Enrico Capuano
Date: 29-04-2008
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ENRICO CAPUANO : IL FOLK ROCK DI UN ARTISTA IMPEGNATO.
Il 17 novembre prossimo, in collaborazione con l'ass. Curiel, PassaParola organizza la cena- concerto con Enrico Capuano, grande artista romano da anni impegnato nella contestazione sociale attraverso la sua musica venata di atmosfere rock e folk d’autore.
PassaParola lo ha intervistato, in esclusiva, per i suoi lettori.
Ciao Enrico, intanto grazie per esserci venuto a trovare. E’ davvero un grande evento per il Lussemburgo ed i tanti italiani che vivono dalle nostre parti. Scorrendo le date della tua ultima tournee ci accorgiamo che accanto a moltissime località italiane compare il Lussemburgo. Vorrei che tu ci spiegassi il perchè di questa scelta. Che cosa ti aspetti dagli italiani di qui?
Verrò in versione acustica e non con la band rock al completo; la mia scelta
è dettata dalla curiosità di conoscere le moderne storie, il vissuto, le intelligenze dei miei connazionali in un paese così diverso dal nostro. Mi piace portare uno spaccato d Italia non da cartolina, un Italia che sa essere ironica anche di se stessa, una musica che sa parlare a tutto il mondo.
Sei stato definito l’allievo di Giovanna Marini. Ci potresti spiegare in quale mondo ti ispiri alla grande poetessa del folk nostrano?
Ho partecipato a dei laboratori organizzati dalla scuola di musica del Testaccio dove Giovanna insegna, molti critici musicali vedono nella mia musica dei riferimenti alla Marini, magari per l'uso che spesso faccio dei quarti di tono, ma quando compongo le mie canzoni penso molto anche ai rumori della strada, ai ritmi dei cortei operai degli anni 70, alla festa popolare come elemento di rottura di fronte ad una società che rischia di distruggere i rapporti umani in nome di una corsa individualista piena di false promesse. Giovanna Marini e ancora prima Giovanna Daffini sono artiste importanti della nostra cultura magari apprezzate più in Francia che in Italia.
Fin da bambino, attraverso alcune famose trasmissioni radio, ti sei guadagnato il “titolo” di cantautore di protesta. Che cosa significa oggi, alla luce di una politica davvero ambigua e senza piu' reali confini partitici, portare avanti delle lotte sociali?
Credo che la musica possa far veicolare dei buoni messaggi, stimolare delle idee, non mi piace mediare nella poesia. Canto le storie della gente normale che fa fatica ad arrivare a fine mese. Beh… i politicanti non mi piacciono ma la politica è importante, sono un sostenitore del libero pensiero spero che nonostante tutto ci siano spazi per pensare creare e lottare.
Riflettendo sulla scena odierna della musica “sociale” ci vengono in mente artisti del calibro di Manu Chao e di Edoardo Bennato per quanto riguarda la nostra zona mediterranea. Come sono i rapporti tra di voi? Cercate di portare avanti progetti comuni oppure ognuno si rinchiude in una sfera individualistica talvolta un po' troppo elitaria?
Con alcuni artisti c’è un buon rapporto ultimamente ho scritto una canzone con il rappettaro Piotta persona colta e umile, ci sono gli artisti come me di strada e poi gli snob che io chiamo ” finto rivoluzionari” che cerco di evitare per la mia salute mentale.
Dopo che “Tammurriatarock” e “Lascia che sia” e le tue costanti presenze ai concerti del 1 maggio a Roma ti hanno lanciato nell’orbita delle star nazionali che cosa ci riserva Enrico Capuano per il futuro?
Sta per uscire un cd dal titolo Fuori dalla Stanza prodotto dall’ etichetta di Franz Di Cioccio della mitica PFM dove oltre ad alcuni brani storici ci saranno 4 inediti, sto preparando un doppio tour uno con la Tammurriata, otto elementi sul palco e l'altro abbinato con Zulu ex 99 Posse e Bisca all’ insegna della buona musica del sud.
di Paolo Travelli