{"id":10092,"date":"2011-04-26T21:10:49","date_gmt":"2011-04-26T19:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/bleuciel.lu\/passaparola\/2011\/04\/26\/elio-pecora-lavventura-del-restare\/"},"modified":"2021-06-13T23:28:22","modified_gmt":"2021-06-13T21:28:22","slug":"elio-pecora-lavventura-del-restare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/passaparola.info\/web\/2011\/04\/26\/elio-pecora-lavventura-del-restare\/","title":{"rendered":"Elio Pecora: l&#8217;avventura del restare"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cL&#8217;avventura del restare\u201d: intervista a Elio Pecora<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ospite italiano all\u2019edizione 2011 del \u00a0<em>Printemps des Po\u00e8tes<\/em> (1-3 aprile) \u00e8 uno dei poeti italiani tra i pi\u00f9 raffinati e tenaci, una di quelle voci della modernit\u00e0 che davvero hanno segnato il Novecento e questi ultimi anni con proposte di cambiamento e originalit\u00e0 formale. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pecoralight.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"aligncenter size-thumbnail wp-image-560 pk-lazyload\"  title=\"pecoralight\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"150\"  height=\"150\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/pecoralight.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong>Lei ha pubblicato il suo primo libro, \u201cLa chiave di vetro\u201d (Bologna, Cappelli), nel 1970. Cosa stava accadendo in quegli anni nel modo di scrivere poesia<em>? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ho scritto quel libro durante un soggiorno in Germania, a Tunzerberg fra il gennaio e il luglio del 1968.\u00a0 Fu quella la mia personale e definitiva rivoluzione, intanto che adolescenti e giovani europei si rivoltavano. In quel libro confluirono le mie esperienze, il mio bisogno di fare i conti anzitutto con me stesso, con la societ\u00e0 e con il mondo in cui avevo vissuto e vivevo, le mie molte e onnivore letture che, dopo il tanto letto fin dalla prima adolescenza dei classici e dei moderni, allora si muovevano fra Virginia Wolf e Max Frisch, Gombrovicz e Butor. Non m\u2019attraeva l\u2019avanguardia, piuttosto lo sperimento. Quel libro nacque come prosimetro (componimento misto di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prosa\">prosa<\/a> e <a title=\"Versi\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Versi\">versi<\/a> che si struttura in forma di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Romanzo\">romanz<\/a>o, ndr) e ancora oggi riconosco che vi si palesarono i miei assilli e le mie ossessioni, il mio bisogno di interrogazioni illimitate e il rifiuto della negazione cos\u00ec dominante nella cultura e nella letteratura novecentesca. Solo dopo ho saputo quanto fossi vicino a Sandro Penna e al Saba della \u201cserena disperazione\u201d. La vera rivoluzione di quegli anni, tocc\u00f2 piuttosto la vita sociale delle donne, i costumi sessuali, il gioco delle nuove apparenze. Tuttora, nella societ\u00e0 italiana, vediamo a quanto poco sia valso davvero quel rivoltamento per una vera interiore crescita, l\u2019unica che rende vivi e presenti fuori dei facili commerci e delle stolide obbedienze. Vorrei precisare che ho vissuto intensamente nella societ\u00e0 romana di quegli anni e di essermi visto e di essere stato visto &#8211; accusato di alterezza, recentemente solo di fierezza &#8211; ben pi\u00f9 libero e aperto dei tanti conclamati rivoluzionari.<\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>In Italia, oggi, assistiamo ad un proliferare senza precedenti di case editrici che sfornano poeti senza soluzione di continuit\u00e0. Come spiega questa iperproduttivit\u00e0?<em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ancora l\u2019effetto delle false liberazioni. Un numero pi\u00f9 che considerevole di persone scrive versi e s\u2019adopera per pubblicarli. Dietro queste vanit\u00e0 e pretese si sono moltiplicati i piccoli affaristi. E\u2019 solo vanit\u00e0 o, in un mondo sommerso da un chiacchierume in cui nessuno crede a nessuno, per molti conta la speranza che il proprio scritto riesca a durare nel tempo?\u00a0 La poesia resta un bene che si raggiunge di rado, anche dagli stessi conclamati poeti, e\u00a0 viene dal talento, ma anche da tanto lavorio sulla necessit\u00e0 ed esattezza della parola e su quelle verit\u00e0 che ininterrottamente ci tocca interrogare e cercare. Sicuramente l\u2019eccesso di libri e librini di versi genera una notevole confusione ma ancora una volta il gusto, che viene dalla frequentazione con\u00a0 testi di qualit\u00e0, ristabilisce i valori. Se in tanti scrivono la poesia non \u00e8 morta, solo che va mostrandosi a chi sappia riconoscerla.<\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>In questo incredibile paradosso, secondo lei, chi paga il prezzo pi\u00f9 alto? <\/strong><\/p>\n<p>Non sono per le lamentele dei poeti, che misurano l\u2019attenzione dei lettori con il metro delle udienze televisive e dei romanzi del passatempo. Il pubblico di Montale e di Saba era anche pi\u00f9 sparuto del pubblico che oggi s\u2019avvicina alla poesia di qualche peso. Prima del Nobel a Montale e dell\u2019assassinio di Pasolini gli italiani guardavano ai poeti come a creature chiuse nel marmo delle ville comunali e nei componimenti delle antologie scolastiche. Perch\u00e9 il pubblico della poesia cresca, anzitutto fra quelli che scrivono versi ma si guardano bene dal leggere, occorre che salga il livello d\u2019istruzione, la finezza del guardare. Siamo in anni di decrescita invece. Da parte mia non dispero. Incontro annualmente ragazzi e bambini nelle scuole e in molti di loro trovo non solo attenzione, ma anche l\u2019attesa di una misura diversa dell\u2019essere e del capire. Seguitiamo.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Lei ha scritto dei meravigliosi libri per bambini: con quali motivazioni ha deciso di intraprendere questa avventura?<\/strong><\/p>\n<p>Scrivere con i bambini significa in qualche modo servirsi della loro freschezza di immagini e di sentimenti. Ma i bambini debbono piuttosto essere avvicinati dalla poesia che \u00e8 l\u00ec ad attenderli. Vivono anni nei quali bisognano di modelli. Che scrivano le loro piccole poesie non va al di l\u00e0 di un gioco, di porte che vanno aprendosi. Ma va anzitutto dato ai bambini il patrimonio\u00a0 palpitante della loro lingua e gli va mostrato come quel patrimonio sia stato e possa essere speso al meglio. Bastano piccole poesie scelte. L\u2019incanto \u00e8 sicuro, la maestria si scioglie nella vivezza e nella partecipazione. Non credo che esista una letteratura limitata all\u2019infanzia. Aborro il pigolio che molti adulti riservano ai bambini. Il bambino ha l\u2019intelligenza pi\u00f9 vigile e aperta di cui un uomo o una donna potranno mai godere nel resto della vita. E\u2019 una questione scientificamente provata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/logopdp2008.jpg\"><img  loading=\"lazy\"  class=\"aligncenter size-full wp-image-561 pk-lazyload\"  title=\"logopdp2008\"  src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAAEAAAABAQMAAAAl21bKAAAAA1BMVEUAAP+KeNJXAAAAAXRSTlMAQObYZgAAAAlwSFlzAAAOxAAADsQBlSsOGwAAAApJREFUCNdjYAAAAAIAAeIhvDMAAAAASUVORK5CYII=\"  alt=\"\"  width=\"125\"  height=\"118\"  data-pk-sizes=\"auto\"  data-pk-src=\"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/logopdp2008.jpg\" ><\/a><\/p>\n<p><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>www.prinpolux.lu<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biagio Lieti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cL&#8217;avventura del restare\u201d: intervista a Elio Pecora Ospite italiano all\u2019edizione 2011 del \u00a0Printemps des Po\u00e8tes (1-3 aprile) \u00e8 uno dei poeti italiani tra i pi\u00f9 raffinati e tenaci, una di quelle voci della modernit\u00e0 che davvero hanno segnato il Novecento&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":246,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":""},"categories":[29,38],"tags":[573,574,575,576,577,578,579,580,581,582,583],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10092"}],"collection":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10092"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10092\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13405,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10092\/revisions\/13405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/passaparola.info\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}