W la V., da I Monologhi della Vagina di Eve Ensler è lo spettacolo tutto al femminile che la Dante Alighieri Lussemburgo porta al Teatro Le 10 di Luxembourg-Ville sabato 28 gennaio alle ore 21. Messo in scena da ROSSOINVALIGIA Compagnia Teatrale di Torino, formata da Manuela Pellati, Veronica  Rossetti, Daniela Inglese, si avvale della regia, fortemente voluta, di un uomo: Riccardo De Leo. Intervista a Manuela Pellati

Tratto dall’opera che l’americana Eve Ensler scrisse quasi 30 anni fa, lo spettacolo (scena essenziale e i due colori-non-colori per eccellenza: bianco e nero) esplora l’universo rosa attraverso la sua parte del corpo da sempre protagonista di tabù, desiderio, complessi. Un viaggio di scoperta, confronto, autoconsapevolezza che vuole semplicemente celebrare l’identità e il valore dell’essere donna. Dopo lo spettacolo il pubblico potrà dialogare con le protagoniste. 

Si parla di vagina solo e sempre come parte del corpo che racchiude però un intero universo (anche interiore) della donna. Esiste quindi anche una “vagina mentale”?

Certo, ma più che mentale – citando la Ensler –  la Vagina è il nostro motore, il nostro centro, il nostro secondo cuore.
E purtroppo questo motore è stato nei secoli sistematicamente condizionato, culturalmente represso per controllare il genere femminile e non permetterne l’autoaffermazione.
L’individualità della singola persona ha bisogno di consapevolezza per esprimersi e di un ambiente in cui ci sia rispetto, fiducia. Per anni la cultura patriarcale ha annientato l’espressione femminile soffocandola alla radice, nella sua sessualità. Ha creato spauracchi sessuali, vergogna e blocchi emotivi, umiliando il genere femminile. Ha reso le donne sconosciute a se stesse, ne ha schiacciato la consapevolezza, le ha rese manovrabili, subalterne agli uomini, ferendole nel profondo.
Per vincere certi tabù e ritrovare la consapevolezza della propria Vagina, molte donne hanno dovuto fare un grande lavoro su se stesse andando contro corrente, anche contro modelli di bellezza imposti, per ritrovare l’orgoglio della propria sessualità. Molte donne non hanno mai incontrato la loro Vagina. Le più sfortunate hanno subito e subiscono violenze, torture: quante clitoridi sono state mutilate? quante donne sono state stuprate?  quanti atroci stupri di guerra sono stati sistematicamente agiti come fossero armi? quante donne sono state ‘’punite’’ perché hanno goduto dei piaceri del loro sesso?
E tutto questo non smetterà mai se non capiremo che i modelli patriarcali non corrispondono alla realtà, sono solo triti copioni codificati nei secoli e introiettati nella nostra cultura. Eva è stata un capro espiatorio per troppo tempo… Che banalità! Il nostro motore, il nostro centro, il nostro cuore è prezioso e deve ripartire con slancio, orgoglio, gioia.

Foto: Renzo Bussio

Parlare di sesso femminile è sempre ancora troppo difficile: la responsabilità è più degli uomini o più delle donne? 

Ci hanno insegnato che parlare di sesso, parlare della nostra Vagina è disdicevole, ci hanno insegnato a provarne vergogna…e molte volte a insegnarlo sono le mamme alle proprie figlie. Sono sempre i modelli patriarcali replicati anche dalle donne stesse, spesso con la distorta convinzione di proteggere così le proprie figlie. Per completare questa risposta citiamo i Monologhi della Vagina di Eve Ensler: “Fa paura pronunciare questa parola. Vagina. All’inizio hai l’impressione di sfondare un muro invisibile. Vagina.” Ti senti in colpa, a disagio, come se qualcuno stesse per colpirti. Poi, dopo che l’hai detta per la centesima o la millesima volta, ti viene in mente che è la tua parola, il tuo corpo, la tua parte più essenziale. All’improvviso ti rendi conto che la vergogna e l’imbarazzo che provavi pronunciandola miravano a mettere a tacere il tuo desiderio, a erodere la tua ambizione.

Poi cominci a usarla sempre più spesso. La dici con una sorta di passione, di premura, perché senti che, se smetti di pronunciarla, sarai di nuovo sopraffatta dalla paura e ricadrai in un mormorio imbarazzato. Così la ripeti tutte le volte che ti capita, la fai emergere in ogni conversazione. La tua Vagina ti emoziona: vuoi studiarla, esplorarla, conoscerla, scoprire come ascoltarla, darle piacere, e conservarla sana e saggia e forte. Impari a soddisfare te stessa e a insegnare al tuo amante a soddisfarti.

E quanto più le donne pronunciano la parola Vagina, minore è l’effetto che fa; diventa parte del nostro linguaggio, parte della nostra vita. La nostra Vagina diventa integrata, rispettata, sacra. Diventa parte del nostro corpo, collegata alla nostra mente, e carburante per il nostro spirito. La vergogna se ne va e la violenza cessa, perché la Vagina è qualcosa di visibile e di reale, ed è associata a donne potenti e sagge che parlano di Vagina. Ci aspetta un lungo viaggio e questo è solo l’inizio. Qui possiamo pensare alla nostra Vagina, conoscere quella di altre donne, ascoltare storie e interviste, rispondere a domande e farne”.

Il regista è un uomo, scelta fortemente voluta: perché?

Non tutti gli uomini per fortuna inseguono il mito del macho o si vergognano di manifestare la propria sensibilità. Siamo molto grate al nostro regista Riccardo De Leo, che credendo nella nostra proposta ha diretto noi tre donne “impegnative” nella realizzazione di W la V. Uno spettacolo intenso, di affermazione del genere femminile, ma senza derive misandriche.
Lui ha colto la potenza, la provocazione, l’intelligenza del testo di Eve Ensler e lo ha reso scenicamente dosandone la leggerezza, l’ironia, la drammaticità in un continuo e dinamico saliscendi emotivo che ci permette di ‘’giocare’’ attorialmente tante sfumature.

Sul grande schermo spopola ora Good Luck Leo Grande (una donna matura e inibita decide di sdoganare i tabù del sesso con un gigolò). Cosa ne pensi di questa pellicola ironica e coraggiosa che affronta più o meno lo stesso tema del vostro spettacolo?

Grande Emma Thompson! Grande attrice, grande donna che ha il coraggio di mostrarsi nuda a 63 anni davanti al mondo intero, in un’epoca in cui attrici di Hollywood e cantanti ricorrono alla chirurgia plastica per continuare a lavorare.

Un messaggio socialmente importante quando alle donne viene chiesto di essere magre, in forma, perfette. Abbiamo letto che lei non ha voluto nessun ritocco Photoshop per sottolineare quanto sia importante accettarsi come si è, accettare di invecchiare. Il personaggio, che interpreta la Thompson non si mette a nudo solo fisicamente, ma anche emotivamente mostrandoci la sua intimità, le sue difficoltà; parla liberamente di piacere sessuale femminile. Afferma il diritto di cercare il piacere per se stesse anche in età matura senza vergogna, senza timore. Il suo messaggio è che non è mai troppo tardi per ribellarsi e per cominciare a piacersi. È un film liberatorio, ce ne sono pochi così coraggiosi, e racconta una storia di sesso concretamente senza melensaggini.

Cosa vi aspettate dal pubblico che verrà a vedervi in Lussemburgo? 

Sorellanza, fratellanza! Mettendo in scena questo spettacolo, noi tre ROSSOINVALIGIA Compagnia Teatrale ci siamo fatte molte domande.  E le domande hanno trovate risposte nelle nostre esperienze, nelle nostre storie che abbiamo condiviso tra noi e che nutrono le nostre interpretazioni, le nostre intenzioni sul palco.

Il pubblico non conoscerà le nostre storie, ma ne sentirà la presenza tra le parole, ne vedrà gli echi nei nostri corpi in scena e noi sul palco sentiremo la loro attenzione, la loro partecipazione, e le loro esperienze popoleranno insieme alle nostre tutto il teatro. Dopo che il sipario si chiude sull’ultima scena di W la V. noi siamo solite scendere in platea per incontrarci con il pubblico. E sempre veniamo travolte dal suo affetto, perché in quei settanta minuti di spettacolo si sono create tra noi intimità, comunione.

Foto: Renzo Bussio

Questo spettacolo è un inno ad amarsi e a farsi amare!

Chissà quante donne sedute nel Théâtre Le 10  di Lussemburgo, protette nelle loro poltroncine, guardando lo spettacolo, penseranno consapevolmente ‘’alla loro Vagina, quella parte di noi così preziosa, meravigliosa generatrice di vita che abbiamo fra le gambe, e perciò sorrideranno, piene d’orgoglio’’. E magari tornate a casa impareranno a soddisfare se stesse e insegneranno ai loro amanti a soddisfarle (parafrasando I Monologhi della Vagina). Chissà quanti uomini, nel pubblico, tornati a casa, ascolteranno e guarderanno con più attenzione le Vagine delle loro compagne per procurare loro più piacere.

Maria Grazia Galati

Informazioni e biglietti: www.ladante.lu

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