{"id":10464,"date":"2012-12-11T09:14:30","date_gmt":"2012-12-11T08:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2012\/12\/11\/toni-negri-a-bruxelles\/"},"modified":"2021-06-13T23:50:58","modified_gmt":"2021-06-13T21:50:58","slug":"toni-negri-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2012\/12\/11\/toni-negri-a-bruxelles\/","title":{"rendered":"Toni Negri a Bruxelles"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lo scorso gioved\u00ec 29 novembre a Bruxelles, presso lo spazio Ihecs,\u00a0<em>Pr\u00e9sence<\/em> e <em>Action Culturelles<\/em>\u00a0in collaborazione con la rivista \u00a0<em>Philosophie Magazine<\/em>, hanno organizzato un incontro con Toni Negri nell&#8217;ambito delle\u00a0<em>Conf\u00e9rence PhilO,<\/em>\u00a0la filosofia nell&#8217;ambito cittadino. Ha partecipato il nostro collaboratore Mauro Pizziolo che ci riporta le sue riflessioni.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un pubblico di lettori italiani, il nome di <strong>Toni Negri<\/strong> \u00e8 irrimediabilmente legato ad una fase storica ancora per molti versi oscura del Belpaese: quella degli anni di piombo, quando nelle piazze, nelle universit\u00e0, negli uffici e nelle fabbriche della penisola si produceva lo scontro, feroce, fra lo Stato e una molteplicit\u00e0 di forze sulle quali lo Stato era chiamato ad affermarsi. Un\u2019eterogeneit\u00e0 di forze e poteri che rivendicavano a s\u00e8, manifestamente o in maniera occulta, ideologicamente o meno, con interessi e strategie pi\u00f9 o meno esplicite, un ruolo nella definizione delle forme del potere centrale e in senso lato sui destini e sulla vita del paese, sulla sua politica, sulla sua economia, sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/philonegri.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-medium wp-image-4054 aligncenter pk-lazyload\"  title=\"philonegri\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/philonegri.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Degli scontri di piazza, delle bombe, delle stragi, degli attentati, dei morti di quegli anni, riaffiorano immagini drammatiche, vivide, ma che come tessere di un mosaico mal riuscito non rendono un\u2019altrettanto chiara visione d\u2019insieme di quanto avvenuto. Se il \u201868 fu per molte societ\u00e0 occidentali l\u2019anno di numerose rivoluzioni culturali e politiche, esso inaugur\u00f2 in Italia quella che potremmo chiamare una \u201cpiccola guerra civile\u201d che si \u00e8 allungata sul decennio successivo e che, come un calderone, continua ancora oggi a produrre di s\u00e8 rappresentazioni, interpretazioni, verit\u00e0 parziali, a cui di volta in volta si aggiungono tasselli. <strong>Certo \u00e8 che se di piccola guerra civile possiamo parlare, vero \u00e8 che ai pi\u00f9, in Italia, in questi anni, essa \u00e8 stata raccontata dai vincitori secondo una \u201cverit\u00e0 di Stato\u201d, necessaria per la legittimazione della sua classe politica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Docente di Filosofia Politica all\u2019Universit\u00e0 di Padova,<\/strong> in quegli anni Negri orienta la sua ricerca intorno alla <strong>\u201cforma Stato\u201d<\/strong> secondo un prospettiva d\u2019analisi marxista, quella degli operaisti, che vedeva lo sviluppo economico capitalistico subordinato alle lotte operaie, da cui quindi far seguire la comprensione dei meccanismi di riproduzione sociale. Da qui, la necessit\u00e0 di porre al centro dell\u2019esegesi della societ\u00e0 moderna il lavoro e la sua trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019automazione sempre pi\u00f9 pervasiva delle fabbriche, che nasce come un effetto delle rivendicazioni sindacali, cambia in quegli anni la natura stessa del lavoro: il plusvalore economico non \u00e8 pi\u00f9 soltanto prodotto del lavoro materiale, ma risulta in maniera sempre pi\u00f9 determinante dai processi comunicativi e sociali in cui circolano i beni di consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il passaggio dall\u2019operaio massa all\u2019operaio sociale, dove la societ\u00e0 nella sua totalit\u00e0 e la vita stessa sono inserite nei circuiti di valorizzazione economica: non pi\u00f9 \u201cpolitica\u201d dunque, ma biopolitica, perch\u00e8 non esiste pi\u00f9 separazione fra il politico e l\u2019economico nella fabbrica-societ\u00e0, appunto. In essa non si muovono pi\u00f9 soltanto oggetti prodotti per soggetti (storici), ma anche soggetti, soggettivit\u00e0, \u201cprodotte\u201d per oggetti. <strong>Nell\u2019analisi negriana, la fabbrica-societ\u00e0 produce soggettivit\u00e0 e moltitudini a ritmi che le forme tradizionali di governo o le istituzioni statali non possono pi\u00f9 captare, fissare. Queste trasformazioni in un certo senso, segnano la crisi della democrazia rappresentativa, la pongono fuori tempo, la rendono obsoleta. Posizioni, queste, che lo Stato e gli apparati di governo, PCI in primis, non perdonarono certo al Professore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Toni Negri dunque, \u201ccattivo maestro\u201d in Italia e acclamato intellettuale all\u2019estero, intensifica negli anni del carcere lo studio di Spinoza, che gli offre una diversa prospettiva per l\u2019osservazione dei cambiamenti contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 nella tradizionale opposizione hobbesiana fra <em>ius naturalismo<\/em> e <em>ius positivismo<\/em> o fra \u201cprivato e pubblico\u201d che pu\u00f2 inquadrarsi una forma di governo pienamente democratica e partecipativa, bens\u00ec \u00e8 alla luce della naturale tendenza dell\u2019uomo a \u201cmettersi insieme\u201d, condividere, a mettere in comune i propri bisogni, che potremmo leggere una diversa storia delle istituzioni. Un\u2019istanza, questa, che consente una visione dinamica del processo storico, in cui il potere costituente della moltitudine e del comune giocano il ruolo di primo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni della \u201cfuga dallo Stato\u201d a Parigi, Negri frequenta l\u2019ambiente intellettuale parigino\u00a0<strong>Foucault, Deleuze, Guattari,<\/strong> nel cui pensiero ibrida le proprie intuizioni fino a mettere a punto una ghiera interpretativa capace di cogliere le trasformazioni in seno alla societ\u00e0 globalizzata, dove i confini geografici e politici dello Stato-nazione sono sempre pi\u00f9 porosi, dove il lavoro umano \u00e8 divenuto immateriale e cognitivo in misura sempre crescente e dove i livelli di cooperazione economica si intensificano, forti della velocit\u00e0 su cui viaggia la comunicazione su internet, priva di frontiere nazionali nell\u2019economia-mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne nasce una trilogia di riferimento per tutto il pensiero critico mondiale: \u201c<strong>Impero\u201d, \u201cMoltitudine\u201d e \u201cComune\u201d,<\/strong> imperniata sulle domande di una vita intera: <strong>com\u2019\u00e8 possibile organizzare una societ\u00e0 realmente libera? Come ci si pu\u00f2 governare attraverso processi partecipativi, senza pi\u00f9 \u201cmaestri\u201d o rappresentanti? Come possiamo inventare il Bene Comune? Com\u2019\u00e8 possibile, d\u2019altra parte, parlare ancora di propriet\u00e0 privata senza cogliere che essa stessa, in fondo, \u00e8 una relazione all\u2019interno di una spazio collettivo, moltitudinario?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da queste suggestioni <strong>Negri e Hardt<\/strong> arrivano a opporre il concetto di moltitudine, cos\u00ec come insieme di soggettivit\u00e0 che scaturiscono dal processo di riproduzione sociale, a quello di popolo e massa come referente dello Stato-nazione. Una prospettiva che taglia trasversalmente i discorsi sull\u2019immigrazione e sull\u2019identit\u00e0 nazionale, che risulta quindi un\u2019entit\u00e0 tendenziale, parziale, storicamente situata in una fase dello sviluppo capitalistico come dispositivo di controllo: cittadini come proprietari o consumatori e Stato- nazione come prodotto dell\u2019organizzazione, capitalistica, del lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dentro.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"size-full wp-image-4055 aligncenter pk-lazyload\"  title=\"dentro\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dentro.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, parlare di Toni Negri ad un pubblico di lettori italiani rimane un\u2019impresa controversa, dove le vicende biografiche dell\u2019uomo si confondono con le vicende storiche dello Stato Italiano e con le intuizioni filosofiche e politiche dell\u2019intellettuale. Ma di ritorno dalla sua conferenza a Bruxelles: <strong>\u201cInventer le Commun\u201d<\/strong>, mi era inevitabile pensare a quanto fosse attuale il suo pensiero in uno \u201cStato in via di definizione\u201d come quello Lussemburghese, cos\u00ec impegnato a promuovere iniziative sull\u2019identit\u00e0 nazionale, come a tradire il fatto che d\u2019identit\u00e0 nazionale non abbia pi\u00f9 senso parlare..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(MP)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo scorso gioved\u00ec 29 novembre a Bruxelles, presso lo spazio Ihecs,\u00a0Pr\u00e9sence e Action Culturelles\u00a0in collaborazione con la rivista \u00a0Philosophie Magazine, hanno organizzato un incontro con Toni Negri nell&#8217;ambito delle\u00a0Conf\u00e9rence PhilO,\u00a0la filosofia nell&#8217;ambito cittadino. Ha partecipato il nostro collaboratore Mauro Pizziolo&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1282,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[8487,29,41],"tags":[271,2232,2233,2234,2235,2236,2237,2238,1321,2239,2240,2241],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10464"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10464"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13777,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10464\/revisions\/13777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}