Paolo Fresu
Date: 20-03-2007
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Straordinario nel suoi due concerti lussemburghesi alla Filarmonica (il 12 gennaio, con il P.A.F Trio) e a Dudelange (il 27 gennaio, con Bojan Z) Paolo Fresu, il più famoso trombettista jazz italiano, si racconta a PassaParola.
Come ci si sente ad essere uno dei jazzisti più apprezzati in tutto il mondo?
Bene, non c'è un fatto di classifiche (a parte nelle riviste specialistiche) ma io faccio una musica molto personale…..Ci si sente bene, fa piacere che ci sia della stima. Ma proprio per questoogni giorno si deve lavorare di più. In questo campo, ogni giorno bisogna rimboccarsi le maniche: studiare, provare, comporre per meritarsi la fiducia del pubblico giorno dopo giorno.
Ci puoi raccontare com’é nata la tua passione per il jazz?
E' stato casualmente. Ho iniziato alla fine anni '70, suonavo banda del mio paese (Berchidda, ndr) poi ho suonato in alcuni complessi. Mi sono iscritto al Conservatorio e da li' ho scoperto la musica jazz.
Chi sono i maestri a cui ti ispiri?
Sicuramente Miles Davis e Chet Baker .
Guardando la tua sterminata discografia (oltre 230 dischi) rimaniamo impressionati dal fatto che pur essendo molto giovane, hai già scritto una fetta molto importante della musica jazz mondiale. In che modo continui a trovare l’ispirazione?
Dappertutto. L'ispirazione puo' arrivare in viaggio. Viaggio molto per lavoro e ho molto tempo libero per pensare e scrivere musica. Ma l'ispirazione puo' arrivare da un panorama, una persona, un sentimento oppure da un buon vino….
La nostra è una vita piuttosto complessa ma molto suggestiva, ricca di cose. Se siamo capaci e curiosi possiamo cogliere dappertutto un buono spunto per fare musica.
Ci sono momenti in cui provi la sensazione di essere già arrivato?
Mai non c'è tempo per crogiolarsi e fermarsi sugli allori del successo. Come ho detto prima bisogna lavorare duro.
Come consideri l’attuale scena jazz italiana?
E' un momento storico molto propizio per il jazz italiano. C'è una straordinaria vitalità. Mai questa musica ha goduto di tanta popolarità, grazie all'incredibile capacita dei musicisti e alla loro preparazione. Ci sono scuole seminari, etichette discografiche nuove che si dedicano a questo genere. Direi che il jazz italiano gode di ottimissima salute.
C
redo che in Italia sia ancora un po’ elitario questo genere musicale. In ogni caso grazie alle esperienze tue, di Bollani, di Rava e di tanti altri grandi maestri si é allargato molto l’interesse per questo stile. Hai qualche suggerimento per gli italiani che si vogliono accostare a questo genere? Intendo dire puoi consigliarci qualche artista in particolare o qualche cd con i quali cominciare ad avvicinarsi al jazz?
Sicuramente bisognerebbe provare ad iniziare l'ascolto dal jazz americano degli anni '20. Magari cominciando con un disco, per ogni personaggio importante: Armstrong, Cliffon Brown, Davis. Ascoltare i grandi del passato e individuare quelli che ci piacciono di più.
Di italiani i miei colleghi Bollani, Rava, Di Stefano.
E' importante lasciarsi andare molto e non pensare che è il genere sia troppo difficile.
Il jazz è un mondo di musiche dove all'interno ognuno puo' trovare cio' che vuole.
Paolo Travelli