{"id":10635,"date":"2013-10-29T08:31:48","date_gmt":"2013-10-29T07:31:48","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2013\/10\/29\/femminicidio-se-ne-parlato-al-citim\/"},"modified":"2021-06-14T00:01:50","modified_gmt":"2021-06-13T22:01:50","slug":"femminicidio-se-ne-parlato-al-citim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2013\/10\/29\/femminicidio-se-ne-parlato-al-citim\/","title":{"rendered":"Femminicidio: se n&#8217;\u00e8 parlato al CITIM"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><i>\u201cCorps de femme \u2013 Danger de mort<\/i>\u201d: il femminicidio, l\u2019uccisione di una donna perch\u00e9 donna, \u00e8 la forma estrema della violenza di genere, della violazione dei diritti umani delle donne, e rappresenta il problema numero uno in materia di diritti umani in Messico. Se ne \u00e8 parlato al <i>Centre d\u2019Information Tiers Monde (CITIM)<\/i>, il 7 ottobre scorso, con Alfredo Limas, professore universitario e codirettore dell\u2019Osservatorio della violenza sociale e di genere di Ciudad Ju\u00e1rez ed Eva Arce, madre di Silvia Arce, scomparsa nel 1998.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/femminicidio.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-full wp-image-5805 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"femminicidio\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"260\"  height=\"194\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/femminicidio.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><b>Ciudad Ju\u00e1rez<\/b>, citt\u00e0 messicana al confine con gli Stati Uniti, \u00e8 ormai tristemente associata al termine femminicidio, in seguito ai casi di scomparse e brutali assassinii di donne iniziati nel 1992. Fino agli anni \u201960 un polo d\u2019attrazione e citt\u00e0 emblema delle \u201cmaquiladoras\u201d, stabilimenti di industrie multinazionali, a partire dagli anni \u201970 la citt\u00e0 attira una migrazione massiccia di giovani donne alla ricerca di lavoro per una bassa retribuzione.<\/p>\n<p>In un contesto socio-economico di degrado e di forti disuguaglianze, nel 1992 inizia la serie impressionante di scomparse di giovani donne, per la maggior parte operaie nelle \u201cmaquiladoras\u201d, di cui si perdono le tracce in pieno giorno, nella citt\u00e0, durante il tragitto verso casa, la scuola o il lavoro, durante normali attivit\u00e0 della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Nel 1993 \u00e8 scoperto il primo cimitero clandestino, con i cadaveri di otto donne che riportano segni di tortura, violenze sessuali e strangolamento, nel 1996 un secondo cimitero alla frontiera con il Nuovo Messico. Si tratta di crimini a carattere sessuale che rivelano torture e atti di estrema crudelt\u00e0. I corpi ritrovati sono quelli di alcune giovani \u2013 di et\u00e0 compresa tra 11 e 28 anni &#8211; la cui scomparsa era stata invano denunciata dalle famiglie.<\/p>\n<p>Alfredo Limas definisce i fatti di Ciudad Ju\u00e1rez come il risultato della presenza di un gruppo di criminali in un contesto di connivenza, corruzione e impunit\u00e0 generalizzata. Fin dall\u2019inizio le famiglie che denunciano le scomparse si scontrano con l\u2019indifferenza e l\u2019inefficienza, o addirittura con atteggiamenti vessatori, pressioni e minacce da parte delle autorit\u00e0 e della polizia. La stampa rilancia insinuazioni su una presunta doppia vita delle donne scomparse, mettendone in dubbio la dignit\u00e0 e la reputazione. Una rete di complicit\u00e0 tra politica, forze dell\u2019ordine corrotte e criminalit\u00e0 organizzata, e la cultura sessista dominante, ostacolano per molti anni la ricerca di verit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n<p>Le indagini del governo messicano sono frettolose e poco obiettive, si fabbricano colpevoli per archiviare i casi. Le famiglie, le attiviste femministe, le organizzazioni della societ\u00e0 civile non credono ai risultati ufficiali e si mobilitano per indagare, cercare testimoni, scoprendo gravi irregolarit\u00e0 nelle indagini e nei processi. Alla fine degli anni \u201890 le autorit\u00e0 vogliono archiviare il dossier femminicidio con la cattura di cosiddetti responsabili, ma nel novembre 2001 \u00e8 scoperto un nuovo cimitero.<\/p>\n<p>La mobilitazione delle famiglie, delle associazioni e dei movimenti per i diritti umani si intensifica e richiama l\u2019attenzione internazionale: dei misteriosi assassinii di Ciudad Ju\u00e1rez parla la stampa estera, se ne occupano il Parlamento Europeo, le Nazioni Unite, Amnesty International, il discorso si sposta sul piano dei diritti umani.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>La sentenza \u201cCampo Algodonero\u201d : <\/b>Alfredo Limas sottolinea la svolta rappresentata dalla sentenza del Tribunale interamericano per i diritti umani del 10 dicembre 2009, sull\u2019uccisione di tre giovani donne ritrovate in un campo di cotone nei pressi di Ciudad Ju\u00e1rez. Il tribunale afferma che i casi specifici delle tre ragazze sono emblematici di una situazione pi\u00f9 generale, e che la violenza subita dagli anni Novanta dalle donne di Ciudad Ju\u00e1rez costituisce una violazione strutturale dei loro diritti umani sulla base del genere. I<strong>n questa storica sentenza il Messico \u00e8 condannato per non aver saputo garantire e proteggere i diritti umani fondamentali delle donne uccise e delle loro famiglie, e per averle discriminate in quanto donne. E\u2019 la prima volta che una sentenza riconosce un\u2019identit\u00e0 giuridica al concetto di femminicidio.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/donne-uccise.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-5808 aligncenter pk-lazyload\"  alt=\"donne-uccise\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  width=\"300\"  height=\"175\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/donne-uccise.jpg\" ><\/a><\/p>\n<h2 id=\"ni-una-muerta-mas\" style=\"text-align: center;\"><b>&#8220;Ni una muerta m\u00e1s&#8221;<\/b><\/h2>\n<p>Le donne, le attiviste, le associazioni sono state il motore del movimento che ha permesso di continuare a cercare la verit\u00e0 nel corso degli anni. Le famiglie si battono con forza e dignit\u00e0 per trovare i colpevoli e ottenere giustizia, e per mettere fine all\u2019impunit\u00e0 dei funzionari negligenti e corrotti. Memoriali delle famiglie, quadri rosa con una croce nera sorgono dappertutto nella citt\u00e0 e nelle campagne per ricordare le vittime del femminicidio, marce di protesta sono organizzate a Ciudad Ju\u00e1rez e nella capitale messicana con foto delle vittime, croci rosa con le foto e i nomi delle donne scomparse o uccise, per non dimenticare e perch\u00e9 questi fatti non si ripetano.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Eva ARCE, la cui figlia Silvia scomparsa nel 1998 non \u00e8 stata mai ritrovata, ha portato la sua testimonianza a nome della lotta delle madri e delle famiglie per giustizia e verit\u00e0.<\/strong> Racconta le reazioni di scherno, le minacce subite, le insinuazioni sulla figlia, l\u2019incapacit\u00e0 e la complicit\u00e0 delle forze dell&#8217;ordine. Grazie a donne come Do\u00f1a Eva l&#8217;attenzione \u00e8 rimasta e rimane alta. Particolarmente toccante \u00e8 il racconto con cui Do\u00f1a Eva ricorda la figlia, rievocandone la semplicit\u00e0 e bellezza degli atti della vita quotidiana, il canto, il sorriso, le consuetudini familiari. Come molte altre madri che scelgono di ricordare le figlie tramite l\u2019arte, il canto, il teatro, Do\u00f1a Eva legge, con voce carica di emozione, una delle poesie scritte per la figlia. Con femezza Do\u00f1a Eva ripete che non si far\u00e0 fermare, che andr\u00e0 avanti nella sua ricerca di verit\u00e0, per la figlia e per tutte le altre ragazze vittime dello stesso destino.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esempio del Messico si \u00e8 esteso agli altri Stati latinoamericani. Definire femminicidio gli atti estremi di violenza di genere ha determinato una maggiore consapevolezza nella societ\u00e0 civile e nelle istituzioni sulla natura di questi crimini. Il reato di femminicidio \u00e8 stato inserito in molti codici penali in America Latina.<\/strong><\/p>\n<p>Se ancora troppe sono le ombre e le omissioni colpevoli sui crimini di Ciudad Juarez, rimasti per la maggior parte impuniti, l\u2019unica risposta \u00e8 mantenere alta l\u2019attenzione internazionale, informare l\u2019opinione pubblica, esercitare pressioni, raccogliendo documentazione e statistiche, come fa l\u2019Osservatorio diretto da Alfredo Limas, e mettere lo stato di fronte alle sue responsabilit\u00e0 nel momento in cui non \u00e8 in grado di garantire il diritto delle donne alla loro integrit\u00e0 fisica e psichica e a vivere con sicurezza e dignit\u00e0 nella propria comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Brignone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cCorps de femme \u2013 Danger de mort\u201d: il femminicidio, l\u2019uccisione di una donna perch\u00e9 donna, \u00e8 la forma estrema della violenza di genere, della violazione dei diritti umani delle donne, e rappresenta il problema numero uno in materia di diritti&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1707,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[7648,8487,29],"tags":[2581,2582,2583,2584,2585,2586,2587,2588,2589,2590],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10635"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13962,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10635\/revisions\/13962"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}