{"id":10448,"date":"2012-11-17T14:27:24","date_gmt":"2012-11-17T13:27:24","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2012\/11\/17\/la-sessualita-oltre-la-nozione-di-genere-e-al-di-la-delle-relazioni-di-potere\/"},"modified":"2021-06-13T23:50:02","modified_gmt":"2021-06-13T21:50:02","slug":"la-sessualita-oltre-la-nozione-di-genere-e-al-di-la-delle-relazioni-di-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2012\/11\/17\/la-sessualita-oltre-la-nozione-di-genere-e-al-di-la-delle-relazioni-di-potere\/","title":{"rendered":"La sessualit\u00e0 oltre la nozione di genere e al di l\u00e0 delle relazioni di potere"},"content":{"rendered":"<p><strong>La filosofa Vera Tripodi ci spiega, a partire dal suo libro,\u00a0<em>Filosofia della<\/em>\u00a0<em>sessualit\u00e0<\/em>\u00a0(ed. Carocci) come le categorie di genere maschile e femminile siano socialmente prodotte e come si sta svolgendo, al riguardo, l\u2019attuale dibattito filosofico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Vera.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-3912 pk-lazyload\"  title=\"Vera\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"195\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Vera.jpg\" ><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Intervista.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di norma dividiamo il mondo in base a due generi: il maschile e il femminile. \u00c8 ancora possibile usare la nozione di genere?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che l\u2019utilizzo della nozione di genere presenti diversi vantaggi sul piano teoretico. Simone de Beauvoir, ne <em>Il secondo sesso<\/em>, afferma che le categorie di donna e uomo siano socialmente costruite. Vale a dire, non \u00e8 la natura n\u00e9 l\u2019anatomia a determinare la distinzione tra i due generi. Piuttosto, questa differenza \u00e9 un prodotto della nostra cultura. Diversamente dalla nozione di sesso, il genere ha a che fare con quei comportamenti, doveri, credenze, aspettative che una determinata comunit\u00e0 ritiene definisca la condizione della donna e dell\u2019uomo. Ora, ci\u00f2 che molte donne hanno in comune \u00e9 il fatto di essere discriminate economicamente e socialmente. Tuttavia, questa subordinazione ha a che fare con questioni culturali: le donne sono generalmente educate a essere passive rispetto agli uomini e la societ\u00e0 gli impone di interpretare un certo ruolo sociale.<\/p>\n<p>Il contesto culturale, alimentando aspettative diverse rispetto ai due generi, non concede a donne e a uomini le stesse opportunit\u00e0. Se cos\u00ec, \u00e8 immaginabile allora pensare che sia possibile rendere la nostra societ\u00e0 pi\u00f9 equa attraverso la presa di distanza da un certo modo di pensare le relazioni tra individui di sesso diverso. L\u2019utilit\u00e0 delle categorie di genere allora consiste precisamente in ci\u00f2: ci permettono di sottolineare che, se le differenze biologiche sono distinte da quelle sociali, allora possiamo considerare molte delle differenze tra generi come socialmente prodotte e dunque modificabili. La nozione di genere diviene allora un valido strumento di riconoscimento ed emancipazione sociale per combattere discriminazione ed emarginazione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Alla luce degli studi che hai compiuto per il libro \u201cFilosofia della Sessualit\u00e0\u201d, come potremmo definire l\u2019<\/strong><em> &#8220;<strong>Essere Donna\u201d?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Non credo ci sia un unico modo di definire l\u2019essere donna. Ci sono diversi modi in cui un individuo pu\u00f2 esprimere la sua appartenenza a un genere. Come abbiamo detto, i generi hanno a che fare con norme sociali e accettare o meno queste norme sia il processo attraverso cui si diventa socialmente donna. Si diviene donna attraverso una serie di interazioni sociali in un determinato contesto culturale. Non \u00e8 possibile definire dunque un individuo come donna a prescindere dalla sua cultura, et\u00e0, religione, orientamento sessuale, gruppo etnico di appartenenza, posizione economica. Fatta eccezione per il fatto di essere per lo pi\u00f9 soggetti socialmente discriminati, non c\u2019\u00e8 quindi qualcosa di unitario o di uniforme che tutte le donne condividono. Vi \u00e8 piuttosto una relazione di somiglianza tra le diverse donne. Credo per questo che non si \u00e8 n\u00e9 si diviene semplicemente una donna, ma un <em>particolare <\/em>tipo di donna.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo libro parli ampiamente del fenomeno di oggettificazione del corpo femminile e la pornografia \u00e8 uno strumento di forte oggettificazione sessuale.\u00a0Perch\u00e9 secondo te le donne che partecipano a questo genere di produzione di immagine compresa la semplice tv non si accorgono o non soffrono a essere ridotte a oggetti?<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che la pornografia sia strumento di <em>oggettificazione sessuale<\/em> e riduca il corpo a feticcio da guardare e da usare. Sebbene l\u2019oggettificazione sessuale sia un fenomeno che pu\u00f2 interessare anche gli uomini, le donne sono le prime a esserne vittima anche quando acconsentono a essere usate (o pagate) per soddisfare certe fantasie sessuali. Si pu\u00f2 ritenere, infatti, che anche le donne che lavorano nell\u2019industria della pornografia siano esse stesse vittime di un certo modello che la societ\u00e0 patriarcale impone perch\u00e9 hanno interiorizzato il modo in cui una donna \u00e8 considerata o trattata all\u2019interno di una comunit\u00e0. Ossia, hanno fatto proprio un modello e uno stereotipo di sessualit\u00e0 maschilista a cui omologarsi. Pertanto, nonostante il consenso ad essere trattate come oggetti, si pu\u00f2 essere non del tutto liberi in questa scelta n\u00e9 pienamente consapevoli dei danni e violenze che si subiscono.<\/p>\n<p><strong>Nel definire la sessualit\u00e0 spesso si chiama in causa la nozione di \u201cnaturale\u201d. Com\u2019\u00e8 cambiato l\u2019approccio filosofico, nel dibattito filosofico contemporaneo, rispetto a quella che \u00e8 stata per secoli definita legge naturale ?<\/strong><\/p>\n<p>Nel dibattito filosofico contemporaneo<em> <\/em>l\u2019idea che la divisione dell\u2019umanit\u00e0 in due sessi sia il risultato di una legge naturale \u00e8 ampiamente criticata: l\u2019essere donna o uomo non ha a che fare con una propriet\u00e0 naturale (con il fatto di avere un certo corpo) ma piuttosto con una certa condizione o posizione nella societ\u00e0. Tuttavia, il riferimento alla nozione di \u201cnatura\u201d gioca ancora un ruolo particolarmente rilevante, specie in etica o bioetica, su questioni come omosessualit\u00e0 e nuove tecniche riproduttive.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi si appella alla \u201clegge naturale\u201d per definire, per esempio, l\u2019omosessualit\u00e0 come orientamento sessuale \u201cinnaturale\u201d perch\u00e9 non ha come fine ultimo la riproduzione. Tuttavia, quest\u2019appello non tiene conto che neppure la biologia considera pi\u00f9 la distinzione tra maschio e femmina come <em>naturale<\/em> (si \u00e8 anzi proposto di introdurre almeno altre tre sessi ai due convenzionalmente riconosciuti) e che la stessa dicotomia naturale\/innaturale sia puramente convenzionale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00c9 possibile una societ\u00e0 senza razze e generi?<\/strong><\/p>\n<p>Sarebbe auspicabile! Le razze come i generi biologicamente non esistono, sono una costruzione sociale. La distinzione di razze e generi sono strettamente connessi a relazioni di potere, divisioni sociali e gerarchiche che costituiscono il contesto sociale in cui siano immersi. Al di fuori di queste relazioni di potere, non ci sarebbero individui dotati di genere o di razza n\u00e9 per questo discriminati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sonia Sion<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La filosofa Vera Tripodi ci spiega, a partire dal suo libro,\u00a0Filosofia della\u00a0sessualit\u00e0\u00a0(ed. 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