Vittorio Merlo
Date: 06-05-2007
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Questo mese per i lettori della rubrica Onde Sonore abbiamo il piacere d’intervistare uno dei cantautori piu’ interessanti della nuova scena musicale italiana : Vittorio Merlo. Merlo introduce il suo rapporto con la musica, con internet, con Lussemburgo e ci offre un ampia retrospettiva sul suo ultimo album intitolato "Aicha.it". Buona lettura!!!!!
Come è nata la tua passione per la musica?
Ho cominciato a scrivere e comporre le mie canzoni da quando ascoltatvo le canzoni degli altri. Da bambino ricordo che cambiavo i testi delle canzoni di chiesa per dedicarle a dei ciclisti o ai piloti di formula uno. Poi quando verso i 15 anni ho comiciato a strimpellare la chitarra per cantare De Gregori e De André, spontaneamente ho cominciato a comporre le mie prime canzoni.
Il tuo ultimo cd s’intitola "Aicha.it". Oltre alla traduzione del brano di Khaled in italiano ci sono altre ballate che sembrano affrontare il tema dell’amore da diverse sfaccettature. In un certo senso mi sembra che ti sei abbastanza discostato dal tema politico satirico dei tuoi esordi. Mi sbaglio?
Ti sbagli! "Figli di pescatori" è una canzone ancora più poltica di "Ho sognato Bruno Vespa", perché parla di emigranti veri, che stanno lontano da casa più di due anni prima di poter tornare a casa. E qui pensiamo alla nostra condizione di emigranti di lusso in Lussemburgo, che in un paio d’ore con un volo low-cost, rivedono i propri famigliari… "Martina guarda il mare" è una canzone dedicata a mia figlia, tanto quanto "Thomas guarda la città" lo era nel mio primo CD per mio figlio, "Ti porterò" ripercorre il pensiero per chi non fa più parte della nostra vita come "Avrei bisogno di parlarti" nel primo cd…Io credo che ti abbia colpito solo il fatto che in questo nuovo CD non ci fosse una canzone provocatoria come "Ho sognato Bruno Vespa" ma io avevo da poco diffuso su Internet gratuitamente "Vorrei essere Simone Cristicchi" , canzone velenosa che interpreto nei live da "travestito", e questo tipo di canzoni ormai per me viaggiano libere in rete come "Non sopporto i Berlusconi" o la "Filastrocca del cavaliere"…Poi forse non volevo rispettare un cliché e fare qualcosa di diverso da ciò che la gente si aspettava da me… ma in fondo, a parte la versione italiana di Aicha, questo CD continua il mio percorso musicale in modo lineare.
La tua carriera musicale é stata facilitata dalla nuova tecnologia digitale in quanto i tuoi primi successi hanno avuto un successo davvero strabiliante in internet. In che modo ti senti avvantaggiato o svantaggiato dal nuovo modo di diffusione musicale?
Senza Internet e il precursore di tutti i siti digitali, Mp3.Com, io sarei ancora nella mia stanzetta a fare ascoltare le mie canzoni ai miei figli e ai miei amici. Quindi il vantaggio è stato notevole. Anche per questo mio ultimo CD, autoprodotto, ho trovato dei partner ideali che mi distribuiscono "Aicha.it" in tutti i negozi in Italia e in tutto il mondo su iTunes. Questo significa che ognuno nel mondo può scaricarsi con meno di 7 euro il mio cd da qualsiasi latitudine.
Come ci si sente ad essere un cantante in progressiva e continua affermazione vivendo in un paese come Lussemburgo? Ci sente limitati dal fatto di essere stranieri in un piccolo paese o ci sente avvantaggiati dalla potenzialità di questo ricco paese?
Io sono contento di abitare in Lussemburgo, anche se mi piacerebbe avere un riscontro musicale maggiore in questa mia terra adottiva… forse arriverà in futuro, non so… In Lussemburgo non si è mai stranieri, a volte si sentono più stranieri i lussemburghesi, circondati da portoghesi, italiani e polacchi …Io spero che le mie canzoni abbiano un significato per gli amanti della canzone d’autore in Italia, in Lussemburgo e in tutto il mondo. Il mio "Aicha.it" viene promosso in maggio come CD della settimana sul canale della Radio Svizzera Francese "Option musique", per me questo è già sufficiente, perché vuol dire che le mie canzoni hanno superato le barriere culturali, economiche e linguistiche.
Paolo Travelli