insolvenza.<\/p>\n<p>Una tale ristrutturazione aiuter\u00e0 a salvare le imprese redditizie e l\u2019impiego; i creditori potranno, dal canto loro, recuperare una proporzione dei loro investimenti che sar\u00e0 maggiore rispetto al caso di fallimento del loro debitore; le imprese in difficolt\u00e0 avranno un accesso pi\u00f9 facile a delle fonti di rifinanziamento per rivitalizzare la loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La raccomandazione invita anche gli Stati membri ad introdurre il quadro giuridico per la remissione del debito degli imprenditori al pi\u00f9 tardi tre anni dopo il fallimento. In questo modo, gli imprenditori onesti dovrebbero ottenere rapidamente una seconda possibilit\u00e0 siccome \u00e8 dimostrato che hanno pi\u00f9 successo la seconda volta.<\/p>\n<p>Ho dunque iniziato un processo di avvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di insolvenza che mira a cambiare profondamente la cultura imprenditoriale in Europa.<\/p>\n<p>In questo momento, altre importanti proposte per la vita dei cittadini come delle imprese, sono davanti al legislatore e si attende la loro adozione, dopo le elezioni, con il nuovo Parlamento europeo. Attiro la vostra attenzione sulla riforma della protezione dei dati, sul nuovo strumento relativo ad un diritto comune europeo delle vendite, cos\u00ec come sul nuovo sistema europeo di sequestro conservativo sui conti bancari all\u2019estero che mira a proteggere i ceditori che non riescono a recuperare i loro crediti nelle relazioni transfrontaliere.<\/p>\n<p>Quando saranno in vigore, questi strumenti faciliteranno le vostre attivit\u00e0 transfrontaliere. Vi invito a prenderne conoscenza e a controllare con noi che gli Stati membri le mettano in pratica e ne assicurino l\u2019effetto utile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><b>D.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>Conclusione<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Cari amici,<\/p>\n<p>l\u2019artista, l\u2019inventore, direi anche l\u2019imprenditore italiano ed europeo, Leonardo Da Vinci, ha parlato dell\u2019\u201durgenza di fare\u201d \u2013 \u201cl\u2019urgence de faire\u201d. Secondo lui, \u201c<i>sapere non \u00e8 sufficiente, dobbiamo applicare. Essere pronti non \u00e8 sufficiente, dobbiamo fare<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Il Sig. Da Vinci ha ragione: \u201cdobbiamo fare\u201d.<\/p>\n<p>Insieme, dobbiamo costruire l\u2019unione politica di domani su degli ideali di pace e di democrazia. Dobbiamo anche essere pragmatici e capire, insieme, il valore aggiunto dell\u2019Unione Europea di oggi.<\/p>\n<p>In questo contesto, seguo con interesse le riforme che l\u2019Italia si appresta a lanciare. L\u2019Italia \u00e8 uno dei paesi fondatori dell\u2019Unione. Come Victor Hugo affermava gi\u00e0 prima dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, l\u2019Europa \u00e8 il presente e l\u2019avvenire del popolo italiano; \u00e8 una grande opportunit\u00e0 per l\u2019Italia e nessuno mette in dubbio che l\u2019Italia e il suo popolo sono una delle grandi ricchezze dell\u2019Europa. Il termine \u201cfuturo\u201d nel programma di questi eventi, \u00e8 al singolare e non al plurale. Vi \u00e8 un solo futuro. Il futuro dell\u2019Italia \u00e8 il futuro dell\u2019Europa. E il futuro dell\u2019Europa \u00e8 anche il futuro dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Conserviamo lo spirito del metodo comunitario: i cambiamenti di un paese grande come di uno piccolo, sono i cambiamenti dell\u2019Unione, cos\u00ec come l\u2019Unione cambia ineluttabilmente ogni paese che ne \u00e8 parte. L\u2019Europa siamo \u201cnoi\u201d, Stati membri ed istituzioni Europee. L\u2019Europa non \u00e8 \u201cvoi, l\u2019Unione\u201d e \u201cnoi, gli Stati membri\u201d.<\/p>\n<p>Non basta essere a favore dell\u2019Europa. Oggi, noi, Camera di Commercio e i suoi soci, l\u2019Italia, il Lussemburgo, dobbiamo essere l\u2019Europa e i cittadini d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Vi ringrazio.<\/p>\n<p><b>Viviane Reding, Vicepresidente<\/b><\/p>\n<p>Commissario alla giustizia, ai diritti fondamentali e alla cittadinanza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>(traduzione Elisa Pizzi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblichiamo di seguito il discorso di\u00a0Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea e\u00a0Commissario alla giustizia, ai diritti fondamentali e alla cittadinanza pronunciato lo scorso\u00a024 marzo all&#8217; l\u2019H\u00f4tel Sofitel Luxembourg Europe, ospite della\u00a0\u00a0Camera di Commercio Italo-Lussemburghese in occasione dell&#8217; incontro di Networking&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1929,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8487,29,7649],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10728"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10728"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14053,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10728\/revisions\/14053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}