{"id":10159,"date":"2011-11-10T15:32:01","date_gmt":"2011-11-10T14:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2011\/11\/10\/italia-love-it-or-leave-it\/"},"modified":"2021-06-13T23:32:13","modified_gmt":"2021-06-13T21:32:13","slug":"italia-love-it-or-leave-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2011\/11\/10\/italia-love-it-or-leave-it\/","title":{"rendered":"Italia: Love it or leave it"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Delia Pifarotti<\/strong>, insegnante e giornalista del Tageblatt ci regala le sue considerazioni sui film che ha visto. Una panoramica sul tema degli immigrati, protagonisti del cinema italiano e sui cambiamenti della societ\u00e0 italiana.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0Italia: Love it or leave it<\/strong><\/p>\n<p>Ognuno di noi ha un suo modo molto personale di reagire e affrontare i problemi. C\u2019\u00e8 chi li analizza obiettivamente e propone soluzioni, chi si fa beffa di essi e li combatte con umorismo e ironia, chi si impegna in una lotta feroce o, al contrario, mostra indifferenza. Tanti modi per affrontare un punto nevralgico della nostra vita e della nostra societ\u00e0, che ci affligge o ci disturba.<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso per i film e per il modo in cui i registi portano sullo schermo cio&#8217; che li colpisce. Cos\u00ec, guardando tutti i nuovi film proiettati quest&#8217;anno al Festival\u00a0 \u00e8 sorprendente vedere a che punto gli italiani \u00a0si interroghino sul loro paese, sul futuro che li attende, \u00a0sui mali che affliggono la loro societ\u00e0, l&#8217;inefficienza e la corruzione della classe politica, sull&#8217;inerzia che sembra paralizzare il paese, una volta simbolo della creativit\u00e0 e del genio, invidiato dal resto del mondo. Alcuni ne fanno dei documentari, mettono il dito nella ferita per sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e denunciare i responsabili; \u00a0altre storie raccontano semplicemente cio&#8217; che influenzano la sensibilit\u00e0 dello spettatore e scavano nelle loro coscienze; altri ancora ne fanno delle succulente commedie, dove tutto viene mostrato attraverso una satira coinvolgente e talvolta grottesca. Ce n\u2019\u00e8 \u00a0dunque per tutti i gusti! Purch\u00e9 il messaggio arrivi fino in fondo e che qualcosa cambi in Italia, in meglio, naturalmente!<\/p>\n<p>Con <strong>&#8220;Italia: Love it or leave it<\/strong>&#8220;, i due registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi hanno scelto di fare un documentario molto speciale&#8230; in Fiat 500! Per trovare la risposta alla loro domanda: &#8220;Continuare a vivere in Italia o trasferirsi a Berlino?&#8221;, hanno viaggiato per 6 mesi \u00a0in lungo e in largo, non per cercare le bellezze quanto piuttosto la bruttezza e disagio. Le testimonianze delle persone sono raccoltedalla strada. Dai disoccupati alle vittime della mafia, dai volontari che si curano degli immigrati ai giornalisti, dagli scrittori, ai politici e molti altri italiani, che nel bene o nel male, arrivano alla conclusione che sia vile partire e che \u00e8 importante mettere a fuoco le virt\u00f9 del paese per sopportarne i suoi difetti. Gustav e Luca sono venuti al Festival per raccontare\u00a0 le loro motivazioni: &#8220;Abbiamo incontrato persone incredibili, gente motivata, con un&#8217;enorme forza di resistere alla situazione attuale. Dappertutto, le persone cercano di migliorare il Paese mostrando l&#8217;altro lato dell&#8217;Italia&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Italy_r.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-1073 pk-lazyload\"  title=\"Italy_r\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"176\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Italy_r.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Qualunquemente&#8221; (di Giulio Manfredonia) e &#8220;Cose dell&#8217;altro mondo&#8221; (Francesco Patierno)<\/strong> sono dei ritratti esagerati ma sublimi di personaggi pubblici sfacciatamente razzisti, macho, megalomani e narcisisti. \u00ab\u00a0Castigare ridendo mores\u00a0\u00bb\u00a0 \u00e8 il pi\u00f9 alto \u00a0livello raggiunto dal proverbio latino. Attraverso Cetto La Qualunque (interpretato da Antonio Albanese) e i suoi compari, Manfredonia ci dipinge la tavolozza di un\u2019Italia basata sulla ineducazione, la frode fiscale, il ricatto e gli scandali sessuali. Tutti difetti apertamente e\u00a0 orgogliosamente rivendicati come segno di potere e di consenso collettivo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/qualunquemente-41.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-1075 pk-lazyload\"  title=\"qualunquemente-4\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"202\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/qualunquemente-41.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Attraverso Mariso Golfetto (interpretato da Diego Abatantuono), che in TV continua a gridare frasi razziste suggerendo di rimettere tutti gli immigrati sulle loro barche e rispedirli a casa loro, patierno racconta un&#8217;Italia senza alcun immigrato. Sono scomparsi! Le \u00a0aziende \u00a0si fermano per mancanza di lavoratori, i sacchetti di immondizia si accumulando per le strade, gli anziani non hanno pi\u00f9 le loro badanti, i bambini delle scuole perdono i loro compagni di gioco, tutte le citt\u00e0 soccombono. Un\u2019ipotesi assurda, certo, ma efficace per comprendere anche l&#8217;importanza emotiva della presenza dei lavoratori stranieri, indipendentemente dalla mano d\u2019opera di cui sono portatori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/abat.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-1076 pk-lazyload\"  title=\"abat\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"211\"  height=\"300\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/abat.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Molto sentimentale toccante \u00e8 <strong>Terraferma (di Emanuele Crialese)<\/strong> che pur raccontando la vita di poveri pescatori di una piccola isola del Mediterraneo, mette lo spettatore di fronte l&#8217;enormit\u00e0 della scelta: lasciare che i clandestini anneghino al largo dell&#8217;isola per timore della legge, che vieta di portare loro soccorso; o seguire le leggi tradizionali dei pescatori, secondo le quali un uomo in mare \u00e8 considerato un naufrago e ha il diritto di essere salvato? Aiutare una donna libica in fuga a partorire, ospitandola illegalmente in\u00a0 casa o segnalarla alla polizia? Inevitabilmente in queste storie come nella vita si tessono\u00a0 legami che rendono la freddezza della legge insopportabile e incomprensibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Terraferma-film-Crialese006.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-1077 pk-lazyload\"  title=\"Terraferma-film-Crialese006\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"200\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Terraferma-film-Crialese006.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>Molti altri film, tali come \u00ab\u00a0L\u00e0-bas\u00a0\u00bb (di Guido Lombardi), mostrano in modo completo eppure leggero la \u00a0realt\u00e0 di migrazione \u00a0con la quale l\u2019Italia si confronta\u00a0 per la sua posizione geografica particolare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/labas.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"alignnone size-medium wp-image-1078 pk-lazyload\"  title=\"labas\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"300\"  height=\"180\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/labas.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, essendo stata essa stessa paese di emigrazione verso il Nord Europa, gli Stati Uniti e l&#8217;Australia, non pu\u00f2 \u00a0non tenerne conto ed esprimere un giudizio personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Delia Pifarotti<\/p>\n<p>Tageblatt 8\/11\/2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Delia Pifarotti, insegnante e giornalista del Tageblatt ci regala le sue considerazioni sui film che ha visto. 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